Vacanze sportive

Rimettersi in forma con Jannik Sinner, navigando in alto mare

Esercizi di mobilità e corsa sul ponte. Mindfulness e Mental Economy Training. I consigli del numero uno del tennis mondiale per allenarsi sull’acqua.

Jannik Sinner si allena a bordo della Explora III. ©Toby Mitchell

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I capisaldi del suo metodo sono sessioni tecniche mirate e preparazione mentale, per sostenere la pressione del tennis competitivo.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Jannik Sinner, numero 1 al mondo nella classifica Atp, ma anche tra i 100 atleti più influenti del 2026, ripete spesso che «senza sacrifici, non si possono costruire sogni».

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Il tennis è una disciplina che combina allenamento fisico e mentale, e sviluppa resistenza, agilità, coordinazione e forza, oltre a una solida capacità di gestione dello stress.

Per questo può essere interessante sperimentare un programma di allenamento studiato su misura dal campione per Explora Journeys, da fare proprio in navigazione.

«In Balance: a Jannik Sinner Ocean Wellness integra routine e metodi che utilizzo per trovare un equilibrio tra prestazione fisica e chiarezza mentale, in modo realistico e accessibile», spiega il numero uno del tennis mondiale.

«Con il mio team abbiamo trasformato parte del mio workout quotidiano in qualcosa di utile per gli altri, da applicare nella vita di sempre, ma con disciplina, che è la parte più importante, perché è la costanza nel tempo a fare la differenza. Non si tratta solo di allenamento, ma di trovare il proprio equilibrio, prestare attenzione al recupero e rimanere mentalmente lucidi».

Sinner è stato a bordo durante il prelude journey della nuova Explora III, dal 24 al 29 luglio, per testare la filosofia alla base del suo approccio.

Il programma si articola in quattro pilastri – Train, Re-centre, Restore e Renew. «Si parte sempre da un corretto riscaldamento, spesso sottovalutato insieme al recupero, in palestra come sui campi da tennis: esercizi leggeri di forza e mobilità, un po’ di respirazione consapevole per restare concentrati e poi terapie di contrasto caldo-freddo, nuotando o giocando a pickleball sui ponti della nave». Si può iniziare ad allenarsi in vacanza e poi proseguire gli esercizi e le buone pratiche con continuità anche una volta tornati a terra.

©Toby Mitchell

Per Sinner l’assetto mentale è cruciale. Una volta, durante una conferenza stampa, disse, con tono imperturbabile: «Mi piace ballare nella tempesta della pressione, va presa in modo positivo, occorre farci amicizia».

Nel suo stile di allenamento lavora sulla muscolatura con kettleball, pesi, macchinari, bande elastiche negli esercizi per la resistenza delle spalle, ma anche workout con palla medica e foam roller per sciogliere le tensioni e, a livello aerobico, corsa all’aperto e sessioni indoor di tapis roulant e bike.

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Importante è anche l’allenamento oculare a cui si sottopone, con tecniche di visualizzazione, come osservare una pallina con grande attenzione per stimolare i riflessi, velocizzare il tempo di reazione e l’elaborazione tattica durante gli scambi.

«Se devo raccontare le fasi della mia preparazione atletica, inizia sempre durante l’off-season, a dicembre. Si parte con molto lavoro fisico in palestra seguito da sessioni intense di tennis, durante le quali c’è il tempo di lavorare sui dettagli, sia tecnici sia tattici. Durante i tornei, invece, l’allenamento cambia: le sessioni diventano più brevi e anche l’impegno fisico è più leggero, perché occorre conservare energie per le partite», spiega.

Anche la tecnologia aiuta sia per tracciare i movimenti sia per rinforzare i muscoli, senza sovraccaricare le articolazioni: il gps serve a monitorare i chilometri percorsi durante le partite, il cardiofrequenzimetro a tenere sotto controllo il battito cardiaco.

Ma la preparazione mette in campo molto di più: neuroscienza, medicina dello sport e psicologia della prestazione.

Sinner utilizza il Mental economy training, un programma sviluppato da Riccardo Ceccarelli, che ha portato nel tennis le tecniche di allenamento cerebrale utilizzate per oltre trent’anni nel mondo della Formula 1.

Una vera e propria palestra per il cervello, dove si insegna ad aumentare l’efficienza mentale, le abilità strategiche, la regolazione emotiva dopo l’errore.

Davanti a uno schermo con simulatori di una gara, si è messi alla prova su elaborazione cognitiva, memoria, reattività, si indossa una fascia frontale con dei sensori neurologici, in grado di monitorare e valutare le reazioni. In fondo, il migliore allenamento è quello che aiuta a svuotare il cervello dalle distrazioni e a sviluppare self-confidence.

Per questo Sinner consiglia di unire al training fisico anche l’allenamento cognitivo e qualche esercizio di mindfulness per restare focalizzati sul presente.

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