Puig-Estée Lauder, salta la fusione da 40 miliardi: crolla il titolo del gruppo spagnolo
La società europea ha chiuso a quota 15,27 euro in flessione del 13,44%. Estée Lauder, di contro, guadagna a metà seduta oltre il 10%
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Le trattative per una possibile fusione tra Puig e The Estée Lauder Companies si interrompono e il mercato ridisegna immediatamente le prospettive dei due gruppi del beauty globale. La reazione in Borsa è stata netta: il titolo Puig è arrivato a perdere fino al 14%, registrando la peggiore seduta dalla quotazione del 2024 e chiudendo a quota 15,27 euro in flessione del 13,44%. Estée Lauder, di contro, guadagna a metà seduta oltre il 10%. Lo stop ai negoziati mette fine a un progetto che avrebbe potuto dare vita a un campione mondiale della cosmetica e della profumeria di lusso da circa 40 miliardi di dollari di valore aggregato, in una fase in cui il settore beauty attraversa un rallentamento della crescita a livello globale e gli operatori cercano economie di scala per sostenere marginalità e presenza geografica.
Per Puig il contraccolpo è stato immediato. Il gruppo catalano aveva beneficiato di un forte rialzo delle azioni dopo le indiscrezioni sulle trattative nel marzo scorso, alimentate dalle aspettative di una possibile trasformazione strategica della società guidata dalla famiglia Puig. Con il fallimento della trattativa, il mercato è tornato però a concentrarsi sui fondamentali operativi del gruppo, in particolare sul rallentamento della crescita nel comparto fragranze e sulle persistenti difficoltà legate al travel retail e ad alcuni mercati internazionali, incluso il Medio Oriente. Secondo gli analisti di JPMorgan Chase, l’attenzione degli investitori si sposterà nuovamente sui risultati trimestrali e sulla capacità del gruppo di sostenere i ritmi di crescita registrati negli ultimi anni. Ad aprile Puig aveva già evidenziato un rallentamento delle vendite nel primo trimestre, elemento che ora torna sotto osservazione.
Puig ha ribadito in una nota che continuerà a concentrarsi sull’esecuzione della strategia industriale già delineata e ha sottolineato di mantenere una struttura finanziaria sufficientemente flessibile per valutare future operazioni selettive di acquisizione.Resta ora da capire quale sarà il prossimo passo strategico del gruppo spagnolo. Il Capital Markets Day previsto inizialmente per il 14 aprile era stato rinviato proprio a causa delle trattative con Estée Lauder. Il mercato attende ora una nuova convocazione dell’evento, insieme alla presentazione dell’aggiornamento del piano industriale.
Diversa la lettura del mercato su Estée Lauder. Negli ultimi mesi Wall Street aveva guardato con cautela all’ipotesi di una maxi-fusione, temendo che un’integrazione complessa potesse rallentare ulteriormente il piano di rilancio avviato dal nuovo amministratore delegato Stephane de La Faverie. Il gruppo americano resta, infatti, impegnato in una profonda ristrutturazione industriale e commerciale con una strategia che punta sul rafforzamento del posizionamento premium, sull’accelerazione del lancio di nuovi prodotti e sull’incremento degli investimenti marketing nei principali mercati globali, con particolare attenzione alla ripresa della domanda in Cina e nel travel retail. Nelle scorse settimane il gruppo aveva, per altro, rivisto al rialzo le previsioni annuali sugli utili e annunciato fino a 3mila ulteriori tagli occupazionali nell’ambito del piano di riorganizzazione globale.
Gli analisti di Bank of America hanno definito la fine delle trattative un «catalizzatore positivo» per il titolo, sostenendo che il focus degli investitori possa ora tornare sui fondamentali del business e sul piano di efficientamento. Estée Lauder punta infatti a generare benefici lordi compresi tra 1 e 1,2 miliardi di dollari entro il 2027 attraverso la riduzione dei costi operativi.


