Milano-Cortina

Sport invernali, atteso l’effetto post Olimpiadi sulla pratica sportiva

Società, tesserati e risultati confermano il podio delle Province alpine. Appennino in top 20 della classifica con L’Aquila (11°) e Parma (18°)

di Margherita Ceci

foto IPP/picture alliance 02/12/2022 apertura degli impianti sciistici - stagione sciistica invernale 2022-2023 nella foto sciatorisu pista da sci WARNING AVAILABLE ONLY FOR ITALIAN MARKET

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La pratica degli sport invernali coinvolge in Italia oltre due milioni di persone, e resta legata alla geografia dei territori montani. Secondo i dati Istat, nel 2024 circa l’11,3% degli sportivi praticava discipline invernali, su ghiaccio o di montagna, pari a circa due milioni e 428mila persone. Una crescita rispetto ai livelli di 2006 e 2015, quando i praticanti erano rispettivamente 1,9 e 1,8 milioni. L’incremento – segnala l’Istat – è trainato soprattutto da alcune discipline in crescita come il trekking, praticato nel 2024 dal 4% degli sportivi (erano l’1,6% nel 2015).

Ma se il trekking non necessita di particolari impianti, ben diversa è la situazione per discipline come lo sci da discesa o il pattinaggio sul ghiaccio. La disponibilità di infrastrutture e comprensori sciistici incide direttamente sulla distribuzione territoriale della pratica. A confermarlo è l’indice di sportività dedicato agli sport invernali elaborato da Pts, che tiene conto di indicatori come il numero di società, i risultati societari e il numero di tesserati, nonché i risultati ottenuti dal singolo atleta.

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L’indice di sportività

Le Province alpine occupano stabilmente le prime posizioni della classifica nazionale: ai vertici si collocano Bolzano, Trento e Aosta, un podio stabile rispetto al 2024, seguito da Sondrio e Belluno, che invece si scambiano. A concludere la top 10 sono Bergamo, Udine, Vicenza, Lecco e Brescia.

L’Appennino compare appena dopo, con L’Aquila che sale di tre posizioni rispetto allo scorso anno, e rifà capolino in 18esima posizione con Parma, che nel 2025 guadagna ben sette posizioni. Di fatto, le prime 20 Province si dividono tra Trentino-Alto Adige, Lombardia e Piemonte, con l’incursione di alcune località venete e friulane.

Nel complesso, la parte alta della graduatoria è dominata dalle Regioni interessate dalle Olimpiadi invernali 2026. In questo senso, i Giochi contribuiranno probabilmente a consolidare la classifica. «Come Pts Sport riteniamo che nel prossimo Indice di sportività l’effetto Olimpiadi invernali sarà particolarmente significativo. Alcune Province rimarranno nella parte alta del ranking, altre torneranno», ha spiegato Alberto Miglietta, vicepresidente esecutivo di Pts.

Investimenti e tesserati

A spingere la pratica degli sport invernali non sarà solo il ritorno d’immagine che le singole discipline avranno dai giochi; il potenziamento delle strutture avrà un ruolo determinante. «Oltre ai risultati agonistici conta l’aspetto organizzativo delle Province interessate all’evento olimpico. Sia dal punto di vista strutturale sia sociale, avranno un enorme vantaggio grazie agli investimenti effettuati. Questo a dimostrazione di quanto una giusta strategia politica del territorio possa aver effetti eccezionali per le comunità».

Il mondo delle discipline invernali oggi sconta la difficoltà di attirare nuovi sportivi. I tesserati della Federazione italiana sport invernali (Fisi) nel 2024 erano 37.178, contro i 48.189 del 2021. Ma le aspettative sono positive, grazie all’interesse portato dalle Olimpiadi (in particolare per lo sci alpinismo, quest’anno per la prima volta ai Giochi).

«Pur con le variabili meteorologiche, la stagione 2025/2026 è partita bene, mentre attività legate alla natura, come lo sci alpinismo e le ciaspolate, pur partendo più tardi a causa delle tardive nevicate, registrano una crescente popolarità – dice Alessio Cremonese, presidente di Assosport–. Le Olimpiadi, insieme alla maggiore attenzione al benessere e alla salute, stanno generando un effetto positivo duraturo sul mercato, sulla partecipazione e sulla cultura sportiva in particolare per le attività legate alla montagna».

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