Ross, la sfida di Fastweb+Vodafone alle big tech
Un assistente di AI agentica il cui obiettivo è sostituire una parte del lavoro ripetitivo che occupa le nostre giornate
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Quello dell’intelligenza artificiale come strumento per dare risposte è ormai concetto invalso. La stagione che si apre prova invece a ribaltare la prospettiva: non più chatbot, ma collaboratori digitali. Non più strumenti che scrivono una mail, ma software che quella mail la inviano, organizzano il calendario, prenotano appuntamenti, preparano documenti, monitorano informazioni, costruiscono persino un sito internet.
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È dentro questa transizione che da Fastweb + Vodafone è nato – e nelle scorse settimane è arrivato sul mercato – “Ross”: un assistente di AI agentica il cui vero obiettivo non è stupire, ma sostituire una parte del lavoro ripetitivo che occupa le nostre giornate.
La differenza non è soltanto tecnologica. È industriale. Perché dietro il nuovo prodotto Ross c’è anche un’idea precisa del ruolo che l’Europa può ancora giocare nell’economia dell’intelligenza artificiale. In un mercato dominato dai colossi statunitensi, Fastweb + Vodafone prova a costruire un percorso alternativo fondato su infrastrutture nazionali, cloud proprietario, data center italiani e controllo diretto dei dati.
Lo dice con chiarezza l’ad Walter Renna. «Con il lancio di Ross abbiamo dimostrato che è possibile fare innovazione e offrire sul mercato servizi di AI agentica costruiti su infrastrutture nazionali - spiega -. Le Telco possono giocare un ruolo rilevante nella costruzione di una concreta autonomia tecnologica: sono gli unici soggetti che dispongono delle risorse critich, reti, data center, piattaforme di cybersecurity, competenze, necessarie ad abilitare soluzioni per rafforzare la competitività e l’indipendenza geopolitica del continente. Oggi rappresentano l’unica leva industriale concreta di cui l’Europa dispone».
La parola chiave è proprio questa: autonomia. Perché se il valore dell’AI è nei modelli linguistici, il potere economico resta nelle infrastrutture che li fanno funzionare. È qui che le telco cercano una nuova identità, trasformandosi da semplici operatori di rete in piattaforme tecnologiche integrate.

