Le mosse dei Volenterosi

Scudo anti missili, nasce la coalizione europea. Da Michelangelo Dome ai Samp/T, i progetti targati Italia

Il documento, che prende forma dopo il vertice dell’Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico (Nato) che si è svolto il 7 e l’8 luglio ad Ankara, in Turchia, è stato sottoscritto dai leader di Italia, Danimarca, Francia, Germania, Paesi Bassi, Norvegia, Spagna, Svezia, Ucraina e Regno Unito

Parigi, Macron accoglie i leader della coalizione dei volenterosi

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Una coalizione europea per sviluppare uno scudo comune contro i missili balistici. È questa la principale iniziativa sul fronte della difesa lanciata lunedì 13 luglio a Parigi, in occasione della riunione della Coalizione dei Volenterosi.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Si tratta di una dichiarazione congiunta per avviare la costituzione di una Coalizione per la difesa anti-missili balistici. Il documento, che prende forma dopo il vertice dell’Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico (Nato) che si è svolto il 7 e l’8 luglio ad Ankara, in Turchia, è stato sottoscritto dai leader di Italia, Danimarca, Francia, Germania, Paesi Bassi, Norvegia, Spagna, Svezia, Ucraina e Regno Unito.

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L’obiettivo, si legge nella dichiarazione, è sviluppare in tempi rapidi una capacità europea di difesa «puramente difensiva» attraverso la realizzazione di un’ «architettura integrata di difesa missilistica» in grado di «scoraggiare e neutralizzare future minacce missilistiche». La prima minaccia arriva da Est, e ha il volto della Russia.

Il progetto affiancherà e integrerà i sistemi nazionali già in servizio o in fase di acquisizione, facendo leva sulla cooperazione tra industrie della difesa, ricerca e capacità operative. Il tutto si contestualizza nel progressivo disimpegno degli Stati Uniti dal teatro europeo, più volte minacciato dal presidente Usa Donald Trump. «Nel tempo - si legge in un report di Moody’s - anche i 50 miliardi di dollari di nuovi appalti annunciati al vertice di Ankara contribuiranno a colmare queste lacune di capacità, così come il “NATO Innovation Scale-Up Package”, che mira ad accelerare l’adozione di nuovi prodotti innovativi in aree prioritarie quali la capacità di attacco in profondità e la difesa aerea».

Il sistema Freya annunciato da Zelensky

E proprio su questo punto, la messa in campo di un “ombrello” capace di proteggere i Paesi dell’Alleanza atlantica da attacchi provenienti dal cielo, si focalizza il documento uscito dall’incontro di Parigi. L’idea, molto probabilmente, è quella di riunire le forze, coinvolgendo l’Ucraina, nella produzione del sistema Freya, una sorta di Patriot in salsa europea. È stato lo stesso presidente ucraino Volodymyr Zelensky, lo scorso 10 luglio, a parlare di Freya. «È un sistema anti-balistico analogo del Patriot, ma più facile da produrre in serie e meno costoso - aveva spiegato -. Questo è un modello europeo. Il nostro compito è riunire leader, aziende e consulenti per la sicurezza nazionale e presentare il progetto pertinente ai Paesi che possono aiutare l’Ucraina a realizzarlo molto rapidamente».

Un’alternativa più economica al costoso Patriot Usa

Presentato a metà di quest’anno, questo programma di difesa aerea e antimissile a lungo raggio che prende il nome di una delle divinità della mitologia norrena, è sviluppato dall’azienda ucraina Fire Point in collaborazione con un consorzio di partner europei (tra cui colossi del settore in Germania, Francia, Italia e Norvegia). È nato dall’esigenza di creare uno “scudo” contro i missili balistici che sia un’alternativa molto più economica, e che possa essere prodotto in scala più ampia rispetto al sistema americano Patriot PAC-3, che rimane molto costoso.

Il Michelangelo Dome targato Leonardo

Sul fronte della difesa aerea la Nato non parte da zero, e l’Italia è in prima fila in progetti e soluzioni strategici. Nel primo ambito c’è sicuramente il Michelangelo Dome (chiamato anche “Michelangelo - The Security Dome”), un avanzato sistema di difesa integrata multi-dominio sviluppato dall’italiana Leonardo e presentato alla fine dello scorso anno. A differenza dei sistemi di contraerea più classici, che guardano solo al cielo, il progetto grazie all’AI coordina le risposte difensive su cinque domini contemporaneamente: terra, mare, aria, spazio (tramite satelliti) e cyber-security (per bloccare attacchi informatici o di guerra elettronica). Il sistema è progettato per costituire un ombrello contro sciami di droni “kamikaze”, ma anche missili ipersonici ad altissima velocità, missili balistici e da crociera tradizionali, minacce dalla superficie e sotto la superficie del mare. L’infrastruttura è disegnata per essere aperta, ovvero compatibile con gli assetti e le piattaforme difensive di altri paesi e secondo gli standard della Nato. Leonardo punta a rendere completamente operativo nei prossimi dieci anni. «Tutto il piano del Michelangelo Dome è confermato», ha chiarito il ceo di Leonardo, Lorenzo Mariani, sul programma di sistema di difesa aerea presentato a novembre dall’allora amministratore delegato Roberto Cingolani.

Il Samp/T italo francese

Non è un progetto il Samp/T (acronimo di Sol-Air Moyenne-Portée/Terrestre, rinominato in Italia anche come sistema “Mamba”), sistema di difesa aerea e antimissile a medio e lungo raggio. È stato sviluppato in maniera congiunta da Italia e Francia tramite il consorzio Eurosam (formato dalle aziende MBDA ed Thales) ed è l’equivalente europeo del Patriot americano. È in grado di intercettare e distruggere caccia e droni, missili da crociera, missili balistici tattici (questi ultimi viaggiano a velocità particolarmente elevate e seguono traiettorie verticali, di conseguenza non sono facili da intercettare). Il SAMP/T spara missilia Aster 30, che possono superare Mach 4.5 (quattro volte e mezza la velocità del suono), e hanno una portata che supera i 100-120 km contro gli aerei e circa 15-30 km contro i missili balistici veloci. Quest’annoha registrato un’evoluzione del sistema con la versione Samp/T NG, che dispone di radar potenziati (come il Kronos di Leonardo per l’Italia) che estendono il raggio di scoperta a oltre 350 km, e di nuovi missili Aster 30 Block 1 NT, capaci di intercettare anche i missili balistici a raggio intermedio. Italia e Francia hanno fornito batterie di Samp/T all’esercito ucraino per proteggere le infrastrutture critiche e le città dai bombardamenti russi.

 

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