Sistema elettrico

Servizi di flessibilità, come fare la lavatrice quando la rete ne ha bisogno (pagati)

Le sperimentazioni iniziate a Roma e Milano, ora si allargano

di Sara Deganello

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Arrivano nelle città i servizi locali di flessibilità. Che cosa sono? Modulazioni della potenza scambiata con la rete elettrica da parte di un soggetto connesso alla stessa. Chi ha un impianto solare sul tetto, magari con accumulo, un sistema di ricarica dell’auto elettrica, una pompa di calore ma anche i propri semplici elettrodomestici - coordinandone il funzionamento, a partire dall’orario in cui programmare la lavatrice - può contribuire all’aumento o alla diminuzione della potenza immessa in rete e all’aumento o diminuzione della potenza assorbita.

L’equilibrio della rete

Perché è importante? Perché nel sistema elettrico stanno penetrando sempre di più produzioni di energia da fonte rinnovabile, e quindi non programmabile, soprattutto solare. Questo vuol dire che ci sarà tanta offerta durante il giorno, cioè quando c’è sole e funzionano tutti i pannelli connessi. E poiché la rete deve essere in equilibrio, uguagliando la quantità di energia offerta con quella richiesta, è importante concentrare la domanda nei momenti in cui c’è maggior produzione. Altrimenti il gestore di rete è costretto a spegnere alcuni impianti per evitare il disequilibrio. Si sta lavorando per evitare questa eventualità, con i sistemi di accumulo a batteria, in grado di assorbire energia nei momenti di sovraproduzione per poi rilasciarla quando richiesta. Ma la prima ondata di impianti - remunerati attraverso l’asta Macse di Terna che si è tenuta l’anno scorso - non sarà pronta prima del 2028.

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C’è anche un tema di prezzi: se l’offerta è molta e la domanda poca, il valore della produzione crolla. Anche a zero, come è accaduto lo scorso 1° maggio nelle ore - non a caso - centrali del giorno, a causa della sovraproduzione degli impianti fotovoltaici che con fabbriche e uffici chiusi per la festività si sono trovati a generare elettricità oltre il fabbisogno. Un fenomeno che in Italia ha cominciato a manifestarsi l’anno scorso sempre in primavera, prima che il caldo estivo spingesse con l’uso dei condizionatori la domanda di energia. Un alleggerimento per la bolletta ma un problema per quegli operatori che non si sono visti remunerare la produzione della giornata.

Come funziona

I servizi di flessibilità si inseriscono in questo contesto. E sono possibili attraverso una rete digitalizzata: gli utenti connessi in media e bassa tensione possono regolare i propri consumi o produzioni di energia per far fronte a picchi di richiesta sulla rete elettrica e tenerla costantemente in condizioni di equilibrio e sicurezza. Diventano Bsp (balance service provider) e, per questo servizio, viene loro riconosciuto un controvalore economico, dopo essere stati selezionati attraverso aste.

Come funziona in concreto? Chi partecipa deve utilizzare il dispositivo Pgui (power grid user interface) che va installato nel punto di scambio che interconnette l’utente specifico con la rete di distribuzione. Il dispositivo dialoga con un contatore smart e certifica gli scambi di energia (tramite tecnologia blockchain). Non solo: riceve le richieste da parte del distributore di energia, o dell’aggregatore che gestisce un gruppo di utenti, di modificare il proprio profilo di consumo, all’interno di finestre di disponibilità.

Gli operatori

Acea, con Areti, ha lanciato nel 2022 il progetto RomeFlex: con le aste di febbraio 2026 sono circa 1.500 le utenze gestite per una potenza complessiva di oltre 37 MW, dopo i primi 170 utenti nel 2024 a cui se ne sono aggiunti poi 450 nel 2025

Enel, con E-Distribuzione, ha in essere il progetto di flessibilità Edge che nel 2026 interesserà porzioni di rete nelle province di Macerata e Bari.

A2A, con Unareti, a Milano prosegue la sperimentazione di Mindflex con potenziali 200 MW di flessibilità locale e comunica come nelle ultime aste, grazie alla partecipazione di più operatori, sia stato possibile movimentare oltre 25 MW in diverse zone della città. La società ha previsto l’estensione del progetto a partire dall’estate 2026 anche sulle città di Brescia e Cremona.

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