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Sapienza e ALMA, l’università accelera sulla formazione digitale

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L’evoluzione dell’intelligenza artificiale e delle tecnologie digitali sta modificando profondamente il modo in cui si studia, si insegna e si acquisiscono competenze. In questo contesto le università sono chiamate a ripensare modelli formativi, strumenti e metodologie, accompagnando la trasformazione digitale con un approccio che coniughi innovazione, qualità della didattica e sviluppo del capitale umano. È in questa prospettiva che si inserisce ALMA – Advanced Learning Multimedia Alliance Digital Education Hub, il progetto finanziato dal Piano nazionale di ripresa e resilienza e coordinato dall’Università degli Studi di Napoli Federico II, che coinvolge una rete di atenei italiani impegnati nella sperimentazione di nuove modalità di apprendimento e nella diffusione di competenze digitali avanzate.
Tra i protagonisti del progetto c’è anche Sapienza Università di Roma, che mette a sistema le proprie competenze nei settori dell’intelligenza artificiale, tecnologie immersive e dell’innovazione educativa. L’obiettivo è sviluppare strumenti e percorsi capaci di rispondere alle esigenze di una formazione sempre più flessibile, accessibile e orientata alle competenze richieste dalla trasformazione digitale. “Un impegno - dichiara la Rettrice Antonella Polimeni - che si inserisce in una strategia più ampia dell’Ateneo portata avanti negli ultimi anni, riconosciuta anche a livello europeo attraverso la partecipazione alle “Digital Skills Academies” dedicate all’intelligenza artificiale, alle tecnologie quantistiche e ai mondi virtuali”.
All’interno del Digital Education Hub vengono sperimentate soluzioni che integrano didattica tradizionale e strumenti digitali. La produzione di MOOC, microcredenziali e contenuti multimediali si affianca allo sviluppo di laboratori remoti e ambienti immersivi, con l’obiettivo di ampliare le opportunità di apprendimento e favorire l’aggiornamento continuo delle competenze. L’idea è costruire un ecosistema nel quale la tecnologia non sostituisce la relazione educativa, ma la rafforza, offrendo percorsi personalizzati e nuove modalità di interazione tra studenti e docenti.

Sapienza e ALMA, l’università accelera sulla formazione digitale

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Tra i progetti di punta c’è AI-LEARN, dedicato all’innovazione della formazione medica. La piattaforma utilizza sistemi di intelligenza artificiale e apprendimento adattivo per analizzare il percorso degli studenti e proporre materiali didattici, esercitazioni e casi clinici calibrati sulle loro esigenze. In questo modo diventa possibile costruire esperienze formative personalizzate, migliorando il ragionamento clinico e supportando lo sviluppo di competenze professionali in contesti caratterizzati da crescente complessità. A queste funzionalità si affiancano applicazioni di realtà virtuale e realtà mista, simulatori tridimensionali e interfacce aptiche che consentono di ricreare scenari realistici nei quali esercitarsi in sicurezza prima dell’attività sul campo.
Le tecnologie immersive trovano applicazione anche in numerosi altri ambiti disciplinari. Dalle scienze della vita all’ingegneria, dall’economia alla comunicazione, gli studenti possono confrontarsi con laboratori virtuali e simulazioni che permettono di sviluppare capacità di analisi, problem solving e decision making attraverso esperienze difficilmente riproducibili con gli strumenti didattici tradizionali. La possibilità di integrare ambienti fisici e digitali rende infatti l’apprendimento più coinvolgente e favorisce l’acquisizione di competenze operative.

Un altro pilastro dell’iniziativa è rappresentato da Sapienza Remote Labs, la piattaforma che consente di utilizzare laboratori universitari anche a distanza. Attraverso un’infrastruttura accessibile via web, studenti, ricercatori e utenti esterni possono prenotare sessioni di lavoro e accedere a laboratori fisici, virtuali o basati su digital twin, superando i tradizionali limiti geografici. Tra le applicazioni sviluppate rientra anche SAPeRLO, laboratorio remoto dedicato all’ottica, pensato per rendere più accessibile la sperimentazione scientifica e favorire la diffusione delle competenze tecnico-scientifiche.
L’intelligenza artificiale viene inoltre impiegata per migliorare i servizi a supporto della didattica. È il caso di RITA, il chatbot integrato nella piattaforma di apprendimento dell’Ateneo, che utilizza tecniche di Retrieval Augmented Generation per facilitare la consultazione dei materiali dei corsi e accompagnare gli studenti nello studio. Accanto a questi strumenti trovano spazio piattaforme collaborative come Perusall, che promuovono la lettura condivisa, l’interazione tra pari e il monitoraggio del coinvolgimento degli studenti.
Nel complesso, il progetto ALMA rappresenta un esempio di come ricerca, innovazione tecnologica e formazione possano convergere per costruire modelli educativi più efficaci e inclusivi. Per le università la sfida non è soltanto adottare nuove tecnologie, ma formare professionisti capaci di comprenderne le potenzialità, governarne gli impatti e utilizzarle in modo responsabile, contribuendo allo sviluppo economico e sociale del Paese.

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