Trasporto aereo

Ryanair in altalena a Dublino, 2025-26 ok ma su 2026-27 pesa incertezza Medio Oriente

Il conflitto «ha creato incertezza economica e non sappiamo ancora quando lo Stretto di Hormuz riaprirà». Il prezzo del cherosene è «salito a oltre 150 dollari al barile»

di Giuliana Licini

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(Il Sole 24 Ore Radiocor)- Seduta di oscillazioni per Ryanair alla Borsa di Dublino, dopo la pubblicazione dei positivi conti 2025-26, accompagnati tuttavia dall'avvertimento che le incertezze legate alla guerra in Medio Oriente potrebbero pesare sull'esercizio in corso e quindi rendono prematura una guidance. Gli analisti restano comunque per lo più positivi sulla società e questo ha permesso alla quotazione di recuperare rispetto alle perdite iniziali. Ryanair ha concluso l’esercizio 2025-26 (allo scorso 31 marzo) con utili netti per 2,17 miliardi di euro, in aumento del 35%. Escludendo le voci straordinarie, tra cui un accantonamento per una sanzione da parte dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, il risultato è balzato del 40% a 2,26 miliardi di euro, superando il consenso di 2,16 miliardi. Il risultato operativo è positivo per 2,4 miliardi (+52%) su ricavi in crescita dell'11% a 15,54 miliardi. I passeggeri trasportati sono aumentati del 4% a 208,4 milioni. Per il 2026-27 il gruppo punta a trasportare 216 milioni di passeggeri, con un incremento del 4%. Tuttavia, Ryanair avverte che il conflitto in Medio Oriente «ha creato incertezza economica e non sappiamo ancora quando lo Stretto di Hormuz riaprirà». Il prezzo del cherosene è «salito a oltre 150 dollari al barile" e si prevede che i prezzi globali "rimarranno elevati rispetto ai livelli pre-bellici per vari mesi».

La compagnia precisa che mentre circa l'80% del jet-fuel necessario per l'esercizio 2026-27 è coperto a 67 dollari al barile (quindi un prezzo inferiore a quello dell'anno precedente), il restante 20% non è coperto e quindi ha risentito dell’impennata dei prezzi causata dal conflitto. In considerazione della maggiore tassazione in Europa, dell’aumento dei costi di manutenzione (considerata la crescente età della flotta) e degli aumenti delle retribuzioni del personale di bordo, «se i prezzi del carburante non coperti restano agli attuali elevati livelli, i costi unitari potrebbero aumentare» di circa il 5%. Oltre a questo, anche se al momento «la domanda di viaggi resta robusta, le prenotazioni sono più vicine alla data del viaggio e questo riduce la visibilità. I prezzi sono un po’ diminuiti delle ultime settimane a causa dell’incertezza economica, dei timori legati alle carenze di carburante e al rischio di inflazione che pesa sulle spese dei consumatori». Il gruppo stima che le tariffe del primo trimestre si concluderà a giugno saranno inferiori di una percentuale a una singola cifra media rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso (che però includeva Pasqua), mentre i prezzi per il trimestre che si concluderà a settembre dovrebbero rimanere sostanzialmente stabili. In precedenza, la compagnia aveva previsto un aumento delle tariffe per la stagione estiva, ma ha chiarito che il risultato finale dipenderà dalle prenotazioni e dalle offerte last minute durante l'alta stagione. In questo contesto, «con zero visibilità sulla seconda metà dell'anno e data l'elevata volatilità dei prezzi del carburante e i rischi di approvvigionamento, è troppo presto per fornire previsioni di profitto significative in questa fase», aggiunge il gruppo. «I risultati finali dell'esercizio 2027 rimangono fortemente esposti a sviluppi esterni sfavorevoli, tra cui l'escalation dei conflitti in Medio Oriente e in Ucraina, i rischi di carenze nell'approvvigionamento di carburante, prezzi più alti più a lungo per il 20% di carburante senza copertura, gli shock macro-economici, gli scioperi e la cattiva gestione del traffico in Europa», è l’avvertimento conclusivo.

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Ryanair spera di «poter fornire agli azionisti un quadro più chiaro dei prezzi e dei costi del carburante nel primo semestre in occasione della presentazione dei risultati del primo trimestre, prevista per la fine di luglio». Gli analisti di Bernstein si soffermano sulla mancanza della guidance e sulle prospettive da cui emergono una pressione sulle tariffe e un aumento dei costi. Inoltre la perdita netta del quarto trimestre del vettore aereo irlandese è stata più ampia del previsto, perchè i ricavi accessori sono diminuiti e i costi unitari sono rimasti sostanzialmente invariati. Gli analisti di Ubs indicano che i risultati del 2026 sono leggermente migliori del previsto, ma accompagnati da una maggiore incertezza sul 2027, che mette alla prova le stime per l’esercizio. Gli esperti della banca svizzera mantengono comunque il ‘buy’ con un obiettivo di prezzo di 33,15 euro. Anche Deutsche Bank mantiene il consiglio di acquisto del titolo con un prezzo obiettivo confermato a 31,50 euro. Resta positiva anche la raccomandazione di JP Morgan, con un target price confermato a 35 euro.

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