«Roma capitale dell’acqua». Primo forum euromediterraneo contro la crisi idrica
Dal 29 settembre al 2 ottobre l’Italia ospiterà istituzioni, imprese, organizzazioni internazionali e mondo della ricerca. Attese oltre 40 delegazioni straniere. Spena (One Water): «La penuria di acqua è un tema imprescindibile del dibattito geopolitico, lo si vede nei flussi migratori». Tajani: «L’obiettivo è fare di Roma la capitale dell’acqua»
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Portare la gestione sostenibile della risorsa idrica al centro dell’agenda internazionale, rafforzare il confronto tra i Paesi del Mediterraneo e individuare azioni concrete per affrontare le conseguenze della crisi climatica e ambientale. Sono gli obiettivi del primo forum Euro-Mediterraneo dell’Acqua, in programma a Roma dal 29 settembre al 2 ottobre presso La Nuvola. L’appuntamento è promosso dal Comitato Italiano One Water in collaborazione con l’Unione per il Mediterraneo e con l’Istituto Mediterraneo dell’Acqua di Marsiglia, ed è sostenuto, tra gli altri, dal ministero degli Esteri attraverso il Ciheam di Bari, in partnership con l’Arab Water Council e con il supporto di otto ministeri, della Regione Lazio e del Comune di Roma. Per quattro giornate, gli spazi della Nuvola riuniranno istituzioni, organizzazioni internazionali, imprese, gestori del servizio idrico, mondo della ricerca e società civile.
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«L’obiettivo è fare di Roma la capitale dell’acqua», ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani, principale sostenitore dell’evento. Oltre al vice premier, tra i rappresentanti istituzionali figurano il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, il direttore generale della Fao Qu Dongyu, il direttore generale dell’Unesco Khaled El-Enany, il segretario generale ad interim dell’Unione per il Mediterraneo Fadi Hajali e l’inviata speciale delle Nazioni Unite per l’acqua Retno Marsudi. Nel corso del Forum sono inoltre attesi il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare Nello Musumeci, il ministro dell’Università Anna Maria Bernini, il ministro per la Pa Paolo Zangrillo, il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, il viceministro dell’Ambiente Vannia Gava e il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca. Ampia anche la rappresentanza internazionale. Saranno presenti Abdullah bin Zayed Al Nahyan, vice primo ministro e ministro degli Affari Esteri degli Emirati Arabi Uniti, il viceministro per l’acqua Abdulaziz Al Shaibani e il viceministro dell’Ambiente Mansour Al Mushaiti dell’Arabia Saudita, il ministro delle Risorse Idriche e dell’Irrigazione egiziano Hani Sewilam, il ministro dell’Agricoltura e delle Foreste finlandese Sari Essayah e il ministro del Mare e della pesca francese Catherine Chabaud.
A spiegare la cornice nella quale si inserisce l’iniziativa è l’onorevole Maria Spena, presidente del Comitato One Water Italy. «Siamo di fronte a evidenti cambiamenti climatici che richiedono risposte immediate rispetto a eventi estremi come siccità e inondazioni», ha detto a margine della conferenza stampa di presentazione del Forum alla Farnesina. «Le ripercussioni delle anomalie climatiche non si limitano all’ambiente, ma generano pesanti ricadute geopolitiche ed economiche», ha sottolineato. Il riferimento è evidentemente rivolto alle aree meridionali e orientali del Mediterraneo. «In particolare», ha aggiunto, l’erosione delle pianure costiere e la progressiva desertificazione delle sponde meridionale e orientale del bacino euro-mediterraneo rischiano di innescare nuove tensioni strutturali». Il presidente del Comitato One Water ha quindi collegato la disponibilità della risorsa idrica alle dinamiche future della regione. «La carenza cronica di risorse idriche e la drammatica assenza di acqua potabile, che già oggi affliggono diverse aree di queste regioni, rappresentano fattori determinanti destinati a incidere profondamente sui futuri flussi migratori e sulla sicurezza dell’intera area». L’onorevole Spena ha quindi ribadito che l’obiettivo del Forum è mettere intorno allo stesso tavolo i diversi soggetti coinvolti nella gestione dell’acqua per creare «una piattaforma di confronto tra istituzioni e decisori politici, condividere strategie trasparenti sulla gestione responsabile delle risorse idriche, affrontare le sfide legate all’approvvigionamento dell’acqua e definire indirizzi condivisi in materia di governance, innovazione e cooperazione».

