L’indagine sul benessere per generazioni

Qualità della vita degli anziani: la leadership rimane a Nord-Est ma l’exploit è di Milano e Roma

La sesta edizione dell’indice presentata al Festival dell’Economia di Trento 2026. Le grandi metropoli avanzano grazie alla capillarità dei servizi privati e ai redditi da pensione. Puglia tra le migliori al Sud con cinque su sei province nella metà alta della classifica

di Giacomo Bagnasco

Trieste, Friuli-Venezia Giulia, Italy Alamy Stock Photo

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Sono gli anziani di due province del profondo Nord, Trieste e Trento, ad avere i maggiori benefici in fatto di qualità della vita. Il territorio giuliano porta a casa la maglia rosa in virtù di piazzamenti migliori della rivale nelle posizioni di classifica “intermedie”, e lo fa nonostante l’ultimo posto per l’alto numero di persone che vivono sole (quasi il 50%, rispetto al 27% della confermata primatista Barletta-Andria-Trani). Trento si accontenta della piazza d’onore, conquistando però tre primati nei singoli indicatori: ex aequo con Rimini per la speranza di vita a 65 anni (in media ancora 22 anni e mezzo), in solitaria per l’assistenza domiciliare e per la partecipazione civile, cioè la quota di over 50 tra i dipendenti di associazioni non profit.

Tuttavia l’aspetto più rilevante, per il 2026, riguarda gli ottimi piazzamenti delle dieci province in cui si trovano i capoluoghi più popolosi, tutte nella prima metà della graduatoria. A salire si incontrano Napoli (51ª), Palermo (42ª), Catania (22ª, e prima per la spesa legata al trasporto di anziani e disabili), Torino (21ª), Bari (14ª), Genova, Firenze e Bologna - rispettivamente nona, ottava e settima - per arrivare agli exploit più rilevanti: Roma è quarta e Milano terza.

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La risalita delle grandi città

Le due metropoli confermano un punto di forza, legato all’importo medio delle pensioni di vecchiaia, parametro in cui Milano primeggia con una media di 26.300 euro annui mentre Roma è quarta. Si registrano anche piazzamenti di rilievo in diverse “voci” a loro volta già presenti negli scorsi anni, ma la grande accelerazione viene grazie ai tre nuovi indicatori di Centro Studi Tagliacarne-Urban Pulse 15, che sono legati a una serie di servizi fruibili da persone ultrasettantenni con spostamenti a piedi di non oltre 15 minuti.

Se si parla di servizi alla persona, Milano è prima e Roma quarta (con Bari terza, Napoli settima e Torino ottava). Per i servizi sanitari e di assistenza, dove Cagliari è in testa, Milano occupa il quarto posto e Roma l’ottavo (con Bari nuovamente terza, Palermo settima e Napoli nona). Infine i servizi del commercio, che viene da accostare ai cosiddetti negozi di vicinato, in grado di sopravvivere maggiormente al Sud: Roma si mantiene nella top ten, in ottava posizione, mentre Bari è seconda, alle spalle di Barletta-Andria-Trani e davanti a Napoli, con Palermo al decimo posto. Milano conquista comunque un buon 14ª piazzamento, subito dopo Genova.

Tra gli altri parametri ecco la conferma di Como per gli orti urbani e quella di Foggia per gli infermieri non pediatrici, mentre Sud Sardegna e Isernia spiccano rispettivamente per il basso consumo di farmaci contro le malattie croniche e di antidepressivi. Rilevante il predominio del Nord-Est nell’assistenza domiciliare, dal primo posto di Treviso fino al settimo di Rovigo.

Il Sud migliora, ma Calabria e Lazio sono in fondo

Tornando alla classifica generale, appare consistente il numero di territori meridionali che riescono a conquistare posizioni più che accettabili: su tutti la Puglia, con cinque province su sei oltre la metà della graduatoria. In coda va male la Calabria: Vibo Valentia è maglia nera con nove piazzamenti su 20 tra le ultime cinque, e poco meglio fanno Cosenza, Reggio e Crotone. Ma anche il Lazio lascia a desiderare: tre aree (Frosinone, Rieti e Latina) figurano tra le ultime dieci.

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