Innovazione

Sanofi: per ogni euro investito in ricerca generati tre euro per la collettività

Presentato il Report d’impatto 2024 realizzato con Kpmg: contributo complessivo di 505 milioni e creati due posti di lavoro per ogni dipendente assunto

di Ernesto Diffidenti

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In Abruzzo, alle porte dell’Aquila, c’è un hub produttivo bio-farmaceutico innovativo dove l’hi-tech si integra con l’intelligenza artificiale e le competenze del futuro si intrecciano alla vocazione immunologica. Lo ha realizzato la multinazionale francese Sanofi dimostrando che è possibile accelerare l’accesso a terapie trasformative, generando al contempo occupazione qualificata e maggiore competitività per il Paese. Lo confermano i dati del Report d’Impatto 2024, realizzato in collaborazione con Kpmg Italia e presentato in occasione dell’incontro “L’impatto dell’innovazione farmaceutica per la competitività e la crescita del Paese: l’eccellenza di Sanofi a Scoppito”.

L’impatto sull’economia e sull’occupazione

Sul fronte economico, lo studio evidenzia che solo nel 2024, il contributo complessivo (diretto, indiretto e indotto) dell’azienda all’economia nazionale è stato di 505 milioni di euro, pari allo 0,02% del Pil. Le attività di Sanofi, inoltre, hanno attivato 4.184 posti di lavoro, di cui 1.446 diretti, 2.150 lungo tutta la filiera e 588 nell’indotto. Ciò significa che per ogni dipendente occupato da Sanofi si registra un effetto moltiplicatore di circa 2 persone in più impiegate nel nostro Paese.

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“In base al Report – sottolinea Marcello Cattani, presidente e amministratore delegato di Sanofi Italia e Malta - per 1 euro da noi investito in ricerca, manifattura d’eccellenza e competenze, ne risultano generati quasi 3 euro di beneficio complessivo per la collettività. Il nostro impegno per l’innovazione si traduce quindi in crescita e salute, in benessere collettivo e valore per il Sistema Italia e l’Europa tutta”.

Sul fronte strettamente sanitario nel 2024 Sanofi ha raggiunto 15 milioni di pazienti in Italia, con 45,2 milioni di euro investiti in ricerca e sviluppo generando un impatto complessivo di 133 milioni di euro per il Sistema sanitario nazionale. “Le nostre soluzioni chiave hanno permesso di evitare costi significativi – continua Cattani -: 29,5 milioni di euro grazie alla campagna di immunizzazione contro il Virus Respiratorio Sinciziale, 20,8 milioni per le patologie infiammatorie di tipo 2 e 34 milioni per le malattie cardiovascolari”.

Oltre 81mila ore erogate per la formazione

Centrale anche l’attenzione al personale con 1,6 milioni di euro investiti nella formazione, con oltre 81.000 ore erogate “per rafforzare le competenze e sostenere la crescita continua di chi lavora con noi”. E anche alla sostenibilità: nei siti produttivi di Scoppito e Anagni sono stati investiti 21,9 milioni di euro nel 2024 con iniziative volte a ridurre le emissioni di CO₂ (oltre 30% in meno rispetto al 2019), producendo un risparmio di 1,9 milioni a beneficio dell’ambiente e della collettività. Inoltre, dall’inizio del 2026 sarà operativo un impianto fotovoltaico di 100mila metri quadrati, progettato per fornire energia rinnovabile allo stabilimento di Anagni.

“Il nostro Report d’Impatto – conclude Cattani - oltre ad essere una fotografia del valore generato è un invito a dialogare e a costruire insieme, con tutti gli interlocutori dell’ecosistema salute, una strategia Italiana per le Scienze della Vita all’altezza delle ambizioni della nostra nazione e di stimolo per una politica industriale europea che metta il settore farmaceutico al centro della crescita”.

L’impegno di Governo e Parlamento per la farmaceutica

L’incontro di Scoppito ha avuto il patrocinio del Senato. Per Guido Liris, presidente dell’Intergruppo parlamentare aree interne, comuni montani e isole minori, Commissione Bilancio Senato “investire nell’innovazione sanitaria e farmaceutica significa investire nel futuro dei territori, soprattutto di quelli interni, che possono diventare laboratori di sviluppo sostenibile e all’avanguardia”. Liris assicura che l’impegno in Parlamento “sarà garantire che queste traiettorie di innovazione siano sostenibili dal punto di vista economico-finanziario e capaci di ridurre i divari territoriali, portando valore aggiunto all’intero Paese”.

Presente ai lavori anche Fausta Bergamotto, sottosegretario al ministero delle Imprese e del Made in Italy. “Le Scienze della Vita- ricorda - costituiscono un motore fondamentale di competitività e attrazione di investimenti, in un contesto globale in cui la competizione è sempre più intensa. Non a caso, nel quadro della Nuova Strategia Industriale, che sarà illustrata nel Libro Bianco di prossima pubblicazione, la farmaceutica e il biomedicale sono riconosciuti tra i comparti prioritari su cui costruire il rafforzamento del sistema produttivo italiano, in quanto capaci di coniugare innovazione, occupazione qualificata e sicurezza nazionale. L’esperienza dell’Abruzzo, con eccellenze come lo stabilimento Sanofi di Scoppito, rafforza il ruolo dell’Italia nel panorama europeo delle Scienze della Vita”.

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