Fisco

Riscossione, i sindacati dicono no all’abolizione dei pagamenti in contanti e con assegni agli sportelli

Per sindacati la gestione di cassa agli sportelli resta uno strumento indispensabile. La norma è voluta per semplificare i servizi, ridurre i costi e garantire la sicurezza del personale

 IMAGOECONOMICA

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I sindacati dell’agente pubblico della riscossione contro il divieto di utilizzo di contante e assegni agli sportelli dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione. L’obbligo di pagare le cartelle in moneta elettronica, così come quello di ricevere rimborsi direttamente sul proprio conto corrente sarà operativo dal 1° gennaio 2027, così come prevede il cosiddetto “decreto correttivo omnibus”, approvato in esame preliminare dal Consiglio dei ministri il 10 giugno 2026 e ancora alla bollinatura della Ragioneria generale dello Stato.

La misura, presentata come semplificazione amministrativa e adeguamento ai flussi digitali, solleva però fortissime perplessità tra le segreterie nazionali dei sindacati del settore della riscossione (Fabi, First Cisl, Cgil Fisac, Unisin e Uilca) che evidenziano criticità operative e sociali difficilmente sottovalutabili.

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La funzione degli sportelli

Secondo i rappresentanti sindacali, la gestione di cassa presso gli sportelli rappresenta uno strumento indispensabile per la definizione di posizioni debitorie particolarmente complesse. Le operazioni di pagamento e rimborso in sede locale consentono infatti di effettuare aggiustamenti contabili tempestivi, spesso nell’ambito di procedure cautelari ed esecutive caratterizzate da elevata complessità operativa. Queste attività, sostengono le segreterie in una nota congiunta, favoriscono una più rapida regolarizzazione delle posizioni dei contribuenti, incrementando l’efficacia dell’azione di riscossione e la qualità dei risultati ottenuti. Occorre comunque ricordare in relazione alla complessità delle operazioni evidenziate dai sindacati che l’agenzia Entrate-Riscossione applica comunque le misure antiriciclaggio per i pagamenti in contanti e non può accettare versamenti superiori a determinati importi. Inoltre, dati alla mano, l’uso di contanti e assegni allo sportello dell’agente pubblico della riscossione oggi non va oltre il 15% dei versamenti.

Possibili criticità

La cancellazione di queste modalità operative determinerebbe, sempre per le cinque sigle sindacali, importanti criticità nella gestione di casi che richiedono interventi immediati e soluzioni flessibili, con conseguenti ripercussioni sia sull’efficienza dell’attività dell’Ente nell’incasso delle somme pretese, sia sulla qualità del servizio reso a cittadini, imprese e loro consulenti.

Il mantenimento della possibilità di effettuare pagamenti e rimborsi anche con denaro contante presso gli sportelli è stato finora interpretato quale preciso indirizzo volto ad avvicinare Ader alla cittadinanza, garantendo un servizio maggiormente accessibile, inclusivo e in grado di rispondere anche alle esigenze di quelle fasce di utenza che, per ragioni anagrafiche, sociali o di particolare complessità delle pratiche trattate, necessitano di un rapporto diretto con l’Ente.

Una misura «in contro-tendenza»

Le segreterie esprimono inoltre forte preoccupazione rispetto a una norma che, limitando gli strumenti che consentono al contribuente di sanare le proprie posizioni debitorie presso gli sportelli dell’Agente nazionale della riscossione, risulta assolutamente in contro-tendenza rispetto ai provvedimenti che negli ultimi anni hanno avuto l’obiettivo di agevolare cittadini e aziende nel delicato processo di regolarizzazione fiscale e più in generale nel rapporto con il fisco.

Per queste ragioni, i sindacati auspicano che nel corso dell’esame parlamentare si potranno svolgere gli opportuni approfondimenti sugli effetti della norma, valutandone attentamente l’impatto sull’operatività dell’Ente, sui volumi della riscossione e sulla capacità di continuare a garantire un servizio efficiente, inclusivo e vicino ai cittadini.

Le ragioni della norma

Le motivazioni che comunque sono alla base della norma introdotta nel correttivo si muovono su tre direttrici. Quella della semplificazione dei servizi resi ai contribuenti. Oggi agenzia entrate da una parte e agenzia entrate riscossione dall’altra pur rivolgendosi allo stesso soggetto (il contribuenti) operano in strutture separate. La fusione tra le due strutture per evitare di rimbalzare da un ufficio all’altro il cittadino chiamato a saldare i suoi debiti o a incassare un rimborso o più semplicemente a chiedere informazioni non è ancora arrivata. L’eliminazione del pagamento in contanti o con assegni allo sportello è un primo passo per uniformare quanto meno le regole tra le Entrate, dove l’uso del contante è stato rimosso da qualche decennio, e l’agenzia Entrate-Riscossione.

C’è poi da gestire la sicurezza nella gestione del contante allo sportello. Dal trasporto del denaro a quello delle rapine, dalla gestione dei servizi di cassa con personale dedicato alla possibilità di poter incassare soldi falsi. Infine, non meno importate per l’amministrazione finanziaria, c’è un tema di risparmio dei costi sia per la gestione di affitti e canoni dovuti per strutture separate tra Entrate e Riscossione sia, come detto, per il trasporto del denaro contante.

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