Salvini visita Roggero a Bollate: sarei orgoglioso di candidarlo
Fuori dall’istituto i giovani della Lega hanno organizzato un presidio di solidarietà al gioielliere
3' di lettura
3' di lettura
«Sta bene. E ci tiene a farlo sapere: dorme, mangia, studia, legge. Ci tiene a farlo sapere che sta bene. Abbiamo parlato di tutto. Di cosa succede ora e cosa può succedere nel futuro: può rimettersi in gioco. Ritiene, a mio avviso giustamente, essere vittima di un’ingiusta aggressione. Sarei orgoglioso di candidarlo a rappresentare gli italiani». Lo ha detto il vicepremier e segretario della Lega Matteo Salvini dopo oltre un’ora e mezza di visita nel carcere di Bollate dove ha incontrato Mario Roggero.
Chiedilo al Sole
Fuori dall’istituto i giovani della Lega hanno organizzato un presidio di solidarietà al gioielliere per il quale la moglie ha chiesto la grazia a sostegno della quale il centrodestra ha avviato una raccolta di firma e sulla quale il ministro Nordio ha aperto un’istruttoria.
Sulla grazia «decide Mattarella»
«Non ci sono stati attacchi nei confronti di nessuno. Noi non facciamo pressioni. Sua moglie ha chiesto la grazia e, a mio avviso, ha fatto bene: sono convinto che possa essere presa in considerazione liberamente dal presidente della Repubblica nei tempi e nei modi che vorrà. Perché è lui l’unico che può decidere modi, tempi e contenuti», ha detto il leader della Lega e vicepremier Matteo Salvini, incontrando la stampa dopo la visita nel carcere di Bollate al gioielliere condannato per l’omicidio dei suoi rapinatori.
Il legale di Roggero: fiduciosi per la grazia ma tempi non brevi
Per quanto riguarda un’eventuale grazia per il gioielliere Mario Roggero, il suo legale Stefano Marcolini ha sottolineato che c’è fiducia, ma anche che i tempi nel caso saranno lunghi: «Sì, però dobbiamo sapere che i tempi non sono brevi, credo, per un’istruttoria presidenziale. La domanda di grazia è una prospettiva interessante, ma è di medio termine», ha detto l’avvocato rispondendo ai giornalisti fuori dal carcere di Bollate, sottolineando che ieri Roggero «si è rivolto in modo forse un pochino diretto» al capo dello Stato, «però ha anche detto tante altre cose che umanamente mi hanno fatto sorridere». «Al momento la legge non lo consente. I reati di omicidio sono ostativi alla detenzione domiciliare, non è una prospettiva».
Pg Musti: per il parere sulla grazia è importante il pentimento
«È importante parlare dell’etica del pentimento, cioè di un elemento che il procuratore generale valuta in sede di elaborazione del parere, non vincolante, per la concessione della grazia, insieme alla consapevolezza dell’illiceità del proprio agire»: lo sottolinea il procuratore generale della Corte d’appello di Torino, Lucia Musti, dopo che la moglie di Mario Roggero ha presentato nel capoluogo piemontese una domanda di grazia.







