Ranking Censis università: Padova, Bologna e Luiss si confermano al top
Crescono le immatricolazioni, aumentano professionali e internazionali. Le classifiche (arrivate al 25° ammo) sono diventate ormai un appuntamento a supporto dell'orientamento di migliaia di studenti pronti a intraprendere la carriera universitaria
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Anche quest'anno sono disponibili le classifiche delle università italiane elaborate dal Censis e diventate ormai un appuntamento a supporto dell'orientamento di migliaia di studenti pronti a intraprendere la carriera universitaria, che si replica oramai da oltre 25 anni. Si tratta di un'articolata analisi del sistema universitario basata sulla valutazione degli atenei (statali e non statali, divisi in categorie omogenee per dimensioni) relativamente a: strutture disponibili, servizi erogati, borse di studio e altri interventi in favore degli studenti, livello di internazionalizzazione, comunicazione e servizi digitali, occupabilità.
A questa classifica si aggiunge il ranking dei raggruppamenti di classi di laurea triennali, dei corsi a ciclo unico e delle lauree magistrali biennali secondo la progressione di carriera degli studenti e i rapporti internazionali. Complessivamente sono 70 graduatorie, a partire da una batteria di oltre 960 variabili considerate, che possono aiutare i giovani e le loro famiglie a individuare con più consapevolezza il percorso di formazione.
Crescono le immatricolazioni: +19,8% in dieci anni
Negli ultimi dieci anni, ovvero tra l'anno accademico 2015-2016 e l'anno accademico 2025-2026, la platea degli immatricolati agli atenei tradizionali è cresciuta quasi del 20,0% (19,8%). Secondo i dati provvisori dell'Anagrafe Nazionale degli Studenti Universitari anche per l'anno accademico 2025-2026, le immatricolazioni negli atenei tradizionali sembrano tenere (+0,9%), una variazione positiva coerente con il trend espansivo del lungo periodo.
Il maggior numero di immatricolazioni non si è però distribuito in egual misura nelle diverse aree geografiche del Paese. A livello territoriale si osserva che, sebbene il segno positivo sia presente in tutte le aree, sono gli atenei del Centro a registrare un incremento maggiore di immatricolazioni (+2,3%). Sono, invece, inferiori al punto percentuale gli incrementi riportati dagli atenei appartenenti alle altre ripartizioni geografiche: +0,8% per gli atenei del Nord-Ovest, +0,4% per gli atenei del Nord-Est, +0,2% per gli atenei meridionali ed insulari.
Immatricolati: prevalgono i liceali, ma aumentano professionali e internazionali
Si conferma tra gli immatricolati la prevalenza dei liceali che, all'avvio dell'anno accademico 2025-2026, erano il 57,9% dei neostudenti universitari (di questi il 28,6% provenienti dal liceo scientifico). La rimanente quota è composta per il 22,3% da diplomati dell'istruzione tecnica, per il 7,3% da diplomati dell'istruzione professionale e dal 6,7% da immatricolati internazionali in possesso di un diploma estero. Confrontando gli ultimi dati con quelli di dieci anni prima si osserva una riduzione degli immatricolati liceali che nell'anno accademico 2015-2016 erano il 68,4% del totale.
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