Borsa

Semiconduttori, gli hedge fund alleggeriscono le posizioni ma non abbandonano l’AI

Il settore è risultato il comparto statunitense più venduto su base netta nell’ultimo mese secondo l’analisi di Goldman Sachs Global Banking & Markets

di Monica D'Ascenzo

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Gli hedge fund iniziano a ridurre l’esposizione sui titoli dei semiconduttori. Il trend arriva nel pieno di un rally che dalla metà di aprile ha spinto il settore su nuovi massimi storici e risponde a una logica di gestione del portafoglio, non a un ripensamento strutturale sul comparto. È l’analisi di Goldman Sachs Global Banking & Markets, che segnala come le prese di profitto sui produttori di chip e sulle aziende di apparecchiature correlate, che sono il cuore delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale, si stiano intensificando, anche mentre le società tecnologiche continuano a macinare record e il mercato si prepara a mega Ipo. OpenAi conta di raggiungere una valutazione da mille miliardi (al momento viaggia sugli 852) per arrivare in Borsa tra fine anno e il 2027. Obiettivo di mille e più miliardi di valutazione anche per Anthropic, già attorno ai 950 miliardi, che potrebbe battere OpenAi nei tempi dell’Ipo, arrivando sul mercato a ottobre.

Vendite tecniche, non strategiche

«Nel pieno di questo forte rialzo dei prezzi nel comparto, gli hedge fund non hanno inseguito il rally» osserva Vincent Lin, co-responsabile di Prime Insights and Analytics di Goldman Sachs, che aggiunge: «Al contrario, hanno ridotto la propria esposizione. È il riflesso di fondi che stanno incassando parte dei profitti, alleggerendo le posizioni.»

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I dati di flusso confermano la tendenza. Il sottosettore dei semiconduttori e delle apparecchiature correlate è risultato il comparto statunitense più venduto su base netta nell’ultimo mese e, da inizio anno, si colloca ora in territorio moderatamente negativo in termini di flussi netti. Una inversione significativa rispetto alla dinamica degli ultimi dodici mesi.

FLUSSO NETTO DI TRADING DEI PRIME BROKER USA

Società di semiconduttori e apparecchiature correlate

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Il grafico mostra il flusso netto di trading degli investitori istituzionali statunitensi nel settore dei semiconduttori. Quando il valore è sopra lo zero significa che prevalgono gli acquisti, mentre sotto lo zero prevalgono le vendite. Tra gennaio e aprile il settore è stato fortemente acquistato, segnale di fiducia nella crescita delle aziende tecnologiche. A maggio, però, il flusso diminuisce rapidamente fino a diventare negativo.

La spiegazione è in parte meccanica. Con il forte apprezzamento dei titoli legati ai chip dalla metà di aprile, il loro peso nei portafogli è aumentato in modo automatico, costringendo alcuni fondi a vendere per rientrare nei limiti di rischio prefissati e ripristinare gli equilibri di allocazione.

ANDAMENTO PHILADELPHIA SEMICONDUCTOR INDEX (SOX)

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L’esposizione resta elevata

Il quadro di medio periodo racconta però una storia diversa. Dall’inizio del 2023, le società di semiconduttori e di apparecchiature per la produzione di chip figurano ancora tra i sottosettori statunitensi più acquistati in termini cumulativi. L’alleggerimento recente non cancella mesi di accumulo sistematico.

«Non riteniamo che si tratti di un cambio di regime dal punto di vista fondamentale. I semiconduttori sono stati chiaramente il baricentro del tema infrastrutturale dell’AI. Gli hedge fund hanno abbracciato questa tendenza, accumulando una forte esposizione nel corso di questo periodo. E non vi si stanno allontanando» osserva Lin.

D’altra parte a sostenere le quotazioni del settore dalla metà di aprile hanno contribuito anche altri flussi. Nel dettaglio la domanda degli investitori retail è cresciuta in modo significativo, mentre gli asset manager che replicano benchmark di mercato hanno continuato ad acquistare azioni del comparto, compensando in parte le vendite degli hedge fund.

Il peso dello scenario macroeconomico

Lo scenario macroeconomico introduce elementi di cautela crescente. Nelle ultime settimane diversi fondi hanno incrementato le coperture di portafoglio, in un contesto segnato da mercati azionari sui massimi storici, tensioni persistenti in Medio Oriente e un’inflazione che stenta a rientrare. Il Brent si mantiene sopra i 100 dollari al barile, mentre i rendimenti obbligazionari hanno registrato un marcato rialzo nel corso di maggio. «Questi fattori stanno pesando sul sentiment azionario nel suo complesso» conclude Lin.

Il segnale che arriva dagli hedge fund è dunque di ricalibrazione, non di inversione di tendenza. Il tema dell’intelligenza artificiale resta al centro delle strategie di investimento, ma in un mercato che ha corso molto dalla metà di april, e con un quadro macro che richiede maggiore prudenza, anche i fondi più esposti al settore tecnologico scelgono di alleggerire il passo, senza però abbandonare la posizione.

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