Lo studio

Spazio, il lancio dei satelliti rilascia fuliggine in atmosfera (e inquina 500 volte di più delle auto)

Indagine dell’University College di Londra: anche l’industria spaziale impatta sul clima. Secondo la ricerca britannica i lanci delle megacostellazioni iniziati nel 2019 arriveranno a rappresentare il 42% dell’inquinamento totale prodotto nell’atmosfera entro il 2030

di Letizia Giostra

 Ansa

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Anche l’industria spaziale inquina e rischia di farlo ancora di più. Secondo l’University College di Londra, le grandi costellazioni di satelliti rappresentano il fattore più inquinante dall’inizio dell’era spaziale. Lo studio, pubblicato sulla rivista Earth’s Future, lancia una previsione: entro la fine di questo decennio i lanci delle megacostellazioni iniziati nel 2019 arriveranno a rappresentare il 42% dell’inquinamento totale prodotto nell’atmosfera dal 1957, anno in cui il primo satellite sovietico Sputnik 1 è stato lanciato tra le stelle.

Cosa succede ad ogni lancio

I lanci potrebbero, infatti, immettere fino a 870 tonnellate di fuliggine all’anno. Ma non è tutto, perché il team di ricercatori guidato da Eloise Marais ha scoperto che la fuliggine rilasciata dai razzi durante la fase di lancio e di rientro dei satelliti alla fine delle operazioni si sta accumulando in modo rapido nella parte alta dell’atmosfera. Inoltre la sostanza inquinante, secondo la ricerca, sosta molto più a lungo nell’aria rispetto a quella prodotta dalle automobili, con un impatto oltre 500 volte maggiore sul clima.

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Focus sullo studio

Le proiezioni sulla fine del decennio sono state calcolate in base ai dati relativi sui lanci effettuati tra il 2020 e il 2022. Gli autori hanno evidenziato che, nel 2020, le costellazioni satellitari hanno contribuito per circa il 35% all’inquinamento atmosferico. Entro il 2030, secondo la ricerca, la percentuale salirà al 42%. I ricercatori frenano, però, affermando che tali previsioni sono probabilmente molto sottostimate. Il numero di lanci annuali effettuati nell’ultimo periodo, trainato principalmente dai razzi Falcon 9 di SpaceX, ha infatti già superato le stime, passando da 114 nel 2020 a 329 nel 2025.

Tuttavia, non tutti gli impatti ambientali dei satelliti saranno negativi. La fuliggine derivante dai lanci, infatti, accumulandosi nell’atmosfera, potrebbe ridurre la quantità di luce solare che raggiunge la superficie terrestre. La conseguenza sarebbe il raffreddamento del clima (anche se lieve). Secondo i ricercatori, però, l’effetto sarà minimo rispetto all’aumento della temperatura previsto a causa del riscaldamento globale.

Il problema dei detriti

A partire dal 1957 fino ad arrivare ad oggi sono stati effettuati oltre 4000 lanci nello spazio. Secondo The European Space Agency, dei circa 9000 detriti catalogati, il 22% è composto da satelliti che non funzionano. Il 17% è costituito invece da stadi propulsivi di razzi rilasciati nella fase finale di un lancio. Il 13% è rappresentato da elementi che si usano sui satelliti, come bulloni e vernice. Infine, il 43% include frammenti derivanti all’incirca da 150 esplosioni e a un paio di collisioni.

L’Esa contribuisce all’inquinamento dello spazio vicino alla Terra solo per il 3%, mentre i maggiori contributori sono USA e Russia. Fra l’altro la maggior parte delle esplosioni sono esperimenti militari statunitensi o russi, tesi a mettere a punto armi anti-satellite.

Il record di SpaceX

«Non riesco a pensare a niente di più entusiasmante che andare là fuori ed essere tra le stelle», è con queste parole che l’imprenditore Elon Musk racconta l’azienda aerospaziale statunitense SpaceX da lui fondata nel 2002. Soltanto lo scorso anno sono stati realizzati 170 lanci orbitali, un record che infrange quello precedente dello stesso Musk (130).

Ma l’azienda aerospaziale texana rischia di conquistare anche record negativi: una ricerca pubblicata sulla rivista Communications Earth&Environment rivela che il rientro di un razzo Falcon 9 può provocare un aumento dieci volte maggiore di litio negli strati superiori dell’atmosfera. Preoccupano gli effetti a lungo termine per l’ambiente, ma SpaceX non arretra di un passo. Anzi, accelera: il dodicesimo volo di test di Starship, è previsto nella notte tra martedì 19 e mercoledì 20 maggio (ore italiane).

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