Starmer convoca summit con 35 Paesi per lo Stretto di Hormuz
Il premier sta prendendo le distanze da Washington e vuole rafforzare i legami con la Ue
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LONDRA - Il Governo britannico ha organizzato per domani, giovedì 2 aprile, un summit virtuale con 35 Paesi, tra i quali l’Italia, per tentare di alleviare la crisi dello stretto di Hormuz. Il premier Keir Starmer ha annunciato che la ministra degli Esteri, Yvette Cooper, ospiterà l’incontro per discutere piani concreti per ripristinare la libera circolazione nello stretto, di fatto bloccato dall’Iran come ritorsione per l’attacco Usa.
L’incontro «valuterà tutte le possibili misure diplomatiche e politiche che possiamo prendere per ripristinare la libera navigazione, garantire la sicurezza delle navi e dei marinai bloccati nello stretto e riprendere la circolazione di materie prime cruciali», ha detto Starmer.
Londra punta a una soluzione diplomatica e si prepara alla fase successiva
Il Governo britannico si è già rivolto a strateghi militari che studieranno come «rendere lo stretto sicuro e accessibile dopo il cessate il fuoco», ha spiegato il premier. La prima fase punterà a individuare e neutralizzare le mine, mentre la seconda a proteggere petroliere e altre navi che attraversano lo stretto.
Starmer ha ribadito che la Gran Bretagna non intende essere “trascinata in guerra” e che riaprire lo stretto di Hormuz è il modo migliore per impedire un ulteriore aumento dei prezzi dell’energia e di altri beni che sta danneggiando tutti i Paesi coinvolti.
I 35 Paesi invitati
I 35 Paesi che parteciperanno al summit sono quelli che il mese scorso hanno firmato la Dichiarazione congiunta proposta da Londra, criticando l’Iran per la chiusura dello stretto ma dicendosi «pronti a contribuire a sforzi appropriati per assicurare il passaggio sicuro attraverso lo stretto di Hormuz», sempre nel rispetto della legge internazionale. La Dichiarazione ha anche espresso apprezzamento per «l’impegno delle nazioni che stanno facendo piani preparatori» in tal senso.






