Sicurezza: +35% di violenze di genere in 4 anni, ma tra giovani cresce la consapevolezza
Report presentato stamani presso la Direzione centrale della Polizia Criminale
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In Italia le aggressioni e le violenze di genere sono aumentate del 35% in quattro anni. Un dato che preoccupa, ancor più se si considera che la maggiorparte di questi episodi vede protagoniste le fasce più giovani della popolazione, con una punta pari al 27% tra le vittime minorenni. Ad analizzare i contorni di questo fenomeno è il report “I giovani e la violenza di genere. Dall'analisi dei dati alla percezione del fenomeno da parte delle giovani generazioni” presentato stamani presso la Direzione centrale della Polizia Criminale del Dipartimento della Pubblica Sicurezza.
Il dossier
Lo studio mostra come l'incidenza delle donne sul totale delle vittime si mantenga pressoché costante nel quadriennio, attestandosi intorno al 75% per gli atti persecutori, all'81% per i maltrattamenti contro familiari e conviventi e con valori che oscillano intorno al 92% per le violenze sessuali. Un altro aspetto su cui i ricercatori della Polizia si sono concentrati è quello legato alla possessività del partner, con il 33% degli studenti che ha dichiarato di subire atteggiamenti possessivi dal partner: tra questi, il 66% delle ragazze subisce pressioni da parte del proprio partner affinché non indossi determinati capi di abbigliamento.
Percezione della sicurezza
Per quanto riguarda la percezione della Sicurezza, intesa nella sua accezione più ampia, il timore di essere vittima di violenza di genere risulta più elevato tra le studentesse (57%) che tra gli studenti (10%) e anche nei risultati restituiti dalla consultazione online si evidenzia un timore per la propria incolumità più elevato tra le ragazze (35%) che tra i ragazzi (11%). «La percezione della violenza di genere è percepita più dalle ragazze rispetto ai ragazzi, e sono più le ragazze dei ragazzi a sentire la necessità di adottare dei comportamenti protettivi», ha detto l'Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza, Carla Garlatti, partecipando all'incontro di presentazione del report. «Solo il 15% denuncia - ha aggiunto -, ma secondo me questo dato non va assolutamente letto come una sfiducia nelle forze dell'ordine quanto, io temo, come una mancanza percezione da parte della vittima di essere vittima».
La presentazione
Ad illustrare i dati del report stamani, presso la Direzione Centrale della Polizia Criminale del Dipartimento della Pubblica Sicurezza di Roma sono stati il vice capo della Polizia, Raffaele Grassi, il dirigente superiore della Polizia di Stato direttore del Servizio Analisi Criminale Stefano Delfini, i ragazzi della Consulta e delle scuole di Roma.«Dai dati emerge una grande consapevolezza da parte dei giovani che sentono la necessità di parlarne, di avere anche dei nostri esperti nelle scuole per parlarne in maniera molto sincera. Alcuni di loro sono stati vittime di relazioni tossiche e chiedono di potere avere degli strumenti di conoscenza utili». Per Grassi, «i ragazzi devono essere educati all'utilizzo dei social, dove indubbiamente vi sono pochi percorsi di legalità. La stampa - ha detto - ha un ruolo determinante nel sostegno alle forze dell'ordine. Comunicare vuol dire prevenire. Comunicare vuol dire aiutare e sostenere».
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