Welfare

Sport dei figli, costi fino a 2mila euro l’anno: bonus poco incisivi

Sulle spese detrazione al 19% con tetto a 210 euro, fermo dal 2006. In arrivo (a rimborso) la Dote Famiglia del 2025, non rinnovata quest’anno

di Michela Finizio

IMAGOECONOMICA

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Per le famiglie tra le voci di spesa più impegnative c’è lo sport dei figli: chi ha minori nella fascia d’età tra 6 e 8 anni arriva infatti a spendere da mille fino a 2.250 euro l’anno, ad esempio per una scuola calcio, secondo l’ultimo report del Centro studi Moneyfarm. Il prezzo medio di un corso bisettimanale invece varia tra 20 e 110 euro al mese, a seconda della palestra o piscina e della città. Con il risultato che l’attività sportiva dei figli pesa sempre di più sui bilanci familiari, già sotto stress per l’aumento generale dell’inflazione, e le misure di sostegno messe in campo finora risultano del tutto insufficienti.

Sport dei figli: costi in crescita e bonus poco incisivi

I numeri

A praticare sport sono 5,187 milioni di bambini tra 3 e 17 anni, in particolare si tratta del 74,8% del totale tra 6 e 10 anni e il 75,6% tra 11 e 14 anni. Dai dati Istat sulla pratica sportiva (2024, ultimo aggiornamento) emerge inoltre che un minore su tre (33,7%) tra 6 e 10 anni si allena tre o più volte a settimana; con la stessa frequenza “scende in campo” anche oltre la metà dei più grandi, tra 11 e 14 anni (51,4%). Chi invece non fa sport, dichiara di non farlo soprattutto per mancanza di interesse e di tempo, ma pesa anche la quota di chi rinuncia per motivi economici (10,9% tra 6-10 anni; 11,3% tra 11 e 14 anni).

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Bonus immobili

I rincari degli ultimi anni hanno colpito anche i servizi ricreativi e sportivi, i cui prezzi sono saliti del 4,7% nel 2022, del 6,1% nel 2023 e del 5,2% nel 2024 (dati Eurostat, inclusi nel Rapporto Sport 2025). Nel frattempo i bonus fiscali in vigore sono rimasti immobili. Sono 1,62 milioni i contribuenti italiani che fruiscono della detrazione Irpef al 19% sulle spese sportive dei figli (statistiche fiscali delle Finanze sul 2024). Sono incluse tutte le spese sostenute per l’iscrizione annuale e l’abbonamento, per i ragazzi di età compresa tra 5 e 18 anni, ad associazioni sportive, palestre, piscine e altre strutture e impianti sportivi destinati alla pratica sportiva dilettantistica. L’importo massimo detraibile, però, è di appena 210 euro all’anno per ciascun ragazzo (che diventano 105 euro, se divisi al 50% tra i genitori): la soglia è rimasta la stessa dal 2006, quando l’articolo 1, comma 319, della legge n. 296/2006 ha modificato l’articolo 15 del Tuir per introdurre il bonus fiscale. Tradotto, per chi ha capienza, si tratta di uno sconto d’imposta di 39,9 euro. Cifre che oggi sembrano non essere più adeguate rispetto al mercato.

Si ricorda, inoltre, che per usufruire della detrazione è necessario che l’onere sia stato sostenuto tramite un sistema di pagamento tracciabile. E il bonus spetta in misura piena se il reddito complessivo non supera 120mila euro (oltre tale limite decresce fino ad azzerarsi con reddito a 240mila euro).

La Dote Famiglia

Non mancano altri bonus per sostenere le famiglie in questo ambito. La legge di Bilancio per il 2025 ha istituitola Dote Famiglia, con risorse pari a 30 milioni di euro per l’anno 2025, un bonus da 300 euro per nuclei con minori tra 6 e 14 anni e Isee inferiore a 15mila euro, assegnati tramite click day fino a esaurimento fondi. In tutto sono ammessi 80mila beneficiari.

La procedura ha previsto diversi passaggi, a partire dall’accreditamento degli enti sportivi, chiamati poi a versare - ormai ad oltre un anno e mezzo di distanza dalla spesa effettuata - le somme finali ai beneficiari. Al momento è stato erogato il primo anticipo agli enti accreditati (30%) e sono in corso le procedure per la tranche intermedia (40%), mentre il saldo verrà erogato a luglio.

Il Governo ha poi messo in campo un ulteriore fondo da 2 milioni di euro per l’anno 2027 (articolo 1, commi 225 e 226, della legge n. 199/2025), con finalità analoghe (contributi per le spese di iscrizione e frequenza ad attività sportive dilettantistiche), anche se con presupposti diversi come l’età dei beneficiari e l’Isee familiare (minori di 18 anni con Isee sotto 20mila euro): le modalità attuative, però, dovranno essere definite con futuri decreti ministeriali.

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