Giustizia

Referendum, l’affluenza definitiva sfiora il 59%

Ai seggi erano attesi oltre 45 milioni di elettori in Italia, a cui vanno sommati i 5,5 milioni di italiani che hanno diritto di voto all’estero

di Redazione Roma

Aggiornato il 23 marzo 2026

Il comitato del No al Referendum riunito ai Giardini Emanuele Luzzati ha atteso i primi instant poll di Skytg24. Il No allla riforma della.Giustizia sarebbe in lieve vantaggio al 51.5%. Genova, 23 marzo 2026. ANSA/LUCA ZENNARO ANSA

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Il dato dell’affluenza pressoché definitivo, relativo a 61.431 sezioni su 61.533, relativo al Referendum costituzionale sulla Giustizia, indica un dato prossimo al 59% (58,93%). L’Emilia Romagna è la regione che registra l’affluenza maggiore pari al 66,67%, seguita da Toscana 66,27% e Umbria 65,06%. La regione con l’affluenza minore è la Sicilia con il 46,15%, seguita da Calabria 48,38% e Campania 50,38%.

Affluenza al referendum al 46,07% alle 23 del 22 marzo

L’affluenza era al 46,07% alle ore 23 di domenica 22 marzo. Al referendum costituzionale quando nel 2020 si votò per il taglio dei parlamentari l’affluenza allo stesso orario era stata del 39,37%.

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Referendum, i politici al voto

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Meloni al voto: partecipare è importante

«Pronta per il voto. Ricordate: c’è tempo fino alle 15 di oggi per recarsi al seggio. Partecipare è importante». Lo twitta su X la premier Giorgia Meloni, con una sua foto con la tessera elettorale per votare sul referendum costituzionale sulla riforma della giustizia.

Ai seggi oltre 45 milioni di elettori, più i 5,5 all’estero

Ai seggi - piaga dell’astensionismo a parte - erano attesi oltre 45 milioni di elettori in Italia, a cui vanno sommati i 5,5 milioni di italiani che hanno diritto di voto all’estero. In totale 51.424.729 elettori, di cui 5.477.619 all’estero. Gli iscritti all’Aire, l’anagrafe dei residenti all’estero, votano per corrispondenza. I plichi elettorali inviati con valigia diplomatica, arrivano a Roma, all’ufficio centrale della circoscrizione estero, che trattiene quelli provenienti dall’America latina e smista gli altri nelle sedi decentrate presso le corti d’appello di Milano, Bologna, Firenze e Napoli.

Le defezioni di presidenti di seggio e scrutatori

I Comuni hanno dovuto far fronte a numerose defezioni di presidenti e scrutatori. Per fare qualche esempio, a Roma sono stati sostituiti il 20% di scrutatori e presidenti, a Napoli il 6 per cento. A Firenze il comune ha lanciato l’allarme per la defezione di circa la metà del personale necessario a tenere aperti i 360 seggi della città. L’Ufficio elettorale del Comune di Messina ha provveduto alla sostituzione di quattro presidenti di seggio e 313 scrutatori, mentre ulteriori 13 presidenti sono stati surrogati dalla Corte d’Appello.

L’escamotage per i fuorisede

I fuorisede non potranno votare fuori dal loro comune di appartenenza. Chi abita lontano da dove vota ha avuto, però, l’opportunità di candidarsi come presidente di seggio. Iniziativa che ha avuto successo a Roma dove, grazie a un accordo tra atenei e comune di Roma, su 2.600 seggi sono 300 gli studenti non residenti a presiedere le operazioni di voto. Molti altri, per votare nella città di studio, hanno scelto di candidarsi come rappresentanti di lista.

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La circolare del Viminale per scongiurare il doppio voto

Il Viminale ha consegnato a tutti i presidenti di seggio una circolare di due paginette per “prevenzione ipotesi doppio voto”. La normativa elettorale consente a presidenti, componenti del seggio, rappresentanti di lista, ufficiali, agenti della Forza pubblica e in servizio di ordine pubblico presso i seggi, militari e naviganti di esercitare il diritto di voto presso seggi diversi dalla propria residenza, previa esibizione del documento di riconoscimento e della tessera elettorale. La circolare invita i presidenti ad annotare in calce alle liste i nominativi di chi vota di fatto fuori sede, indicando comune e sezione di iscrizione elettorale. I sindaci, su segnalazione dei presidenti di seggio, dovranno comunicare che il cittadino ha esercitato il diritto di voto al presidente della sezione dove il votante è iscritto. Di questo scambio di informazioni l’elettore deve essere informato al momento del voto.

Che cosa rischia di esercita il doppio voto

Il Viminale ricorda che colui che “al fine di votare senza averne diritto, o di votare un’altra volta, fa indebito uso “ della tessera elettorale o del certificato sostitutivo rischia la reclusione da sei mesi a due anni e una multa fino a 2.065 euro.

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