Media

Bruxelles approva l’obbligo di radio FM e DAB+ nelle nuove auto connesse, vittoria italiana

La Commissione Ue risponde alla proposta normativa notificata riconoscendo la validità della norma italiana che impone ricevitori radio sui veicoli

di Andrea Biondi

3' di lettura

English Version

3' di lettura

English Version

Per la radio c’è ora una freccia in più, nell’arco, per evitare l’espulsione dal cruscotto. Bruxelles ha dato ragione all’Italia nella battaglia per impedire che le nuove auto connesse cancellino i ricevitori Fm e Dab+. La Commissione europea ha infatti riconosciuto la validità dell’iniziativa normativa italiana che punta a rendere obbligatoria la presenza dei sistemi radiofonici tradizionali sui nuovi veicoli.

Dietro il dossier si muove una partita molto più ampia della semplice presenza dell’autoradio. Da una parte c’è l’industria dell’automotive, sempre più orientata verso sistemi infotainment semplificati e totalmente integrati con smartphone e servizi Ip. Dall’altra c’è il mondo radiofonico, che vede in quella trasformazione un rischio industriale, culturale e persino democratico: la progressiva scomparsa della radio broadcast gratuita e universale.

Loading...

Dall’Italia l’1 ottobre 2025 era stata notificata alla Ue una proposta di modifica dell’articolo 98-vicies sexies del Codice delle comunicazioni elettroniche. Il principio è semplice: tutti gli apparati installati sui veicoli nuovi delle categorie M e N (trasporto persone e trasporto merci), se abilitati alla connessione internet o alla riproduzione di contenuti sonori, devono essere idonei anche alla ricezione della radio analogica Fm e digitale Dab+.

Inoltre nel testo notificato era stabilito che aggiornamenti software e firmware non possano compromettere o disattivare la ricezione radiofonica. Un punto tutt’altro che secondario nell’era delle auto sempre più governate dal software.

La Ue ha replicato con richieste di approfondimenti (un sostanziale pollice verso). A questo punto l’Italia ha difeso la misura davanti alla Commissione europea sostenendo che non si tratta di una restrizione tecnologica ma, al contrario, di una garanzia di pluralismo e libertà di accesso all’informazione.

Nel documento inviato a Bruxelles si sottolinea come oltre il 70% dell’ascolto radiofonico avvenga in mobilità e come la progressiva diffusione di auto prive di autoradio rischi di spostare integralmente l’ascolto verso internet e piattaforme proprietarie.

Il timore è quello di una dipendenza totale dalla rete mobile, con problemi legati ai costi di connessione, alla profilazione degli utenti e alla tenuta dei sistemi in situazioni di emergenza.

Non a caso il dossier italiano richiama anche il tema della sicurezza pubblica. La radio broadcast viene considerata un’infrastruttura resiliente nei casi di calamità naturali, blackout o crisi che possano compromettere le reti mobili.

Viene citato anche il sistema Asa, Automatic Safety Alert, integrato nel Dab+, capace di inviare allerte geolocalizzate direttamente ai ricevitori delle automobili. Da qui la risposta della Ue che ha valutato come «soddisfacente» la replica italiana.

Per Antonio Marano, presidente di Confindustria Radio Televisioni - associazione che si è mossa in maniera decisa sul tema, anche con una campagna di comunicazione ad hoc, #RadioInAuto, «la radio rimane un presidio essenziale di sicurezza, pluralismo e coesione sociale.

La conferma europea dimostra che l’Italia ha saputo difendere un principio di interesse pubblico, prima ancora che industriale». E ancora: «Abbiamo dimostrato che la presenza del sintonizzatore radio non è un dettaglio di design, ma una garanzia di accesso universale all’informazione. È un diritto dei cittadini e un elemento indispensabile per la resilienza del sistema comunicativo».

Adesso però la battaglia deve uscire dagli uffici di Bruxelles e rientrare nella politica italiana. Perché il via libera europeo da solo non basta: serve il completamento dell’iter normativo per trasformare il principio in obbligo definitivo. E per evitare che la radio finisca silenziata proprio nell’epoca della connessione permanente.

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti