L’indagine sul benessere per generazioni

Qualità della vita dei bambini: servizi capillari, strutture e spesa premiano i grandi capoluoghi

Nella top ten anche Cagliari. Il Sud è in coda ma stravince per reti familiari e fertilità

di Giacomo Bagnasco

Il 22-24 maggio si è tenuto l’evento annuale “Firenze dei bambini” quest’anno dedicato a Carlo Collodi Foto @museifirenze

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Ci sono otto diverse regioni rappresentate, nella top ten della classifica sulla Qualità della vita dei bambini (fascia di età 0-14 anni). E le province che esprimono i capoluoghi regionali si mettono in luce: oltre a Firenze, che conquista il successo, ci sono Milano (seconda), Trieste (quarta), Cagliari (settima), Genova (ottava) e Ancona (nona). Firenze e Milano sono accompagnate dalle corregionali Siena, quinta, e Monza Brianza, sesta, mentre il podio viene completato da Aosta (terza), in testa per le scuole dotate di mensa. A chiudere la lista delle teste di serie è Verbano Cusio Ossola (1oª).

Le aree metropolitane più grandi ottengono un buon risultato anche con Bologna (16ª), Torino (22ª), Roma (33ª) e Bari (45ª), mentre sono in difficoltà Napoli (94ª), Palermo e Catania, quartultima e penultima.Tra i fattori che possono avere dato una spinta alle aree più popolose c’è il nuovo indicatore dei servizi di prossimità per i più piccoli che possono essere raggiunti a piedi nell’arco di 15 minuti. Un segno di capillarità delle strutture, perlopiù private, che si possono trovare in territori come quelli di Bari, Milano, Roma e Genova: tutte nelle prime 10, come peraltro anche Napoli, quarta.

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I primati di Firenze e Milano

Il primato di Firenze si spiega con una media elevata di risultati e con la presenza tra le prime dieci in otto parametri su 20: il piazzamento più rilevante è il terzo posto nella spesa sociale per le famiglie, dove prevale Trieste. Milano fa anche meglio, arrivando quattro volte sul podio con altrettanti terzi posti (legati alla bassa incidenza della retta della mensa scolastica sul reddito medio delle famiglie, ai servizi di prossimità, alle scuole con la palestra e agli infermieri pediatrici), ma sconta il centesimo posto per lo scarso spazio abitativo a disposizione dei nuclei familiari (56,6 mq di media) e il 101° in tema di finanziamenti da Pnrr per l’istruzione.

Il Sud svetta negli indicatori demografici. Pesano infrastrutture e risultati scolastici

Un indicatore, questo, che continua a premiare il Sud, evidentemente più bisognoso di interventi. Ma nel complesso il Meridione resta indietro, come testimonia il totale monopolio delle ultime dieci posizioni della classifica generale. Spiccano in positivo Cagliari, settima, e L’Aquila, 14ª. La provincia sarda ottiene anche due primi posti, per la presenza di pediatri e per la retta poco pesante della refezione scolastica, ma è ultima per l’alta quota di delitti denunciati a danni di minori e sprofonda per quanto riguarda il quoziente di fertilità: lo 0,84 nel numero medio di figli per donna era drammatico nel 2024, lo 0,75 del 2025 porta a temere una discesa senza più freni.

A parte la Sardegna, proprio nella fertilità il Sud offre dati oltre la media nazionale, anche se il primato è della ultra-settentrionale Bolzano (1,55 figli per donna). Trapani - maglia nera nella “generale” - coglie qui il suo migliore risultato, un quarto posto, cui però si oppongono otto piazzamenti tra le ultime dieci.Il Mezzogiorno stravince se si considerano i parenti su cui contare per l’accudimento dei bambini, ma poi è molto fragile per quanto riguarda le competenze scolastiche dei più giovani (due graduatorie in cui si afferma Sondrio). E anche l’alta partecipazione al sistema scolastico tra i 4 e i 5 anni ha un rovescio della medaglia, che è quello della scarsità di posti negli asili nido, con bambini di tre anni ammessi per necessità alla “fascia” superiore.

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