Il premier in bilico

Regno Unito, Starmer cerca di restare in sella con l’aiuto dell’ex primo ministro Gordon Brown

L’ex primo ministro Gordon Brown è stato nominato inviato speciale del Regno Unito per la finanza globale nell’ambito del tentativo di Keir Starmer di ricomporre le fazioni rivali all’interno del suo Partito Laburista, dopo i deludenti risultati delle elezioni locali

di Nicol Degli Innocenti

Keir Starmer  Imagoeconomica

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Back to the future: il premier britannico Keir Starmer ha reagito alla disastrosa sconfitta del suo partito nelle elezioni di questa settimana nominando due veterani del Labour come consulenti speciali.

L’ex premier Gordon Brown è stato scelto come inviato speciale per la finanza globale a causa della sua esperienza durante la grande crisi finanziaria del 2008. Harriet Harman, ex numero due del partito, diventa consulente per le questioni femminili con il compito di combattere misoginia e violenza contro le donne.

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«Insieme costruiremo una Gran Bretagna più forte più giusta», ha dichiarato Starmer annunciando le nomine, che però sono state accolte con un certo scetticismo da molti deputati laburisti dopo il bagno di sangue delle elezioni.

La posizione di Starmer è in bilico dopo i risultati del voto e l’emorragia di consensi per il partito laburista in tutte e tre le nazioni della Gran Bretagna. Il partito laburista ha perso oltre 1.400 seggi nelle amministrative in Inghilterra, mentre Reform, il partito populista e anti-immigrazione fondato da Nigel Farage, è passato da zero a quasi 1.500 seggi. Il Labour, che per oltre un secolo ha dominato la politica gallese, è anche stato relegato in terza posizione in Galles dietro i nazionalisti di Plaid Cymru e Reform.

Una trentina di deputati laburisti ha apertamente chiesto le dimissioni di Starmer, mentre altri stanno complottando dietro le quinte e potrebbero chiedere al premier di restare in carica per un periodo ma definire i tempi di uscita, dando spazio a un nuovo leader che potrebbe rilanciare le sorti del partito e del Governo. Anche i sindacati vicini al Labour, come Unison e GMB, hanno dichiarato di volere un «urgente cambiamento di rotta».

Starmer ha però ribadito stamattina che intende restare al suo posto. Il premier ha ammesso che il suo Governo ha fatto «molti errori evitabili» e «non ha fatto abbastanza per convincere la gente dei miglioramenti in vista», ma ha detto che «la cosa giusta da fare non è andarsene lasciando il Paese nel caos, ma indicare la strada che intendiamo seguire», ha detto.

Lunedì Starmer terrà un discorso per spiegare la sua strategia e si prevede annunci di voler accelerare l’avvicinamento alla Ue, aumentare le spese per la difesa per rafforzare la sicurezza del Regno Unito, offrire sostegno ai giovani disoccupati e alle famiglie che fanno fatica ad arrivare alla fine del mese. Il 13 marzo poi, nel tradizionale discorso del Re, il Governo presenterà il suo programma legislative per il prossimo anno.

Potrebbe essere l’ultima spiaggia per Starmer, che ha il primato di essere il premier più impopolare della storia britannica e che dopo la sconfitta alle urne in tutto il Paese viene considerato una zavorra per il partito. Il deputato laburista Ian Lavery ha espresso l’opinione di molti quando ha detto: «Keir Hardie ha fondato il partito laburista. Ora un altro Keir, Starmer, potrebbe seppellirlo per sempre».

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