Salutequità: irricevibile qualsiasi arretramento sulle cure domiciliari
Nella legge di Bilancio occorre stanziare risorse specifiche per garantire continuità e potenziamento dell’assistenza domiciliare integrata in Italia
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Il PNRR è alle battute finali e anche le sue risorse economiche. D’ora in poi se si vuole garantire continuità a tutti i servizi sanitari costruiti in questi anni con il PNRR, serviranno scelte concrete e immediate, a partire dal necessario rifinanziamento nella prossima Legge di Bilancio.
È il caso, ad esempio, di tutto il pilastro dei servizi sanitari territoriali: dalle case della comunità agli ospedali di comunità, dalla telemedicina all’assistenza domiciliare integrata (ADI).
Nuove risorse per l’ADI
Sull’assistenza domiciliare integrata, grazie ai finanziamenti del PNRR siamo passati dal 4,6% di assisti over 65 del 2019 all’11,3% del 2025. Un incremento notevole del livello di produzione e di presa in carico da parte delle sanità regionali, reso possibile con circa tre miliardi di euro di stanziamenti, ai quali si aggiunge il miliardo e mezzo per la telemedicina quale strumento utile anche per l’erogazione dell’ADI. Ora è del tutto evidente che se si vuole garantire questo livello di accessibilità all’ADI sarà indispensabile mettere sul piatto della prossima Legge di Bilancio le nuove risorse che servono, tenendo anche conto che in questi anni abbiamo incrementato la quantità di ADI ma non l’abbiamo orientata, come avremmo dovuto, sulla presa in carico dell’alta complessità assistenziale e che ancora esiste una grande variabilità territoriale nella capacità di garantire questo setting assistenziale.
Infatti, nel 2023 il 58,5% delle prese in carico degli over 65 si è concentrato tra interventi episodici (GdC 0, nei quali primo e ultimo accesso coincidono) e assistenza al livello minimo di intensità (CIA Base).
Inoltre, si sono ridotte anche le ore medie complessive di assistenza per caso: tra il 2022 e il 2023 si è passati da 18 a 15 ore.







