Sostenibilità, 5 cose da fare per inserirla nei processi decisionali
Secondo la survey Richmond-Ipsos Doxa, in Italia solo il 37% delle aziende integra i principi Esg nei modelli di business. I rischi dell’impatto climatico
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“Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare”, recita uno dei più famosi proverbi italiani. Nel mondo della sostenibilità questo concetto è calzante perché nonostante la visibilità globale delle metriche Esg permane un profondo divario tra la consapevolezza dell’importanza della sostenibilità e la sua reale implementazione operativa. Nel dettaglio, la survey Noesis - Richmond Executive Observatory in collaborazione con Ipsos Doxa, rileva che in Italia soltanto il 37% delle aziende integra effettivamente i principi Esg nei propri processi decisionali e modelli di business. Il dato evidenzia una barriera strutturale significativa, sebbene nelle grandi imprese la convinzione strategica raggiunga il 46%, confermando che, per la maggior parte del tessuto produttivo, la trasformazione rimane ancora incompiuta. Si è discusso dello stato dell’arte al Richmond Sustainability Business Forum all’Hotel Billia di Saint-Vincent.
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Cinque elementi chiave
Sostenibilità sì, ma a livello concreto. La ricerca Richmond-Doxa indica le cinque aree su cui le aziende dovrebbero porre attenzione in modo da far sì che il concetto di sostenibilità non resti solo sulla carta.
1) Per gli stakeholder è fondamentale avere “un supporto esterno” (63%): la maggioranza ritiene infatti che gli investimenti Esg “debbano essere accompagnati da innovazione e politiche pubbliche efficaci”.
2) C’è poi la barriera del greenwashing (47%): quasi la metà del campione pensa che vengano spesso utilizzati solo per finalità di marketing, ovvero per pratiche di greenwashing.
3) Il 37% parla di “valore strategico”, sottolineando che questi investimenti sono “strategici per il successo dell’azienda”.

