Spagna, la nuova generazione prova a salvare la campagna con dati e robot
Dalla trasformazione alimentare alla digitalizzazione degli allevamenti, una nuova generazione di imprenditori sta reinventando l’agricoltura spagnola. Ma il ricambio generazionale continua a scontrarsi con ostacoli strutturali come l’accesso alla terra, la redditività e lo spopolamento delle aree rurali
di Silvia Martelli (Il Sole 24 Ore) e Ana Somavilla (El Confidencial, Spagna)
ai preferiti su Google
8' di lettura
8' di lettura
L’agricoltura europea si trova davanti a una delle sfide più importanti dei prossimi decenni: garantire il ricambio generazionale in un settore in cui l’età media degli imprenditori continua ad aumentare, mentre sempre meno giovani scelgono di investire nella terra. Ma dietro un problema comune si nascondono realtà molto diverse. In Spagna il nodo principale è l’accesso ai terreni agricoli, in Italia la multifunzionalità è diventata il motore di nuovi modelli di impresa, mentre Grecia e Francia affrontano sfide legate rispettivamente alla frammentazione aziendale e alla competitività delle produzioni. Attraverso dati, analisi e testimonianze raccolte sul campo, questa serie di reportage, realizzata nell’ambito del progetto europeo PULSE, racconta come quattro Paesi del Mediterraneo stanno cercando di costruire il futuro dell’agricoltura europea partendo dalle nuove generazioni. Dopo la puntata sull’Italia, di seguito il reportage sulla Spagna.
Chiedilo al Sole
Per decenni la campagna spagnola ha raccontato una storia di spopolamento e invecchiamento. Oggi quella storia non è cambiata, ma sta emergendo una nuova generazione che prova a riscriverla. Non sono soltanto agricoltori o allevatori: sono imprenditori che trasformano il latte in formaggi artigianali, aprono le aziende alle scuole, investono nella robotica, utilizzano i dati per gestire le mandrie e costruiscono modelli di business capaci di integrare produzione, trasformazione, vendita diretta e turismo rurale.
Il ricambio generazionale è diventato una delle priorità della politica agricola spagnola. Il motivo è semplice: circa il 40% dei titolari delle aziende agricole ha più di 65 anni, mentre meno del 9% ha meno di 41 anni. Un disequilibrio che riflette una tendenza comune a tutta Europa e che rischia di mettere a repentaglio non solo la produzione agricola, ma anche la tenuta economica e sociale delle aree rurali.
Per questo il governo di Pedro Sánchez ha annunciato nuove misure per facilitare l’accesso dei giovani alla terra, creando una piattaforma nazionale per censire i terreni disponibili e valutando la messa a disposizione di circa 17 mila appezzamenti pubblici inutilizzati. Madrid intende inoltre chiedere che una quota specifica dei fondi della Politica agricola comune venga destinata al ricambio generazionale.
Ma la terra, da sola, non basta.

