San Donato: il Pronto soccorso accelera con i codici minori affidati al Terzo Settore
La sperimentazione sta funzionando con i primi effetti positivi sulla gestione dei tempi e sulla capacità di prendere in carico i casi più complessi
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Nessuna prestazione viene esternalizzata: tutto si svolge nella struttura pubblica, e il triage, cioè la regia clinica e l’attribuzione dei codici di urgenza, resta in capo al servizio pubblico. A una settimana dall’avvio, la gestione dei codici minori affidata alle organizzazioni di volontariato al Pronto soccorso del San Donato di Arezzo “sta funzionando senza problemi e con i primi effetti positivi sulla gestione dei tempi e sulla capacità del personale in organico di prendere in carico i casi di maggiore complessità. Un intervento nato per affrontare una necessità precisa e per garantire il servizio pubblico, sul quale non servono allarmismi” spiega la consigliera regionale Roberta Casini sulla sperimentazione dell’Asl Toscana sud est all’ospedale San Donato di Arezzo.
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Risposta straordinaria a una criticità strutturale
“Parliamo di una risposta straordinaria e temporanea a una criticità strutturale, la carenza di infermieri e di medici, che non riguarda solo Arezzo ma tutto il Paese. Regione e Asl non sono rimaste ferme, ma hanno attivato tutte le leve organizzative per garantire la qualità delle cure e l’efficienza di un presidio pubblico fondamentale”.
La sperimentazione è attiva dal 1° luglio e avrà la durata di un anno per la gestione dei codici minori (casi meno gravi) affidata in convenzione alle associazioni di volontariato (Misericordia, AMPAS e Croce Rossa).
“La modalità scelta valorizza il terzo settore, che in Toscana è da decenni parte integrante del servizio sanitario pubblico - prosegue Casini - non si tratta di soggetti estranei al sistema: ne sono un pilastro. Coinvolgere queste realtà significa scegliere collaborazione e condivisione con il terzo settore. Una scelta che sarà uno dei cardini della nuova sanità territoriale e delle Case della Comunità”.
Nuovi Punti di intervento rapido
Ad Arezzo nuovi Punti di intervento rapido, operativi entro settembre, daranno risposta ai bisogni non urgenti che oggi gravano sul Pronto soccorso. La misura quindi resterà temporanea, “ma il metodo, che tiene insieme qualità del servizio, carattere pubblico e valorizzazione del volontariato è quello giusto” conclude Casini.







