Leader leghista

Salvini visita Roggero a Bollate: sarei orgoglioso di candidarlo

Fuori dall’istituto i giovani della Lega hanno organizzato un presidio di solidarietà al gioielliere

di Redazione Roma

Aggiornato il 18 luglio 2026 alle ore 18,47

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Il ministro delle infrastrutture Matteo Salvini esce dopo la visita a Mario Roggero nel carcere di Bollate a Milano, 18 luglio 2026. ANSA/MOURAD BALTI TOUATI ANSA

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«Sta bene. E ci tiene a farlo sapere: dorme, mangia, studia, legge. Ci tiene a farlo sapere che sta bene. Abbiamo parlato di tutto. Di cosa succede ora e cosa può succedere nel futuro: può rimettersi in gioco. Ritiene, a mio avviso giustamente, essere vittima di un’ingiusta aggressione. Sarei orgoglioso di candidarlo a rappresentare gli italiani». Lo ha detto il vicepremier e segretario della Lega Matteo Salvini dopo oltre un’ora e mezza di visita nel carcere di Bollate dove ha incontrato Mario Roggero.

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Fuori dall’istituto i giovani della Lega hanno organizzato un presidio di solidarietà al gioielliere per il quale la moglie ha chiesto la grazia a sostegno della quale il centrodestra ha avviato una raccolta di firma e sulla quale il ministro Nordio ha aperto un’istruttoria.

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Sulla grazia «decide Mattarella»

«Non ci sono stati attacchi nei confronti di nessuno. Noi non facciamo pressioni. Sua moglie ha chiesto la grazia e, a mio avviso, ha fatto bene: sono convinto che possa essere presa in considerazione liberamente dal presidente della Repubblica nei tempi e nei modi che vorrà. Perché è lui l’unico che può decidere modi, tempi e contenuti», ha detto il leader della Lega e vicepremier Matteo Salvini, incontrando la stampa dopo la visita nel carcere di Bollate al gioielliere condannato per l’omicidio dei suoi rapinatori.

Il legale di Roggero: fiduciosi per la grazia ma tempi non brevi

Per quanto riguarda un’eventuale grazia per il gioielliere Mario Roggero, il suo legale Stefano Marcolini ha sottolineato che c’è fiducia, ma anche che i tempi nel caso saranno lunghi: «Sì, però dobbiamo sapere che i tempi non sono brevi, credo, per un’istruttoria presidenziale. La domanda di grazia è una prospettiva interessante, ma è di medio termine», ha detto l’avvocato rispondendo ai giornalisti fuori dal carcere di Bollate, sottolineando che ieri Roggero «si è rivolto in modo forse un pochino diretto» al capo dello Stato, «però ha anche detto tante altre cose che umanamente mi hanno fatto sorridere». «Al momento la legge non lo consente. I reati di omicidio sono ostativi alla detenzione domiciliare, non è una prospettiva».

Pg Musti: per il parere sulla grazia è importante il pentimento

«È importante parlare dell’etica del pentimento, cioè di un elemento che il procuratore generale valuta in sede di elaborazione del parere, non vincolante, per la concessione della grazia, insieme alla consapevolezza dell’illiceità del proprio agire»: lo sottolinea il procuratore generale della Corte d’appello di Torino, Lucia Musti, dopo che la moglie di Mario Roggero ha presentato nel capoluogo piemontese una domanda di grazia.

Futuro nazionale si mobilita

Intanto Futuro Nazionale ha annunciato che dal prossimo fine settimana sarà presente con i propri gazebo in tutta Italia per lanciare la propria campagna sulla legittima difesa. «Dopo la situazione incresciosa che si è verificata a causa della condanna inflitta al gioielliere Mario Roggero e del tentativo rocambolesco del centrodestra di strumentalizzazione del dolore altrui, è importante informare tutti gli italiani che il gioielliere poteva non essere condannato se fosse stato approvato il nostro emendamento di riforma della legittima difesa presentato nell’ultimo decreto Sicurezza», ha annunciato il coordinatore nazionale di Futuro nazionale, Massimiliano Simoni. «La campagna - spiega il coordinatore del partito di Vannacci - durerà per tutta l’estate e coinvolgerà anche importanti giuristi. Ho dato indicazione ai nostri parlamentari di attivarsi per la presentazione di una proposta di legge sull’argomento».

Parti civili: da Roggero nessun risarcimento da Roggero, pronti a pignorare

«Roggero non ha ancora versato nulla. Molto probabilmente partiremo con i pignoramenti, ha diverse proprietà» ha detto l’avvocato Giuseppe Roberto Caruso, parlando delle provvisionali che il gioielliere dovrebbe versare secondo la sentenza alle parti civili. Nel processo Caruso aveva rappresentato la compagna e le figlie di Giuseppe Mazzarino, il 58enne torinese ucciso insieme al complice Andrea Spinelli, 44enne di Bra (Cuneo). Si sono costituiti contro il gioielliere anche la madre e i fratelli di Mazzarino, la famiglia di Spinelli, il patrigno di quest’ultimo e Alessandro Modica, l’autista ferito dopo la rapina, unico superstite della banda di malviventi.

I parenti di Giuseppe Mazzarino si dicono amareggiati. A raccontarne lo stato d’animo è l’avvocato Angelo Panza, che assiste la madre e i quattro fratelli del 58enne. Nel 2023 in primo grado il Tribunale di Asti aveva stabilito per loro una provvisionale di 115mila euro (35mila alla madre, 20mila a testa ai quattro fratelli e sorelle). «Roggero non l’ha mai pagata», riferisce il legale di parte civile. Tuttavia negli ultimi tre anni i parenti di Mazzarino «non hanno attivato alcuna procedura di recupero del risarcimento del danno».

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