Stangata bollette: 1 miliardo in più per negozi, ristoranti e hotel
Il rischio, secondo l’Ufficio Studi Confcommercio, è che il caro energia si sommi a un quadro macroeconomico già fragile: la crescita del Pil ha rallentato trimestre su trimestre nel corso del 2026 e la fiducia delle famiglie, pur tenendo nel congiunturale, resta sotto i livelli di un anno fa
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Nel secondo semestre del 2026 le imprese del commercio, del turismo e della ristorazione pagheranno oltre un miliardo di euro in più di bolletta elettrica.
Chiedilo al Sole
È il conto che Confcommercio, con l’analisi realizzata insieme al Centro Europa Ricerche (Cer), mette nero su bianco per un comparto già alle prese con consumi in crescita e margini sotto pressione: 494 milioni per i negozi, 207 per i ristoranti, 164 per gli alberghi, 111 per i bar, 50 per la grande distribuzione.
Su base trimestrale, la spesa energetica del terziario di mercato può salire fino a 2,9 miliardi di euro, un livello toccato solo nel 2022, all’indomani dello scoppio della guerra in Ucraina.Il rincaro nasce da un doppio effetto. Da un lato i consumi elettrici, saliti nel terzo trimestre del 15% rispetto alla primavera per il maggiore ricorso alla climatizzazione durante l’estate.
Dall’altro il prezzo dell’energia, che a settembre corre più che altrove: il Pun, il prezzo all’ingrosso dell’elettricità, segna un aumento del 73,3% sulla media 2025 e del 271,1% sui livelli pre-Covid. Il differenziale con i principali partner europei si è così allargato a 65,3 euro per megawattora rispetto alla Germania, 67,2 euro rispetto alla Spagna e 69,4 euro rispetto alla Francia, contro un divario che nel 2019 non superava i 16 euro.
A pesare sull’Italia è soprattutto il mix energetico. Nel 2025 il gas ha coperto il 43,7% della produzione elettrica nazionale, contro il 18,2% della Spagna, il 17,6% della Germania e appena il 3,2% della Francia.







