Puglia: definita la governance di Asl e Irccs con la nomina dei direttori generali
I nuovi Dg dovranno gestire la manovra che tra tagli alla spese e aumento delle addizionali Irpef dovrà azzerare il deficit sanitario 2025 di 349 milioni
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Definita la governance di Asl e Irccs con la nomina dei direttori generali di 4 delle 5 Asl, di due Irccs e degli OO.RR. di Foggia. Pubblicato l’avviso per la selezione il 7 febbraio, alla scadenza, il 4 marzo, sono arrivate 104 candidature in regione. Una commissione le ha esaminate per poi dare alcune indicazioni al governatore regionale, Antonio Decaro, che ha scelto,per la Asl Bat, Alessandro Di Bello, per quella di Foggia,Tiziana Di Matteo ( che lascia la Bat), per quella di Lecce, Gianluca Capochiani, per quella di Taranto,Vito Bavaro, per l’Irccs Oncologico Bari,Tommaso Stallone, per il Policlinico di Foggia,Janko Tedeschi e per l’ Irccs “Saverio De Bellis” di Castellana Grotte, Michelangelo Armenise. Nessuna nomina per l’Asl più grande, quella di Bari, che ha la popolazione servita più grande nella regione, oltre un milione di persone, l’unica insieme alla Asl Bat ad aver chiuso il 2025 in attivo.
L’esito della riunione della giunta
Le nomine sono state approvate oggi dalla giunta regionale e rese note immediatamente dopo la seduta “senza interlocuzioni preventive né incontri personali con i nominati che - si è affrettato a precisare Decaro - stanno apprendendo ora delle loro nomina”. Dalle opposizioni di centro destra delusione per le nomine: “Grandissima delusione, avevamo sperato che il presidente, tanto bravo come comunicatore, ci stupisse con manager nuovi che tagliassero i ponti con il passato”. Plauso dalla Fiaso (Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere): “Congratulazioni ai nuovi dg -dice il presidente, Giuseppe Quintavalle. A tutti loro rivolgo gli auguri di buon lavoro, in un ruolo di grande responsabilità per il rafforzamento della sanità pugliese e per la qualità dei servizi ai cittadini”.
Prima prova l’azzeramento del deficit
La partita delle nomine dei dg segue di qualche giorno il varo della manovra che, aumentando le addizionali Irpef oltre lo scaglione di 15mila euro, prova ad azzerare il deficit sanitario 2025 di 349 milioni di euro. Anzi tocca proprio ai dg intervenire sulle cause strutturali del deficit costituito da spesa del personale per 88 milioni di euro, pari al 43,42% del totale dei maggiori costi, da dispositivi medici e accantonamenti rischi con 35 milioni ciascuno, sociosanitario con 25 milioni, Sanitaservice con 15 milioni, noleggi per 10 milioni e manutenzioni per 8 milioni, seguita dalla spesa farmaceutica per 117 milioni. Proprio su questo si è concentrata la reazione di Federfarma che, con il segretario nazionale e presidente di Bari-Bat, Michele Pellegrini Calace, ha replicato alla regione che aveva messo all’indice l’impatto sui conti provocato dal trasferimento dei farmaci antidiabetici dalla distribuzione diretta/DPC (dispensazione per conto) a quella convenzionata in farmacia. “ I dati dell’intero anno 2025 elaborati da Promofarma indicano - sottolinea invece Pellegrini Calace - una riduzione della spesa complessiva nei due canali di dispensazione (DPC e convenzionata) pari a 0,46 milioni di euro e dei consumi calcolata in 5.131 confezioni, come risultato della riduzione dei consumi in DPC e dell’aumento in convenzionata. Il passaggio delle gliptine alla distribuzione in farmacia non ha quindi comportato né un aumento di consumi, né un aumento di spesa e ha prodotto invece un risparmio di 0,34 milioni di euro”.







