Il profilo

Resort a Tavolara: chi è José Auriemo Neto, il miliardario brasiliano che investe in Italia

Neto è a capo della holding brasiliana Jhsf attiva nel real estate di lusso (residenziale, retail, hotel e servizi) ed è quotata alla Borsa di San Paolo. Nel primo trimestre 2025 ha registrato ricavi netti per 403,3 milioni di reais e un utile netto di 340 milioni

José Auriemo Neto, presidente di JHSF  ZUMA Press Wire via Reuters Conn

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Dall’acquisto di uno degli edifici storici più prestigiosi del centro di Milano al maxi progetto turistico in Sardegna finito al centro delle polemiche. José Auriemo Neto, 49 anni, imprenditore brasiliano residente in Uruguay, ha puntato sull’Italia con due investimenti immobiliari nelle più dinamiche del Paese. L’ultima operazione riguarda Palazzo Taverna Medici del Vascello, storico edificio di via Bigli, nel cuore del Quadrilatero della moda, di cui però non è stato reso noto quale sarà il futuro dell’immobile, anche se l’ipotesi più accreditata è - anche in questo caso - quella di una destinazione legata all’ospitalità di lusso.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

La holding Jhsf: numeri e investimenti

La holding Jhsf Capital, con sede a San Paolo, è stata fondata nel 1972 da Fabio Roberto Chimenti Auriemo, padre dell’attuale presidente José Auriemo Neto, ed è oggi uno dei principali operatori brasiliani nel segmento del real estate di lusso. Il portafoglio della holding comprende sviluppi residenziali di alta gamma, shopping center, hotel, ristoranti e altri asset immobiliari distribuiti tra Brasile e mercati internazionali.

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Pur avendo dimensioni inferiori rispetto ai grandi colossi globali del settore, Jhsf si distingue per una performance finanziaria particolarmente positiva. Nel primo trimestre del 2025 il gruppo ha registrato un utile netto consolidato di 340 milioni di reais, in crescita del 139% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. I ricavi netti consolidati sono saliti a 403,3 milioni di reais (+37,6%), mentre l’ebitda consolidato ha raggiunto 589,6 milioni di reais, con un incremento del 134% su base annua.

La società, quotata alla Borsa di San Paolo dal 2007 nel segmento Novo Mercado, continua inoltre a puntare sulla diversificazione delle attività: circa il 70% dell’ebitda proviene ormai dai business a reddito ricorrente, come shopping center, aeroporto, club, residenze e hotel, riducendo la dipendenza dalle vendite immobiliari. La holding immobiliare è anche quotata alla Borsa di San Paolo, dove è stata tra i titoli più brillanti del settore nell’ultimo anno: le azioni hanno guadagnato oltre il 116% nell’ultimo anno, mentre la capitalizzazione del gruppo è salita a circa 7,76 miliardi di reais.

Gli investimenti a Milano e in Sardegna

L’operazione a Milano di Palazzo Taverna Medici del Vascello era stata resa particolarmente delicata dal vincolo storico-artistico che grava sull’immobile di via Bigli e dal diritto di prelazione riconosciuto al ministero della Cultura e agli altri enti competenti, che alla fine non è stato esercitato. Ma quella di Milano non rappresenta l’unica operazione di Jhsf nel nostro Paese.

Nel 2025 Jhsf, insieme ad alcuni partner, ha acquisito un’area di circa 50 ettari a Porto San Paolo, in Gallura, con l’obiettivo di sviluppare un resort di alta gamma composto da un hotel da circa 50 camere, una trentina di ville, spa, beach club e altri servizi esclusivi.

Proprio il progetto sardo, però, è finito nelle ultime settimane al centro di un duro scontro istituzionale e ambientale. Il Governo ha infatti revocato l’autorizzazione rilasciata nei mesi scorsi per il beach club previsto a Cala Finanza, di fronte all’area marina protetta di Tavolara-Punta Coda Cavallo, dopo le contestazioni di associazioni ambientaliste, cittadini e Regione Sardegna.

Determinante è stato anche il dietrofront del Comune di Loiri Porto San Paolo, che ha annullato la variante urbanistica necessaria all’intervento, riportando l’area alla precedente destinazione e limitando la possibilità di nuove edificazioni. Una decisione arrivata dopo settimane di proteste pubbliche, culminate con un presidio sulla spiaggia e una raccolta firme contro il progetto.

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