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Sale Tim spinta dall'esito positivo dell'istruttoria Agcm su FiberCop

L'autorità ha di fatto accolto i rimedi proposti dalle due aziende. Intanto, il mercato attende i conti del trimestre e il target di piano

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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Seduta di acquisti per Telecom Italia, nel giorno dei dati del trimestre e dei target di piano e all'indomani dell'esito positivo del procedimento Antitrust su FiberCop. Le azioni del gruppo di tlc sono in rialzo, sempre sui massimi dal 2018. Aiutano anche i numeri di Telefonica, in rosso ma con indicazioni positive per il futuro.

Le notizie su Tim vedono innanzi tutto la decisione dell’autorità garante per la concorrenza e il mercato (Agcn) che ha comunicato la chiusura del procedimento istruttorio sul contratto tra Tim e FiberCop e ha di fatto accolto i rimedi proposti dalle due aziende. Si tratta del cosiddetto Master Service Agreement (Msa), sottoscritto dalle due società a seguito dello scorporo della rete avvenuto a luglio 2024. FiberCop ha accettato di ridurre la durata contrattuale con Tim rimodulandola in funzione delle aree mentre Tim si è impegnata a retrocedere Iru su rete di accesso ad alcuni clienti business nel caso di perdita del cliente stesso e in assenza di infrastruttura alternativa di FiberCop.

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«La chiusura del procedimento garantisce a Tim maggiore visibilità alle condizioni contrattuali del Msa, rimuove il rischio legato agli sconti a volumi e introduce una maggiore flessibilità operativa per Tim rispetto all’Msa originario, riducendo la durata contrattuale», notano gli analisti di Equita che sul titolo hanno un buy con target price a 0,64 (inferiore ai prezzi attuali). Per gli analisti si tratta di un «esito positivo» per Tim. Per gli espertti di Akros la notizia è «marginalmente positiva per Tim e FiberCop, poiché le parti non dovranno rivedere ulteriormente il loro Msa». Akros (buy con target a 0,63 euro) ricorda inoltre che, qualora FiberCop dovesse entrare in un accordo di fusione o partnership strategica con Open Fiber entro la fine dell’esercizio 2026, Tim potrebbe avere diritto fino a circa 2,5 miliardi di euro di earn-out, come previsto dall’accordo di cessione della rete a Kkr nel 2024.

Al momento gli analisti includono questi earn-out nelle stime con una probabilità di realizzo pari a circa il 35%, per un totale di circa 875 milioni di euro. Il mercato aspetta poi i numeri del quarto trimestre e i target per l'anno. Il consensus si aspetta ricavi in crescita del 2,9% con il domestico a +1.9% e il Brasile a+5,2%, un ebitda in salita del 6,4% e un capex piatto. Il settore tlc oggi è in fermento anche per altre notizie, a partire dai numeri di Telefonica: il titolo è partito in forte rialzo e ha poi limato i guadagni iniziali (sale ora dello 0,6%) dopo aver visto ampliarsi le perdite nel quarto trimestre 2025, a causa dei costi di ristrutturazione in Spagna, ma con utile rettificato in crescita grazie ai risultati del mercato domestico e del Brasile. Per Morgan Stanley i numeri sono migliori delle attese mentre la guidance sul free cash flow è stata rivista verso la parte alta dell’intervallo.

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