I casi europei

Quanto costa parcheggiare in centro? Il confronto tra città e le multe “souvenir”

I prezzi e la durata massima varia da Milano a Firenze. Interessante un confronto europeo: in Spagna multe quasi inevitabili anche per i turisti, in Bulgaria il caro parcheggi è stato bloccato

di Davide Madeddu (Il Sole 24 Ore), Lola García-Ajofrín (Spagna, El Confidencial), Zornitsa Lateva (Bulgaria, Mediapool.bg)

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Il parcheggio in centro? A pagamento, nelle strisce azzurre, e con tariffe che cambiano a seconda delle città o dei quartieri. Per qualche amministrazione la scelta dei parcheggi a pagamento è il modo per garantire il ricambio nella sosta, ma anche limitare il traffico soprattutto nei centri storici. Le tariffe variano a seconda della posizione degli stalli blu, più cari quelli in centro e in Ztl, e della durata. Il prezzo sale dopo la prima ora e in qualche caso raddoppia. Molti Comuni propongono poi agevolazioni per Isee, ma anche abbonamenti e convenzioni. Spostandosi tra le città si scopre che per parcheggiare un’ora la spesa può variare da un minimo di 50 centesimi sino a un massimo di 8 euro.

A Roma chi riesce a trovare un parcheggio nel parcometro a monete paga una tariffa di 1 euro a ora se ci si trova fuori dalla Ztl e 1,20 euro a ora se dentro. C’è anche l’opzione breve: 0,20 centesimi per 15 minuti di sosta. Pagamenti con app o monete da 5 centesimi sino a 2 euro. Se, invece si cerca un parcheggio in un multipiano o spazi privati, la tariffa è, in media, di 3 euro orari e 24 euro per 12 ore, dalle 8 alle 20.

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A Milano la città è divisa in tre aree e i prezzi dei parcheggi variano proprio a seconda della zona. Nell’area C azzurra, al centro il pagamento è di 3 euro orari con la possibilità di parcheggiare al massimo 2 ore dalle 8 alle 19. C’è poi la cerchia filoviaria dove la sosta costa 2 euro per ogni ora. Nella Cerchia extra filoviaria il costo di un parcheggio è di 1,20 per ogni ora e 10 euro per una giornata intera. A seconda della zona il costo della sosta può arrivare a 4 euro. In via del Burchiello il prezzo è di 8 euro ogni ora. A Torino l’area delle strisce blu è suddivisa in 4 macro zone. Nella Ztl centrale un parcheggio costa 2,80 euro all’ora. La sosta ordinaria è di 1,70 euro orari, quella ridotta 1,50 e la smart 1,20. La sosta a pagamento è in vigore dal lunedì al sabato, dalle ore 8.00 alle ore 19.30.

A Firenze il costo della sosta varia a seconda della posizione. Più caro in centro: 2,40 euro la prima ora e 3 euro quelle successive. Poi ci sono zone più economiche dove il costo è di 1 euro per la prima ora e 2 per quelle successive. Stesso discorso anche a Bologna dove si passa da 1,20 euro a ora in periferia a 3,90 euro a ora per il centro storico (Cerchia del Mille).

A Genova il costo del parcheggio negli stalli blu varia a seconda della zona tariffaria. Si passa da 1 - 1,30 euro per la prima ora, e si aumenta nelle successive. Nella prima zona si paga 1,30 euro per la prima ora e si arriva a pagare 2 euro per la terza. Nel piano tariffario 2 si passa da 1,10 euro per della prima ora a 1,50 euro della terza. Il terzo piano tariffario prevede frazionamento da 30 minuti a 0,50 euro.

A Palermo il costo di un parcheggio è in media di 1 euro ora. A Catania esistono due tariffe e si passa da 0,90 euro per la prima ora a 1 euro per la seconda. Nel centro storico è in vigore, tutti i giorni, il Movida Park (sosta notturna a tempo e a pagamento dalle 21 alle 2 sia nei giorni feriali che festivi) che prevede una tariffa unica di 1 euro.

A Cagliari tariffa ordinaria che prevede pagamento di 0,50 euro per la prima ora e 1 euro per la seconda e poi tariffe speciali i determinate zone. In questo caso i costi passano da 0,30 euro per il primo quarto d’ora, per continuare con 0,50 euro per la prima mezz’ora, 1 euro per la prima ora e 2 euro per le ore successive.

A Campobasso, le tariffe delle strisce blu variano per zona. In ogni caso si passa da 0,50 euro per la prima ora aun massimo di 10 euro per l’intera giornata.

Spagna, parcheggi e multe: un sistema sempre più punitivo

Le multe per parcheggi irregolari nelle città europee sono diventate una sorta di “souvenir turistico”, soprattutto a causa di regole complesse e di una segnaletica poco chiara. A dirlo è Mario Arnaldo, presidente della European Associated Motorists (AEA), che punta il dito contro la situazione spagnola — ma anche italiana — oltre che contro città come Londra e Parigi. Per chi visita una città, orientarsi tra zone a traffico limitato e aree a basse emissioni è spesso quasi impossibile.

In Spagna ogni comune applica criteri diversi per la regolazione della sosta. Un sistema nato per garantire la rotazione dei parcheggi, con le tradizionali “zone blu” e “zone verdi”, si è progressivamente trasformato, secondo AEA, in una leva fiscale per le amministrazioni locali. Alla tariffa oraria si sono aggiunte le restrizioni ambientali e, più recentemente, la nuova legge sulla mobilità approvata a dicembre.

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Secondo Arnaldo, il vero introito non deriva tanto dal pagamento della sosta quanto dalle sanzioni. A Madrid, nel 2025, le multe sono aumentate solo dell’1,4% rispetto all’anno precedente, ma gli incassi da sanzioni sono cresciuti dell’11,9%, superando il milione di euro al giorno, anche grazie all’estensione delle zone a basse emissioni a tutta l’area comunale.

La complessità delle regole è tale che, osserva il presidente di AEA, per non rischiare una multa servirebbero applicazioni digitali capaci di indicare in tempo reale dove è possibile parcheggiare. In alternativa, un automobilista dovrebbe studiarsi ordinanze comunali lunghe centinaia di pagine solo per sapere se può sostare o circolare.

Bulgaria, a Sofia il caro-parcheggi si ferma in tribunale

A Sofia era previsto un forte aumento dei costi della sosta, l’estensione delle zone a pagamento e orari più lunghi, nell’ambito di una riforma approvata dal Consiglio comunale nel novembre 2025. Il piano prevedeva tariffe fino a 2 euro l’ora nelle zone centrali e nuovi costi annuali per i residenti, con l’obiettivo di ridurre l’uso dell’auto e aumentare le entrate per investimenti pubblici.

La capitale bulgara è tra le città più congestionate d’Europa, con oltre 760 auto ogni 1.000 abitanti e circa un milione di veicoli che circolano ogni giorno, includendo quelli provenienti da altre regioni. Secondo le stime, lo spazio necessario per ospitarli equivale a circa 1.750 campi da calcio, una pressione insostenibile per strade e quartieri residenziali.

La riforma, però, è stata bloccata: decine di cittadini e organizzazioni hanno presentato ricorso e i giudici hanno sospeso l’applicazione delle nuove regole in attesa di una decisione definitiva sulla loro legittimità.

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