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Sport e Tv nel mirino della pirateria: «Serve un salto nel contrasto»

Fapav: nel 2024 persi 350 milioni nello sport e 2,2 miliardi per l’economia italiana. Bagnoli Rossi: «Un gigantesco furto di valore economico»

di Andrea Biondi

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La pirateria non è più solo il vecchio “pezzotto” per vedere la partita senza pagare. È diventata una voragine industriale. Dentro ci finiscono calcio, Formula 1, tennis, MotoGp, cinema, tv. E soprattutto imprese, tecnici, autori, maestranze. Una filiera che produce contenuti e lavoro, ma vede una parte crescente del valore evaporare nei circuiti illegali.

A Roma, all’evento “IP & Sports - Ready, Set, Play!”, promosso da Fapav con Civita per la Giornata mondiale della proprietà intellettuale, Federico Bagnoli Rossi, presidente della Fapav (Federazione per la tutela delle Industrie e dei Contenuti Audiovisivi e Multimediali), ha messo il tema sul tavolo senza giri di parole: «Dietro l’industria legata allo sport e ai contenuti sportivi c’è un enorme indotto, rappresentato dalla filiera costituita da aziende, professionisti, lavoratori». Un mondo, ha aggiunto, «minacciato dalla pirateria televisiva, un’attività illegale che crea danni enormi al mercato e alle imprese».

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All’iniziativa, aperta dai saluti del Vicepresidente Civita, Nicola Maccanico, sono intervenuti anche Sylvie Forbin, Deputy Director General, Copyright & Creative Industries Sector di Wipo; Paolo Boccardelli, Rettore della Luiss Guido Carli; Paolo Bedin, Presidente Lega Serie B; Luigi De Siervo, Amministratore Delegato Lega Serie A; Federico Romano Ferri, Direttore Sky Sport; Paolo Marzano, componente Comitato Consultivo Permanente per il Diritto d’Autore presso il Ministero della Cultura e docente Luiss; Romano Righetti, General Counsel Dazn Italia; Guillermo Rodriguez, Director of Live Content Protection Mpa & Ace; Fabio Marco Vetrano, Comandante Gruppo Radiodiffusione ed Editoria Nucleo Speciale Beni e Servizi Guardia di Finanza; Massimiliano Capitanio, Commissario Agcom, che ha tenuto le conclusioni.

I numeri spiegano perché la battaglia non è più solo culturale. Secondo Fapav, nel 2024 la perdita di fatturato per lo sport è stimata in 350 milioni: il calcio resta il bersaglio principale, ma subito dopo arrivano Formula 1, tennis e MotoGp. Allargando lo sguardo all’intera economia italiana, le ripercussioni della pirateria audiovisiva arrivano a circa 2,2 miliardi di euro.

L’Italia ha già imboccato la strada dura con la legge 93 del 2023 e Piracy Shield, la piattaforma Agcom che consente il blocco rapido degli accessi illegali agli eventi live. L’Autorità ricorda che quei poteri sono stati introdotti proprio per rafforzare il contrasto alla pirateria online sugli eventi trasmessi in diretta.

Ma per Fapav non basta. «Il nostro è un Paese all’avanguardia, ma occorre fare ancora passi in avanti», ha detto Bagnoli Rossi. Perché la pirateria non colpisce solo il calcio: colpisce «tutti gli sport» e l’intero audiovisivo, vittima di «un vero e proprio furto di gigantesco valore economico».

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