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PwC, l'Italia può diventare hub europeo per infrastrutture energetiche e AI

E' quanto emerge dal PwC Global & Italian M&A Trends in Energy, Utilities & Resources e Outlook 2026: lo studio evidenzia un aumento delle operazioni straordinarie in questi settori

 Imagoeconomica

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Intelligenza artificiale, data center, elettrificazione e - un must di questi tempi - sicurezza energetica. Sono questi i temi chiave che emergono dall'analisi PwC Global & Italian M&A Trends in Energy, Utilities & Resources e Outlook 2026, corposo report che evidenzia come «a livello globale, questi settori hanno confermato nel 2025 e nei primi mesi del 2026 un cambiamento strutturale, trainato dall'aumento della domanda di energia elettrica, risorse idriche e materie prime essenziali». Secondo Gianpaolo Chimenti, Partner PwC Italia e EU&R Strategy Leader, si tratta di un cambiamento «strutturale, non semplicemente ciclico. Alla transizione energetica, principale vettore di trasformazione del settore, oggi si è affiancato l’emergente fabbisogno energetico generato dall'intelligenza artificiale e dalla progressiva espansione delle infrastrutture di data center». E l’Italia? «Ha le condizioni per affermarsi come un hub europeo ad alto potenziale per lo sviluppo delle infrastrutture energetiche e digitali dedicate all’erogazione dei servizi di AI con l’M&A come leva fondamentale di implementazione». Proprio nel nostro Paese, osserva l'esperto, l’outlook 2026 indica una maggiore vivacità dell'M&A, con focus su asset infrastrutturali e industriali a elevata rilevanza strategica e un crescente coinvolgimento di operatori industriali e investitori finanziari in operazioni di consolidamento, partnership e riequilibrio di portafoglio.

Nel 2025 balzo dell'M&A

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Insomma M&A che si afferma come leva strategica per posizionamenti competitivi, nuova capacità produttiva e accelerazione della trasformazione. In particolare, l'analisi condotta da PwC evidenzia come nel 2025 le operazioni M&A nei settori EU&R a livello globale abbiano raggiunto un valore complessivo pari a 564 miliardi di dollari registrando un incremento del +27% rispetto al 2024. La crescita è stata sostenuta da 20 megadeal (ovvero transazioni superiori ai 5 miliardi di dollari), in deciso aumento rispetto ai 6 registrati nel 2024.

Il Private Equity ha registrato +35% nel valore (204 miliardi di dollari), grazie a migliori condizioni di finanziamento e al private debt come strumento flessibile per asset complessi ad alta intensità di capitale.

Anche in Italia, nel 2025 i settori EU&R mostrano solidità dei volumi di transazione con 132 operazioni (contro 129 nel 2024): la componente Corporate si conferma prevalente con 85 deal (65% del totale) il Private Equity registra una significativa accelerazione, con 47 operazioni concluse.

I deal nel "Power&Utilities" per consolidare il mercato

Il Power & Utilities domina con 72 deal (60% del totale), trainati da consolidamenti, secondary trading su rinnovabili, interesse per biometano (decarbonizzazione e diversificazione) e GNL. Il motivo? La forte frammentazione del mercato, sia nel comparto delle Utilities (in primis il retail Gas & Power) sia in quello delle Renewable Energies, che continua a favorire processi di consolidamento orientati all’ottimizzazione dell’efficienza operativa, alla riduzione dei costi e allo sfruttamento di economie di scala. Nell’Oil & Gas invece l'attività M&A, stabile in Italia come numero di transazioni, è stata trainata da obiettivi di consolidamento nel downstream e nelle infrastrutture energetiche, con prevalenza di acquisizioni e rafforzamenti di partecipazioni in reti carburanti, fuel distribution, bunkeraggio e asset petroliferi strategici.

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