Londra

Sotheby’s con la collezione Lewis conquista la City

Risultati eccezionali, oltre le attese pre-asta, con 296,3 milioni di sterline per 25 lotti offerti con un solo invenduto

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Ci sono volute due ore, il doppio del previsto, per disperdere i 25 lotti di maggior valore (tutti a partire da stime milionarie) della collezione Lewis, in asta da Sotheby’s la sera del 24 giugno a Londra, costringendo il successivo catalogo di diverse proprietà a partire con grande ritardo.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Il motivo è duplice: da un lato la grande partecipazione che ha spinto la metà dei lotti a superare le stime alte anche prima dell’aggiunta delle commissioni, dall’altro l’attività di molti compratori in collegamento telefonico soprattutto dall’Asia con rilanci spesso frazionati e lunghe attese; infatti sono finiti in Asia un quarto dei lotti per un terzo del valore.

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I capolavori milionari di Lewis in asta a Londra

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Il risultato complessivo è particolarmente importante per Londra, poiché si tratta del più alto realizzo per una collezione su questa piazza, a dieci anni dalla Brexit: 296,3 milioni di sterline, oltre le attese pre-asta di 190,2-273,6 milioni di sterline, grazie ad un solo invenduto.

La collezione, che non era protetta da garanzie di terzi, proviene da una delle famiglie più ricche del paese: il miliardario 89enne Joe Lewis noto per le speculazioni finanziarie e i club calcistici, e la sessantenne figlia Vivienne.

Già qiattro opere della collezione erano stati venduti con successo a marzo da Sotheby’s Londra. Circa metà dei lotti erano stati comperati in asta dal 2013 al 2020, sintomo di un approccio molto tardo ad un collezionismo di ‘firme’ disperso su più fronti e caratterizzato da una forte preferenza per il ritratto. Altri lavori erano, invece, stati sapientemente comperati negli anni ‘90, fra cui tre realizzi oltre i 20 milioni di sterline per due nudi di Freud e Modigliani rispettivamente.

Nove dei dieci risultati principali superano i 10 milioni di sterline, a conferma della solidità del mercato di fascia alta dei grandi nomi dell’arte storicizzata, dalla seconda metà dell’800 alla fine del ‘900.

Ritratti femminili multi-milionari

Sei dei primi sette risultati sono dovuti a grandi tele che raffigurano donne nobili e non, guidate da un nudo di Modigliani dipinto nei prolifici mesi spesi nel Sud della Francia prima della malattia che lo porterà alla precoce morte. Il nudo di giovane donna tornava in asta dopo 30 anni con una stima a richiesta di 45 milioni di sterline, superata a 48,2 milioni solo dopo l’aggiunta delle commissioni dopo un solo rilancio.
Maggior interesse per un secondo lavoro del livornese, sempre dello stesso periodo, ma questa volta un ritratto maschile con pipa noto come ‘il Notaio di Nizza’ che ha superato la stima alta di 18 milioni, conteso fino a 23,3 milioni di sterline con le commissioni.
La recente pubblicazione del nuovo catalogo ragionato dell’artista ha ridato slancio a questo mercato, con diversi lavori offerti di recente anche ad ArtBasel.

Anche il ritratto di società dagli abiti eleganti di Gertrud Loew dipinto da Klimt nel 1902 viene spinto dai fitti rilanci oltre la stima di 20-30 milioni a 36,2 milioni di sterline con le commissioni, finendo in Asia insieme ai due lavori di Modigliani. Non poteva mancare l’altro grande nome della scena viennese di inizi ‘900, Egon Schiele, con una sensuale ‘Danae’ che nonostante la lentezza dei rilanci ha sfiorato al stima alta a 17,9 milioni di sterline con le commissioni.

Si torna al nudo, quello dal grande corpo pesante e assonnato di Sue Tilley ritratta (per quattro volte) da Lucian Freud nel 1996, rimasto per 30 anni nella collezione Lewis, che ha confermato la stima bassa di 25 milioni, pari a 29,3 milioni di sterline con le commissioni, mentre un secondo ritratto femminile ma vestito del maestro della pittura inglese ha sfiorato la stima alta a 3,9 milioni prima delle commissioni.

L’unico lavoro di scultura in catalogo, una delle 27 rare versioni in bronzo della ‘Piccola danzatrice di 14 anni’ di Degas, ha raggiunto la stima alta di 25 milioni di sterline, grazie alle commissioni su 21,4 milioni di aggiudicazione; era stata acquistata in asta nel 2015 per 15,8 milioni di sterine.

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Picasso

L’unico artista con più di due opere in catalogo è Picasso, con cinque lotti tutti inseguiti fino a superare le rispettive stime alte, guidati da un drammatico ritratto di Dora Maar del 1938, rimasto per 30 anni nella collezione e conteso fino a sfiorare 24 milioni, il doppio della stima bassa di 12-18 milioni di sterline, un prezzo importante per un lavoro su carta, mentre ha triplicato la stima alta una ‘Tete de Femme’ pastello del periodo classico del 1921 conteso fino a 6,2 milioni di sterline.
Tutti i Picasso erano precedenti la seconda guerra mondiale, a partire dal bel ritratto di Angel Fernandez de Soto che risale addirittura al 1899, aggiudicato a 3,8 milioni di sterline da una stima di 1,5-2 milioni.

I ritratti maschili: Caillebotte, Magritte e Bacon

Quello di Picasso giovanile non è l’unico ritratto maschile a trovare consensi: il primo lotto dell’asta, un ottocentesco ritratto dipinto a tutta lunghezza da Caillebotte raffigurante l’amico Paul Hugot in una tipica tenuta elegante con tuba e bastone nel 1878, ha scatenato una lunga sequenza di rilanci che si è protratta per una decina di minuti, raggiungendo 10,3 milioni di sterline da una stima di 3,5-4,5 milioni, seguito a ruota da un altro uomo con cappello, questa volta una bombetta tipica delle figure enigmatiche di Magritte, immagine molto rara e ricercata tanto da spingere ‘La Belle promenade’ fino a 16 milioni di sterline, quattro volte la stima alta, un prezzo record per una gouache su carta del grande surrealista.

Non potevano mancare opere dell’altro grande ritrattista inglese del dopoguerra, Francia Bacon, con due studi di autoritratto che però faticano a raggiungere la stima bassa a 8,7 milioni di sterline solo grazie alle commissioni dopo un unico rilancio a 7,1 milioni da una stima di 8-12 milioni di sterline, mentre un secondo studio di ritratto, un pannello singolo, confermava le stime a 4,4 milioni con le commissioni.
Entrambi i lavori tornavano in asta dal 2015 e 2017 rispettivamente, mentre il lavoro di Caillebotte era rimasto per un trentennio nella collezione. Hanno superato le stime alte anche i due lavori di Beckmann in catalogo.
Il 25 giugno il catalogo giornaliero di Sotheby’s include altri lavori della collezione Lewis.

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