Lazio

Sanofi trasforma il sito di Anagni e accelera sulla rivoluzione biotech

Il presidente Cattani: riconoscere il ruolo delle Life Sciences come leva di crescita, istituzioni e territori devono lavorare insieme per innovazione e competitività

3' di lettura

English Version

3' di lettura

English Version

Lo stabilimento Sanofi di Anagni è in una fase di profonda trasformazione strategica: dal consolidato know-how nella sintesi chimica a soluzioni biotecnologiche avanzate, con un nuovo reparto dedicato alle terapie enzimatiche per le malattie metaboliche rare e l’integrazione della produzione del vaccino HIB. Un passaggio inevitabile che procede in parallelo con la rivoluzione tecnologica e digitale degli impianti, nonché l’integrazione dell’intelligenza artificiale nei processi.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Le novità sono state presentate nel corso dell’incontro “Innovazione e sostenibilità per guidare le sfide dell’industria e della salute del futuro”, organizzato proprio nello stabilimento del Lazio, nel quale si è discusso anche degli strumenti necessari a rafforzare attrattività degli investimenti, filiere, competenze e capacità produttiva delle Life Sciences in Italia.

Loading...

L’impatto sul territorio

“La capacità di produrre salute è una componente strategica della competitività di una nazione – ha detto Marcello Cattani, presidente e amministratore delegato, Sanofi Italia e Malta e presidente di Farmindustria -. Significa certamente garantire continuità di fornitura e accesso ai pazienti ma anche generare innovazione, occupazione, competenze qualificate, capacità produttiva e valore per i territori”.

Secondo l’ultimo Report d’impatto, realizzato da Sanofi con la collaborazione di KPMG Italia, le attività di Sanofi nel Lazio hanno generato un contributo al Pil di 62 milioni di euro con il sito di Anagni che ha contribuito ad attivare 1.050 posti di lavoro complessivi, distribuendo 55 milioni di euro di reddito alle famiglie dei lavoratori coinvolti. Si tratta, dunque, di un punto di riferimento per l’innovazione tecnologica e digitale sul territorio nel quale sono stati investiti negli ultimi tre anni, con il supporto del ministero delle Imprese e del Made in Italy, circa 36 milioni di euro, 16,5 milioni solo nel 2025.

Lo stabilimento, che esporta l’80% della produzione, è uno dei maggiori centri di liofilizzazione in Europa, a cui si aggiunge un impianto pilota per lo sviluppo di nuovi cicli di liofilizzazione. Il nuovo reparto è destinato a produrre terapie enzimatiche sostitutive per le malattie metaboliche rare da accumulo lisosomiale, area in cui Sanofi ha un expertise di oltre 40 anni. In questi mesi, inoltre, sono state inoltre completate le attività di validazione per l’integrazione della produzione del vaccino HIB (Haemophilus Influenzae di tipo B) che Sanofi produce sia in formulazione monovalente che in combinazione con altri vaccini, come il vaccino esavalente a uso pediatrico.

Il valore ambientale

“Crediamo sia necessario riconoscere pienamente il ruolo delle Life Sciences come leva di crescita – ha continuato Cattani –. Il confronto che abbiamo voluto promuovere ad Anagni nasce proprio da questa convinzione: industria, istituzioni e territori devono lavorare insieme per creare condizioni capaci di sostenere gli investimenti nel lungo periodo, accompagnare l’innovazione e rendere l’Italia sempre più competitiva. Anagni rappresenta un punto di osservazione ma anche un esempio concreto di evoluzione costante da cui partire per costruire una visione più ampia sul futuro delle Scienze della Vita in Italia.”

Un valore calcolato non solo in termini economici ma anche ambientali. Nei prossimi mesi sarà installato ad Anagni uno dei più grandi impianti fotovoltaici del network Sanofi, con una superficie di 100mila m², che ridurrà di 1.000 tonnellate l’anno il quantitativo di CO₂ emesso, anche grazie allo spegnimento del cogeneratore durante le ore di sole: negli ultimi anni, lo stabilimento ha ridotto le emissioni di CO₂ del -37% rispetto al 2019.

L’impegno delle istituzioni

Per Valentino Valentini, viceministro delle Imprese e del Made in Italy la trasformazione dello stabilimento di Anagni “dimostra come innovazione tecnologica, sostenibilità e sviluppo delle competenze possano procedere insieme, rafforzando la capacità produttiva nazionale e generando occupazione qualificata. Come Ministero siamo impegnati a creare le condizioni perché esperienze come questa possano crescere e contribuire al posizionamento dell’Italia nelle filiere europee delle Scienze della Vita”.

“La Regione Lazio – ha ricordato dal canto suo il presidente, Francesco Rocca - sta lavorando fianco a fianco con le associazioni di categoria e le imprese, ascoltandone le esigenze di sviluppo: dal sostegno alla componente energetica al rafforzamento del dialogo con il mondo della ricerca”.

Ai lavori, ai quali ha partecipato anche Renato Loiero, consigliere del Presidente del Consiglio dei ministri per le politiche di Bilancio, Luciano Ciocchetti, vicepresidente Commissione Affari Sociali Camera dei Deputati e Salvatore De Meo, europarlamentare, sono giunti anche i messaggi dei ministri degli Esteri e della Salute, Antonio Tajani e Orazio Schillaci. Univoco il pensiero: “Innovazione e sviluppo industriale devono procedere insieme, in un quadro di regole chiare e di dialogo tra istituzioni e imprese”.

Riproduzione riservata ©
Loading...
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti