Recrowd torna pienamente operativa, cambio di governance e nuovi soci
Rimosso il provvedimento di sospensione di Banca d’Italia per la piattaforma di crowdfunding immobiliare. Aumento di capitale da 5,32 milioni
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Recrowd torna pienamente operativa e apre una nuova fase. Dopo poco più di un anno e al termine del procedimento amministrativo volto a verificare il superamento dei rilievi contestati, è stata rimossa la sospensione della piattaforma italiana di lending crowdfunding immobiliare emanata da Banca d’Italia. Nel periodo, Recrowd ha portato avanti misure previste dal piano di rimedio e, all’esito delle verifiche, è tornata nelle condizioni per riprendere la piena operatività.
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Nei mesi di sospensione, tuttavia, la piattaforma ha avuto comunque modo di proseguire le attività di monitoraggio relative ai progetti già avviati alla data del provvedimento, restituendo agli investitori oltre 35 milioni di euro tra capitale e interessi e portando il totale delle somme restituite dall’inizio dell’attività - risalente al 2019 - a superare i 162 milioni.
L’aumento di capitale e la nuova governance
A cambiare, nel nuovo perimetro della società di crowdfunding immobiliare, è in primis la governance. Nel nuovo consiglio di amministrazione siederà Giorgio Luca Bruno come presidente e Andrea Clamer nel ruolo di amministratore delegato. I due affiancheranno così i co-founder Gianluca De Simone e Simone Putignano. La modifica della governance si accompagna alla costruzione di una struttura organizzativa più articolata, nella quale è stato inserito anche un comitato di direzione con funzione di supporto al cda e controllo incrociato sulle decisioni.
Il nuovo assetto passa anche da nuove iniezioni di liquidità. Tra ottobre 2025 e la fine di agosto 2026 sono stati effettuati due aumenti di capitale, rispettivamente da 3,3 milioni e 2,02 milioni, per complessivi 5,32 milioni. Alle operazioni hanno partecipato nuovi soci, che vanno ad affiancare gli azionisti storici già presenti.
Controllo su più livelli
In scia al piano di rimedio, la società ha inoltre cambiato il sistema dei controlli. Il nuovo modello separa le funzioni operative da quelle di controllo e prevede una struttura articolata su più livelli. Risk management e compliance costituiscono i presidi di secondo livello, mentre l’internal audit opera al terzo livello. Al fine di garantire terzietà e una gestione strutturata dei conflitti di interesse, la società ha affidato le funzioni di controllo a soggetti terzi e indipendenti con una separazione tra la funzione che propone le operazioni e quella che le valuta.
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