Volkswagen, ipotesi chiusura 4 stabilimenti in Germania, ma il consiglio di vigilanza non decide
L’amministratore delegato Oliver Blume ha presentato il progetto: nessuna decisione su chiusure e tagli del personale. Sindacati e Governo della Bassa Sassonia si oppongono. Manifestazioni in tutte le sedi del gruppo in Germania. Crollano le vendite in Cina: - 37% nel secondo trimestre
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I punti chiave
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Una Volkswagen più piccola per difendere la redditività. Dopo la ristrutturazione pesante, ma concordata, di fine 2024, l’amministratore delegato, Oliver Blume, ne vuole già un’altra, ancora più dura. Giovedì 9 luglio ha presentato il progetto al consiglio di vigilanza, dove si è scontrato con i sindacati.
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Lo scontro
La riunione è iniziata nel pomeriggio di giovedì, con due ore di ritardo rispetto al programma, e si è prolungata fino a tarda serata. Secondo quanto riportato dalla Frankfurter Allgemeine Zeitung, il consiglio non ha preso decisioni su diversi punti chiave, a cominciare dalla chiusura degli stabilimenti e dai tagli dei posti di lavoro. Il confronto proseguirà nelle prossime riunioni.
Ig Metall ha organizzato manifestazioni in tutti gli stabilimenti del Paese. La presidente del comitato aziendale, Daniela Cavallo, ha parlato di «minacce irresponsabili» che saranno «contrastate con tutte le forze».
I dettagli del piano sono stati ampiamente anticipati da indiscrezioni che sulla stampa tedesca si sono rincorse per settimane. Il gruppo vuole snellirsi, dimezzando la gamma di modelli e riducendo del 75% le varianti. E starebbe pianificando la chiusura di quattro stabilimenti in Germania tra il 2031 e il 2034. Secondo Spiegel, la produzione negli impianti di Zwickau (che alla fine del 2024 era stato destinato alla riconversione) ed Emden cesserebbe a partire dal 2031. Poi toccherebbe allo stabilimento di Hannover nel 2032 e a quello Audi di Neckarsulm nel 2034. In tutto, sono coinvolti circa 40mila dipendenti. Alcuni modelli, inoltre, sarebbero trasferiti negli impianti dell’Europa orientale, come Bratislava (Slovacchia) e Gyor (Ungheria), dove i costi sono inferiori. In tutto, si parla di 50mila posti di lavoro da tagliare entro il 2030, che si sommano ai 50mla in tutto il mondo già annunciati in passato.
Il più grande costruttore automobilistico d’Europa conta circa 625mila dipendenti, quasi 258mila in Germania.







