Richieste d’asilo, siriani primi nell’Ue. L’Italia ha bocciato il 62% delle domande esaminate tra gennaio e giugno
Nel 2023 sono state circa 183mila le persone in fuga dalla Siria che hanno cercato rifugio nell’Unione europea. Nel mondo 122,6 milioni di rifugiati e sfollati
5' di lettura
I punti chiave
- I ritardi di istituzioni e Governi
- Sfollato o rifugiato ormai un abitante del mondo su 67
- In Europa 4,461 milioni di rifugiati dall’Ucraina
- Nell’Ue in otto mesi 449mila richiedenti asilo, nel 2023 un milione
- Dai siriani 183mila domande, primi nell’Unione
- Sistema italiano d’accoglienza «grossolano e iniquo»
- Da gennaio a giugno bocciato il 62% delle richieste d’asilo
- Mediterraneo centrale, meno migranti ma più vittime
- Balcani al top per respingimenti, in Ungheria solo 25 richieste d’asilo accolte
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Sono 122,6 milioni le persone in fuga nel mondo tra rifugiati, richiedenti asilo, sfollati interni. A fine 2024 secondo l’Unhcr, l’agenzia Onu per i rifugiati, cresceranno fino a 130 milioni, di cui più di 68 milioni rimangono all’interno del proprio Paese. Ma è una stima elaborata prima della caduta del regime di Assad in Siria: la nuova temuta ondata di profughi potrebbe aggravare il bilancio, che vede già da anni i siriani primi, per nazionalità, a chiedere rifugio nell’Unione europea (circa 183mila sono stati i richiedenti nel 2023) e secondi in Italia tra chi arriva attraverso la rotta mediterranea. Lo scorso anno anche la maggior parte dei minori non accompagnati giunti in Europa veniva dalla Siria.
Una aggiornata fotografia delle diaspore, che non smettono di aumentare a causa di guerre e cambiamento climatico, è contenuta nel rapporto 2024 “Il diritto d’asilo” curato dalla Fondazione Migrantes e giunto alla sua ottava edizione.
I ritardi di istituzioni e Governi
Il volume, presentato oggi a Roma, mette nel mirino «la folle corsa agli armamenti» e denuncia il ritardo di istituzioni e Governi nel combattere le cause profonde delle migrazioni forzate. Nell’introduzione è riportata una frase di Papa Francesco pronunciata durante l’Udienza generale del 28 agosto 2024, considerata ispiratrice per l’intero report: «Bisogna dirlo con chiarezza: c’è chi opera sistematicamente e con ogni mezzo per respingere i migranti. E questo quando è fatto con coscienza e responsabilità, è un peccato grave». Chiaro l’auspicio del direttore generale della Fondazione Migrantes, monsignor Pierpaolo Felicolo: «Ci auguriamo che questo lavoro possa aiutare a rendersi conto di chi sono le persone verso cui si stanno attuando veri crimini di “lesa umanità”, come ha definito all’inizio di questo mese il Papa tutte le forme di schiavitù moderna, in particolare la tratta di esseri umani. Sono persone alle quali abbiamo il dovere di restituire giustizia e umanità».
Sfollato o rifugiato ormai un abitante del mondo su 67
I numeri dello «sradicamento globale» sono in crescita ininterrotta da dodici anni. Sfollato o rifugiato è ormai un abitante del mondo su 67. Nel 2013 era di uno su 142. Il progetto di monitoraggio “Missing Migrants” dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) stima che negli ultimi dieci anni abbiano perso la vita o siano comunque rimaste disperse durante percorsi migratori più di 68mila persone.
In Europa 4,461 milioni di rifugiati dall’Ucraina
L’invasione russa dell’Ucraina ha terremotato l’Europa. L’Unione europea allargata a Svizzera, Norvegia, Islanda e Liechtenstein a giugno 2024 ospitava 4,461 milioni di rifugiati dall’Ucraina con il beneficio della protezione temporanea che è stata prorogata fino a marzo 2026. La Germania ne ospita oltre un milione, la Polonia poco meno, la Spagna quasi 210mila, l’Italia 165mila, la Francia 61mila. Ed è in forte calo la quota di ucraini che confidano di poter fare ritorno in patria: soltanto in un anno è scesa dal 77 al 64 per cento.








