Salone di Genova, sale la presenza di grandi barche fino a 50 metri
Si allarga lo spazio in acqua disponibile. Formenti: «Il settore cresce nella fascia alta, la media tiene e la piccola vive una battuta d’arresto»
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Cresce il numero delle grandi barche, quelle della fascia da 35 a 50 metri, all’edizione 2026 del Salone nautico internazionale di Genova e aumenta anche, del 14,1% (rispetto al 2025), la dimensione media delle tre unità maggiori di ogni segmento; si allarga, poi, lo spazio in acqua disponibile: +4%. Sono questi i numeri più significativi del 66° boat show genovese che, organizzato da Confindustria nautica, aprirà i battenti l’1 ottobre prossimo, per proseguire fino al 6 ottobre, ospitando oltre mille imbarcazioni, con 215 novità e 45 Paesi, rappresentati da 5 continenti. La manifestazione è stata presentata ieri a Milano, presso la Fondazione Edison.
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Lo spostamento della kermesse da settembre ai primi d’ottobre, dicono gli organizzatori, ha favorito (come si sperava, grazie al distanziamento dalle date dei saloni di Cannes e Montecarlo) il ritorno a Genova dei grandi player e la presenza di imbarcazioni di dimensioni maggiori. In questo quadro è nata l’area Living made in Italy, un nuovo spazio sulla banchina H, sviluppato con il supporto di Ice Agenzia, con allestimenti, lounge e servizi di accoglienza dedicati alla valorizzazione della cantieristica nazionale oltre i 24 metri. Progetto che ha favorito la partecipazione al salone proprio dei superyacht compresi nella fascia tra 35 e 50 metri di lunghezza.
«Sui piccoli pesa la situazione geopolitica»
«I numeri di questa edizione - afferma il presidente di Confindustria nautica, Piero Formenti - hanno un significato che va oltre il dato quantitativo, perché il salone è espressione diretta del mercato e dell’industria che rappresenta. Parliamo di un settore che nel 2025 ha raggiunto 8,6 miliardi di euro di fatturato, attiva oltre 13 miliardi di valore aggiunto e quasi 170mila occupati, con circa il 90% della produzione destinata ai mercati esteri. Il 2026 - prosegue - non ha lo stesso segno, a causa della situazione geopolitica. Nella fascia alta si cresce, nella media nautica si tiene, la piccola nautica sta vedendo una battuta d’arresto importante. Se già finisse la guerra tra Russia e Ucraina metà del problema l’avremmo risolto».
La crescita del layout in acqua, l’aumento delle dimensioni delle imbarcazioni presenti e l’evoluzione dei diversi segmenti, aggiunge Formenti, «raccontano un comparto che cambia e una manifestazione capace, a sua volta, di mutare di conseguenza. È questa la forza di un salone organizzato dall’associazione nazionale di settore: ascoltare le imprese, interpretarne le esigenze e tradurle in un progetto capace di tenere insieme rappresentanza e mercato, visione industriale e proiezione internazionale».
Nasce la Blue arena
Altra novità, nell’edizione 2026 del boat show è rappresentata dalla Blue arena. Realizzata, appunto, nell’arena sportiva del Palasport, grazie a un investimento di Confindustria nautica e Ice, l’area è stata ideata e allestita per avvicinare alla nautica da diporto un pubblico più ampio.








