Private equity

Sport, dal calcio al basket gli investimenti dei fondi continuano a crescere

I ritorni sugli investimenti nei club delle maggiori leghe americane hanno ampiamente superato i rendimenti dello S&P500 negli ultimi 20 anni

di Monica D'Ascenzo

5' di lettura

5' di lettura

Gli investimenti nello sport stanno aprendo nuovi spazi sia per i fondi di private equity sia di venture capital. L’ultima notizia, in ordine di tempo, è l’iniziativa di Morgan Stanley, che ha lanciato a fine ottobre un nuovo portafoglio d’investimento legato alle principali leghe sportive, Parametric Custom Core Sports League Strategy, destinato a clienti con ingenti patrimonio e appassionati di sport. La nuova iniziativa consentirà di investire in un indice selezionato di aziende con forti legami in termini di sponsorizzazioni, media e pubblicità con le principali leghe sportive, partendo da un investimento minimo di 250.000 dollari. Il portafoglio sarà composto da titoli azionari statunitensi a grande capitalizzazione, selezionando tra 250 e 400 titoli di società visibili a bordo campo, nei ticker o tra gli inserzionisti dei principali eventi sportivi, replicando le caratteristiche di rischio dell’indice S&P 500.

Prima fu il calcio

Il calcio europeo ha aperto il mondo dello sport agli investimenti di private equity nel 2006, quando il Paris-Germain è stato acquistato da tre fondi statunitensi nel primo accordo sportivo del suo genere. Da allora le operazioni di questo tipo nello sport europeo più popolare si sono moltiplicate: oggi più di un terzo, vale a dire 33 su 96, dei club di calcio europei nei cinque maggiori campionati contano nel loro azionariato fondi di private equity, venture capital, fondi sovrani o società di private debt.

Loading...

Solo nel corso del 2023 i fondi hanno investito 4,9 miliardi di euro nei cinque maggiori campionati di calcio europei, rispetto a soli 66,7 milioni di euro nel 2018. Così fanno capo ai fondi partecipazioni nel 41,7% dei club nella stagione 2024-2025, rispetto al 36,7% di due stagioni fa. Le istituzioni calcistiche stanno cercando di elaborare regole sulla proprietà dei fondi, ma arrivano in ritardo rispetto ad altre federazioni come ad esempio la Nfl statunitense.

Gli sport “minori”

Se è indubbio che al primo posto negli investimenti sportivi resta il calcio, anche per i fondi chiusi americani, è pur vero che gli sport definiti “minori” stanno iniziando a beneficiare del trend in crescita del comparto. Così negli ultimi anni sport meno noti come il padel e la pallavolo hanno iniziato ad attirare l’interesse degli investitori.

Gli sport di nicchia si caratterizzano per basi di fan appassionate, anche se numericamente inferiori a quelle del calcio almeno in Europa, e un potenziale di crescita futuro interessante. Lo sport, d’altra parte, si trova secondo gli analisti all’incrocio tra due vettori interessanti per gli investitori: eventi dal vivo e proprietà intellettuale.

La concomitanza, quindi, di diversi fattori, compresa la visibilità degli sport di squadra che offrono le olimpiadi, ha portato i fondi di private equity a quasi raddoppiare gli investimenti nel settore nell’ultimo decennio, con oltre 10 miliardi di dollari investiti nei primi nove mesi del 2024, secondo i dati PitchBook.

Investimenti dei private equity nei club sportivi

Andamento del numero di operazioni e degli ammontari

Fonte PitchBook

La ricerca di opportunità di investimento nello sport ha portato, ad esempio, Cvc Capital Partners a investire 300 milioni di dollari nella Federazione Internazionale di Pallavolo nel 2021, contribuendo alla creazione di Volleyball World. I nuovi capitali, hanno permesso l’introduzione di nuove competizioni, come la Volleyball Nations League (VNL), che a loro volta hanno dato un ulteriore impulso alla popolarità della pallavolo tanto che nel 2024 la partecipazione alla VNL è aumentata del 13% rispetto al 2023 e del 33% rispetto al 2022, raggiungendo un totale di 751.000 spettatori. Inoltre, Volleyball World TV ha registrato un incremento del 21% nelle visualizzazioni in diretta e un record del 103% di crescita nella visione delle finali femminili.

