Asia e Oceania

Rubio: «Sviluppi positivi su Hormuz nelle prossime ore»

Il segretario di Stato Usa si trova in India per ricucire i rapporti con New Delhi e prendere parte a un vertice del Quad

dal nostro corrispondente Marco Masciaga

Il Segretario di Stato americano Marco Rubio e il ministro degli Esteri indiano S. Jaishankar nel corso della loro conferenza stampa di domenica a New Delhi  REUTERS

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NEW DELHI - Il Segretario di Stato americano Marco Rubio, attualmente in visita in India, ha dichiarato che nelle ultime 48 ore sono stati fatti dei progressi nei negoziati con l’Iran e che oggi stesso potrebbero emergere ulteriori notizie, precisando che nelle prossime ore potrebbe esserci sviluppi positivi riguardo la navigabilità dello Stretto di Hormuz.

Parlando di Trump, nel corso di una conferenza stampa a Hyderabad House, nel centro di New Delhi, Rubio ha detto che «la preferenza del presidente è sempre quella di risolvere problemi come questi attraverso una soluzione diplomatica negoziata».

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Sabato, nel corso del suo primo giorno nel Subcontinente, il Segretario di Stato americano aveva detto che Washington resta irremovibile circa il fatto che l’Iran non potrà mai possedere un’arma nucleare e dovrà consegnare il suo uranio altamente arricchito.

No alla nazionalizzazione dello Stretto

Nel corso dell’incontro con la stampa di domenica, oltre a ribadire la posizione Usa sul nucleare, Rubio ha sottolineato la centralità di un «free and open Indo-Pacific», ricorrendo alla formula coniata nel 2016 dall’allora premier giapponese Shinzo Abe, e sottolineando come non sia accettabile che un braccio di mare possa venire nazionalizzato da un Paese.

Parlando del controllo esercitato da Teheran sullo Stretto di Hormuz, Rubio ha detto: «Non ne sono proprietari. Si tratta di una via navigabile internazionale. Quello che stanno facendo ora è, fondamentalmente, minacciare di distruggere navi commerciali che la utilizzano. Questo è illegale secondo qualsiasi concetto di diritto internazionale che ci regola… se permettessimo che ciò diventasse normale, normalizzeremmo uno status quo inaccettabile e creeremmo un pericoloso precedente».

Il tentativo di ricucire con New Delhi

Il capo della diplomazia americana si trova a New Delhi in parte per cercare di ricucire i rapporti con uno dei Paesi un tempo vicini agli Stati Uniti nei cui confronti l’amministrazione Trump si è rivelata più intransigente e in parte per incontrare i suoi omologhi di India, Giappone e Australia nel vertice dei ministri degli Esteri del Quad in calendario per martedì.

Nel corso della conferenza stampa di domenica, Rubio ha lanciato dei lanciare segnali di distensione nei confronti dell’India, ripetendo fino allo sfinimento l’espressione «alleanza strategica» per descrivere i rapporti con New Delhi.

Una scelta lessicale decisamente coraggiosa dopo che gli ultimi 11 mesi siano stati caratterizzati da un crescendo di tensioni tra i due Paesi: sia sul fronte commerciale, prima con i dazi reciproci e poi con quelli punitivi per gli acquisti indiani di petrolio russo, sia su quello diplomatico con l’improvviso pivot verso Islamabad da parte della Casa Bianca, dopo il conflitto India-Pakistan di un anno fa.

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