Qualità della vita dei giovani: più vivibile il Trentino Alto Adige. Pesa il ritardo del Sud
Per le nuove generazioni sul podio Bolzano, Trento e Gorizia, con altre nove province del Nord Est tra le prime 20 posizioniMezzogiorno sul fondo penalizzato dai parametri economici, ultima Taranto. Bologna (7ª) e Firenze (26ª) davanti a Genova (45ª), Torino (46ª) e Milano (50ª)
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I punti chiave
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Primo e secondo posto per le due province del Trentino-Alto Adige e fortissima disparità tra Nord e Sud Italia. È quanto emerge dalla classifica sulla Qualità della vita dei giovani elaborata dal Sole 24 Ore, che quest’anno passa da 15 a 20 indicatori. L’indagine prende in considerazione tutti i principali aspetti della vita degli under 35: lavoro, istruzione, indipendenza, famiglia, tempo libero, relazioni, sicurezza e partecipazione politica.La grande novità di quest’anno riguarda uno studio realizzato dal Centro Studi Tagliacarne che permette di misurare quanti servizi per il tempo libero si trovano a distanza di 15 minuti a piedi dalla propria residenza.
Bolzano e Trento in testa per gli under 35
È Bolzano la provincia italiana dove i giovani vivono meglio, seguita da Trento e Gorizia. A trainare la provincia altoatesina sono soprattutto il numero dei matrimoni, l’istruzione elevata e la bassa disoccupazione. Trento si distingue per un alto tasso di istruzione e una bassa percentuale di giovani che non studiano e non lavorano (Neet). Il podio lo completa Gorizia, la vincitrice dell’anno scorso, che supera di poco Trieste grazie, tra l’altro, a un’ampia offerta di spettacoli in rapporto al numero di residenti, una bassa età media al parto e un’alta sicurezza stradale (pochi incidenti notturni). Il Nord-Est, inclusa l’Emilia Romagna, monopolizza la parte alta della classifica, conquistando in tutto 12 posizioni delle prime 20.Per i giovani il Paese rimane spaccato in due: le prime venti province della classifica si trovano tutte al Nord, mentre 18 delle ultime 20 sono situate a Sud. Tutti i grandi capoluoghi del Sud si collocano nella parte bassa della classifica, con Napoli quart’ultima. Tra le grandi città metropolitane primeggia Bologna (7ª), davanti a Firenze (26ª). Segue a distanza il trio del Nord Ovest: Genova (45ª), Torino (46ª) e Milano (50ª). Più in basso Roma che si ferma all’83ª posizione.
La differenza tra Nord e Sud
La differenza tra Nord e Sud si sente soprattutto facendo una media dei punteggi conseguiti negli indicatori economici come la disoccupazione giovanile, la stabilizzazione dei contratti, la percentuale di Neet, la soddisfazione per il proprio lavoro e il tasso di imprenditoria giovanile: nel complesso di questi parametri, le 30 province migliori sono tutte del Nord. Fanno eccezione alcuni territori meridionali ai vertici delle graduatorie dedicate alla soddisfazione per il proprio lavoro e l’imprenditoria giovanile. In particolare le imprese con titolare under 35 vedono sul podio Vibo Valentia, Napoli e Crotone. Fa da contraltare però la disoccupazione giovanile, fenomeno che spesso rende l’autoimprenditorialità giovanile l’unica vera strada alternativa per chi non trova lavoro: in base a questo parametro le ultime 22 province si trovano tutte nel Mezzogiorno. Particolarmente grave il caso di Taranto: qui la disoccupazione giovanile raggiunge il 44 per cento. Segue Agrigento penultima con il 31 per cento.
Livelli di istruzione e accessibilità: in Nord in testa
Per quanto riguarda i livelli d’istruzione il Trentino Alto Adige è la regione con la più alta diffusione del diploma (Trento 87%, Bolzano 84%), mentre 8 delle 9 province siciliane si trovano nelle ultime 20 posizioni. Nella formazione terziaria vanno molto bene le città universitarie, specialmente Bologna dove un giovane su due è laureato.Per le città metropolitane pesa la difficoltà dei giovani nel costruirsi una propria indipendenza: gli affitti incidono pesantemente sul reddito medio disponibile – fino all’80% di Roma - i giovani si sposano meno e l’età media al parto è molto elevata (33,5 anni a Milano e 33,4 a Roma).La classifica si capovolge, però, se si prende in considerazione l’accessibilità dei servizi. Quelli legati al tempo libero raggiungibili in 15 minuti a piedi sono più diffusi nei centri urbani più grandi: 11 delle prime 16 province sono capoluoghi di regione. Il podio è formato da Milano, Trieste e Roma.
La sicurezza percepita affonda le metropoli
Una città più accessibile a piedi non coincide necessariamente con una maggiore percezione di sicurezza per strada: a Milano, ultima per sicurezza percepita, un giovane su due si sente insicuro a camminare al buio da solo nel suo quartiere. Anche Roma finisce tra le ultime posizioni. I giovani si sentono più sicuri soprattutto al Sud: 15 delle prime 20 province si trovano nel Mezzogiorno, con Enna e Nuoro in testa.







