Il vertice

Ex Ilva, Urso: mandato ai commissari di Adi per aggiornare la gara. Il sindaco Bitetti: «Non ho firmato nulla»

La revoca delle dimissioni da parte di Bitetti, che sembrava esclusa fino a ieri, sarebbe legata all’esigenza di garantire la presenza istituzionale della città al tavolo ministeriale

Lo stabilimento Ilva visto dai tetti del quartiere Tamburi, 19 settembre 2013.
ANSA / CIRO FUSCO

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«Daremo indirizzo ai commissari» di Acciaierie di Italia «di aggiornare subito la gara ai fini della piena decarbonizzazione. Cosa che accadrà nella prossima settimana». Lo ha spiegato il ministro delle Imprese e il Made in Italy Adolfo Urso al termine dei tavolo con gli enti locali sulla decarbonizzazione. All’incontro non c’è stata la firma dell’accordo di programma: «Abbiamo rinviato alla riunione del 12 agosto, consentendo agli enti locali di esprimersi in maniera compiuta. Nel frattempo siamo riusciti grazie al consenso emerso durante la riunione ad avere tutti gli elementi per indirizzare pienamente i commissari nell’aggiornamento della gara, che deve assolutamente avvenire nella prossima settimana, affinché il negoziato possa concludersi nei tempi utili, congrui, anche rispetto alla sostenibilità finanziaria dello stabilimento».

Bitetti, non ho firmato nulla, approfondiremo bozza accordo

 «Non ho firmato nulla. Sono senza penna. Abbiamo rinviato il confronto al 12 agosto per poter approfondire la nuova bozza di accordo di programma, così da consentire ai consiglieri comunali di valutare con attenzione». Lo dichiara il sindaco di Taranto, Piero Bitetti, al termine dell’incontro al Mimit sull’accordo di programma per l’ex Ilva. «È necessario avere contezza di quelle che saranno le garanzie per la città di Taranto e i suoi abitanti. Ci hanno consegnato la bozza ma non ho avuto modo di leggerla ancora, sono documenti che richiedono un approfondimento serio con persone competenti», ha spiegato Bitetti.

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Il ritiro delle dimissioni

A quanto si è appreso, Bitetti sarebbe pronto a ritirare le dimissioni presentate lunedì scorso. La decisione sarebbe maturata nelle ultime ore, dopo giorni di tensioni politiche legate alla gestione del dossier siderurgico e alle proteste di alcune realtà ambientaliste. Proprio lunedì, il sindaco aveva parlato di “inagibilità politica” annunciando il passo indietro, in seguito a contestazioni ricevute durante un confronto con associazioni e movimenti sulla transizione ecologica dell’ex Ilva.

La revoca delle dimissioni, che sembrava esclusa fino a ieri, sarebbe legata all’esigenza di garantire la presenza istituzionale della città al tavolo ministeriale. L’assenza del sindaco lascerebbe scoperta la rappresentanza del Comune in un momento cruciale. A seguito delle dimissioni, era stata annullata anche la seduta del Consiglio comunale che avrebbe dovuto conferirgli il mandato sul tema. Nonostante il vertice, oggi potrebbe non esserci la firma dell’accordo di programma. Il ministro Urso aveva annunciato di voler chiudere l’intesa sulla realizzazione dei tre forni elettrici rimandando a un secondo momento l’approfomdimento sul polo Dri a un secondo momento. Al tavolo sono invitati il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, il presidente della Provincia di Taranto Gianfranco Palmisano, i sindaci di Taranto e Statte Piero Bitetti e Fabio Spada e il commissario dell’Autorità di sistema portuale del Mar Ionio Giovanni Gugliotti. Intanto, è in corso a Taranto una riunione della maggioranza per valutare gli sviluppi.

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