GliIl passaggio dal calcio al padel sembra ormai naturale per molti ex giocatori. La stessa cosa sta avvenendo negli investimenti. Qatar Sports Investments ha acquisito, ad esempio, nel 2023 il World Padel Tour dai suoi organizzatori, Damm, unificando il circuito professionale di padel sotto il nuovo nome Premier Padel, ora regolato dalla Federazione Internazionale di Padel. MCH Private Equity ha inoltre investito nello sport tramite il suo Spain Oman Private Equity Fund, finanziando All For Padel, marchio di attrezzature su licenza Adidas.

L’esempio degli Usa

David Rubenstein, co-fondatore di Carlyle e co-proprietario dei Baltimore Orioles, ha dichiarato parlando del potenziale di ritorni sugli investimenti nello sport: «E’ molto difficile comprare una squadra sportiva e perdere denaro». Cosa probabilmente vera negli Stati Uniti e meno in Europa. Gli analisti, infatti hanno sottolineato come le squadre sportive non abbiano visto un rallentamento ad esempio del merchandising nemmeno durante la pandemia. Particolarità che ha permesso loro di compensare le perdite per gli ingressi alle partite.

Il confronto dei rendimenti degli investimenti in club sportive con l’andamento degli ultimi 20 anni dell’S&P500 dimostra come i primi abbiano performato meglio dei secondi. Questo ha portato a un interesse sempre maggiore dei fondi chiusi. Ad oggi la lega che conta la presenza più ingente di private equity fra gli azionisti delle squadre è senz’altro l’Nba, dove 20 squadre su 30 hanno un legame con i fondi. A seguire la lega di baseball (Mlb) che vede due terzi delle sue squadre partecipate dai fondi. La Major League Soccer registra ad oggi meno investimenti per la minore notorietà del calcio negli States, ma è anche vero che negli ultimi anni è quella che ha presentato i rendimenti più alti.

A rendere attraente l’investimento gioca anche il fatto che il numero di club è limitato. Negli Usa ci sono solo 153 franchigie sportive delle Major League, contando Mlb, Nhl, Nfl, Nba e Mls. Se poi si tiene in conto che molte proprietà non variano per decenni, si comprende come le singole operazioni avvengano spesso a multipli molto alti. Inoltre, il settore sportivo, osservano gli analisti, opera come un monopolio effettivo, perché le rigide regole limitano nuovi ingressi e le leghe controllano i ricavi dei media, le vendite di merci, le sponsorizzazioni e gli stipendi degli atleti.

Senza contare infine i diritti di streaming delle partite. Oggi, i diritti dei media tendono ad offrire la leva di creazione di valore più redditizia all’interno degli investimenti sportivi per i private equity, contribuendo a circa il 40-60% delle entrate delle singole leghe. Diritti per cui la concorrenza è in continua crescita a seguito dei nuovi player che si presentano sul mercato. Amazon, ad esempio, è diventato il primo servizio di streaming a vincere una serie di esclusive sui diritti sportivi, assicurandosi i diritti di streaming per il Thursday Night Football in un accordo con scadenza 2033 per 1 miliardo all’anno. Si prevede che la Nfl da sola genererà 10 miliardi di dollari all’anno in entrate per i diritti dei media dal 2023 al 2033 e nel 2022, la “Big Ten” (la più antica conferenza di football universitario per i lettori non americani) si è assicurata un contratto di sette anni sui diritti dei media da 7 miliardi di dollari con Fox, CBS e Nbc. Si tratta di flussi costanti di ricavi ricorrenti che assicurano la stabilità dei bilanci a medio e lungo termine. Un dettaglio che non sfugge alle due diligence dei fondi chiusi.


Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti