Referendum, l’affluenza definitiva sfiora il 59%
Ai seggi erano attesi oltre 45 milioni di elettori in Italia, a cui vanno sommati i 5,5 milioni di italiani che hanno diritto di voto all’estero
3' di lettura
I punti chiave
3' di lettura
Il dato dell’affluenza pressoché definitivo, relativo a 61.431 sezioni su 61.533, relativo al Referendum costituzionale sulla Giustizia, indica un dato prossimo al 59% (58,93%). L’Emilia Romagna è la regione che registra l’affluenza maggiore pari al 66,67%, seguita da Toscana 66,27% e Umbria 65,06%. La regione con l’affluenza minore è la Sicilia con il 46,15%, seguita da Calabria 48,38% e Campania 50,38%.
Affluenza al referendum al 46,07% alle 23 del 22 marzo
L’affluenza era al 46,07% alle ore 23 di domenica 22 marzo. Al referendum costituzionale quando nel 2020 si votò per il taglio dei parlamentari l’affluenza allo stesso orario era stata del 39,37%.
Meloni al voto: partecipare è importante
«Pronta per il voto. Ricordate: c’è tempo fino alle 15 di oggi per recarsi al seggio. Partecipare è importante». Lo twitta su X la premier Giorgia Meloni, con una sua foto con la tessera elettorale per votare sul referendum costituzionale sulla riforma della giustizia.
Ai seggi oltre 45 milioni di elettori, più i 5,5 all’estero
Ai seggi - piaga dell’astensionismo a parte - erano attesi oltre 45 milioni di elettori in Italia, a cui vanno sommati i 5,5 milioni di italiani che hanno diritto di voto all’estero. In totale 51.424.729 elettori, di cui 5.477.619 all’estero. Gli iscritti all’Aire, l’anagrafe dei residenti all’estero, votano per corrispondenza. I plichi elettorali inviati con valigia diplomatica, arrivano a Roma, all’ufficio centrale della circoscrizione estero, che trattiene quelli provenienti dall’America latina e smista gli altri nelle sedi decentrate presso le corti d’appello di Milano, Bologna, Firenze e Napoli.
Le defezioni di presidenti di seggio e scrutatori
I Comuni hanno dovuto far fronte a numerose defezioni di presidenti e scrutatori. Per fare qualche esempio, a Roma sono stati sostituiti il 20% di scrutatori e presidenti, a Napoli il 6 per cento. A Firenze il comune ha lanciato l’allarme per la defezione di circa la metà del personale necessario a tenere aperti i 360 seggi della città. L’Ufficio elettorale del Comune di Messina ha provveduto alla sostituzione di quattro presidenti di seggio e 313 scrutatori, mentre ulteriori 13 presidenti sono stati surrogati dalla Corte d’Appello.

