South working, da oggi in Sicilia incentivi alle aziende
Dalle 12 operativa la piattaforma Irfis: 30 mila euro per lo smarti working nell’isola. Stanziati 54 milioni fino al 2028: il contributo vale cinque anni e richiede contratti stabili, lavoro agile prevalente e residenza nell’Isola
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Da mezzogiorno di oggi le imprese possono presentare sulla piattaforma telematica di Irfis FinSicilia le domande per il “South Working”, l’incentivo regionale pensato per favorire la permanenza o il rientro in Sicilia di lavoratori assunti da aziende che operano fuori dall’Isola. La misura dispone di 54 milioni di euro: 18 milioni per ciascuno degli anni dal 2026 al 2028. Le richieste saranno esaminate in ordine cronologico, fino all’esaurimento del plafond previsto per ogni annualità.
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Il contributo è destinato ai datori di lavoro, non direttamente ai lavoratori: vale 30 mila euro per ogni dipendente assunto a tempo indeterminato o stabilizzato, ma viene riconosciuto in cinque quote annuali da 6 mila euro. È una precisazione rilevante: non è dunque un bonus immediato, ma un sostegno legato alla durata e alla continuità del rapporto di lavoro.
«Stiamo investendo concretamente sul futuro della Sicilia – afferma il presidente della Regione Renato Schifani – partendo proprio dal rientro dei nostri talenti, soprattutto i più giovani». Per il governo regionale il lavoro agile può diventare uno strumento per trattenere professionalità, ridurre l’emigrazione e rendere l’Isola più competitiva.
A chi è rivolto davvero il bando
Il punto centrale dell’avviso è che non si tratta di un incentivo generalizzato alle imprese siciliane. Il beneficio riguarda infatti aziende con unità produttive collocate nel resto d’Italia, nell’Unione europea o anche in Paesi extra Ue. L’unità produttiva indicata nel contratto del dipendente non deve ricadere in Sicilia: il lavoratore, invece, deve svolgere prevalentemente la prestazione dall’Isola.
Sono ammesse le nuove assunzioni a tempo indeterminato e le trasformazioni da tempo determinato a stabile effettuate dopo il 9 gennaio 2026. Il dipendente deve essere residente in Sicilia al momento della concessione del contributo. Chi ha già avviato la pratica di cambio di residenza può presentare la domanda, ma dovrà completare l’iscrizione anagrafica entro la prima erogazione, pena la revoca.








