Attualità

Qualità della vita, cruscotto aggiornato per città attrattive ma non elitarie

di Michela Finizio

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In vent’anni la città metropolitana di Roma ha visto crescere la sua popolazione del 20% nelle periferie, mentre dentro la Capitale l’aumento si è fermato al 7 per cento. Bologna ha calamitato 22mila nuovi residenti in centro (+6%), oltre 63mila nella cintura urbana (+11,1%). Il trend di Milano è simile, ma più equilibrato: in città l’aumento è stato dell’8,5%, nell’hinterland del 9,1 per cento. Il richiamo deriva da un mix di ingredienti: lavoro, istruzione, imprenditoria, offerta culturale. Maggiori opportunità si traducono così in un Pil pro capite più elevato.

Fatto sta che l’attrattività demografica non sempre si sposa con la Qualità della vita, in tutte le sue sfaccettature. I processi di urbanizzazione generano conflittualità che vanno governate con l’occhio fisso sui livelli di benessere. A questo punta l’indagine del Sole 24 Ore, giunta alla sua 36esima edizione, offrendo un cruscotto di 90 statistiche utili come piattaforma – attraverso lo storytelling della graduatoria provinciale – per unire fragilità e best practices in progettualità politiche sul territorio.

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Nel rapporto «Cities for all ages», pubblicato in aprile dall’Ocse, si parla di “città escludenti”, cioè poco inclusive sul piano sociale e generazionale, come sottolineato anche dagli indici della Qualità della vita di bambini, giovani e anziani del Sole 24 Ore presentati al Festival dell’Economia di Trento lo scorso maggio. La quota di anziani (65 anni e più) che vive nei contesti urbani dei 35 Paesi Ocse è salita dal 20,9% del 2020 all’attuale 27,9 per cento. I prezzi delle case sono aumentati del 77% dal 1996 al 2022, a fronte di un aumento del Pil del 29% nello stesso periodo. Il risultato sono squilibri sociali e sovrappopolamento. Basta pensare che, secondo il Piano Casa Milano 2023-2025, la città necessita di 80mila nuove abitazioni entro il 2030: un fabbisogno abitativo che richiede investimenti per 8 miliardi di euro solo per l’edilizia residenziale sociale.

L’affollamento dei dei territori metropolitani, inoltre, che di giorno triplicano la popolazione insistente con migliaia di city users, turisti e pendolari, si traduce inevitabilmente in una maggiore conflittualità: sette delle 14 città metropolitane occupano la top ten dei territori con più delitti denunciati all’autorità giudiziaria ogni 100mila abitanti, individuati dall’ultima edizione dell’Indice della Criminalità del Sole 24 Ore, pubblicata a inizio novembre. Cresce, infatti, il peso delle aree ad alta densità sul volume totale degli illeciti: il 47,9% dei crimini nel 2024 è stato rilevato nelle 14 città metropolitane, un’incidenza in netto aumento negli ultimi anni rispetto ad una media del 44% - praticamente stabile - tra il 2009 e il 2019.

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La governance va poi intensificata su ambiente e servizi. L’ultimo rapporto «Mal’aria» di Legambiente ha certificato che, nel 2024, 25 città italiane hanno superato i limiti di legge per il Pm10 (35 giorni all’anno con una media giornaliera superiore ai 50 microgrammi/metro cubo). Un recente approfondimento del Wwf ha rilevato, inoltre, che l’Italia è stato il terzo Paese europeo per danni economici e perdite di vite umane causati da eventi meteo-climatici estremi tra il 1980 e il 2022. Continuando a distinguersi in Europa con il primato – negativo – di auto registrate ogni 100 abitanti, anche se The Economist incorona le città italiane tra le aree urbane più a misura di pedone (Milano prima, Torino terza, Genova nona nella ricerca «A universal framework for inclusive 15-minute cities»).

Nel frattempo la letteratura scientifica concorda nel sostenere che la crescita della popolazione urbana continuerà anche nei prossimi anni, mentre dal 2014 al 2024 quella nelle aree interne è diminuita del 5 per cento. Intanto la trappola demografica inchioda il Paese in un inverno sempre più rigido, con nascite in calo annuo del 5,4% nei primi otto mesi del 2025 (Istat). In questo contesto l’attrattività demografica tra le città si giocherà proprio sul piano del benessere e della Qualità della vita.

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