Report 2026

Stato del Vaticano, più interventi preventivi per arginare il riciclaggio

Le segnalazioni di attività sospette sono state 78. Sotto la lente le operazioni cash

di Anna Mulassano

Credits: Babar Rehman (Pexels)

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Crescono gli interventi preventivi per arginare il riciclaggio di denaro nello Stato del Vaticano. Tra questi il monitoraggio delle informazioni nel Registro centrale per identificare le persone fisiche e giuridiche correlate agli enti che si occupano professionalmente di attività finanziaria, oltre alla mappatura dei 196 ingressi con contante per un valore uguale o superiore a 10mila euro. Sono alcune delle misure messe in atto dall’Autorità di supervisione e informazione finanziaria vaticana, l’Asif, per contrastare reati come riciclaggio e finanziamento al terrorismo.

Allerta contenuta

Anche grazie a questi interventi, nel 2025 in Vaticano, l’allerta è rimasta contenuta: secondo il rapporto annuale Asif, è stato basso il rischio di finanziamento al terrorismo e medio-basso quello di riciclaggio. Il numero di segnalazioni di attività sospette, 78 in dodici mesi, è aumentato rispetto all’anno precedente, ma a partire dal 2021 si registra una tendenza di lieve calo. Questo dato si spiega considerando due elementi: da un lato, la maggiore raffinatezza dei processi con cui l’Autorità competente segnala i casi e dall’altro una diversa classificazione di alcune fattispecie di transazione. In passato, infatti, faceva scattare l’allarme il legame con Stati considerati ad alto rischio di riciclaggio o di finanziamento al terrorismo, mentre oggi è prevista una categoria specifica.

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Le operazioni monitorate

Nel 2025 la maggior parte delle segnalazioni riguardava operazioni, eseguite o in attesa di esecuzione con indici di potenziale riciclaggio di denaro. Queste transazioni erano spesso caratterizzate da elevata complessità, da illogicità o erano prive di giustificazione economica. In molti casi, inoltre, erano prive di legami con la natura della relazione tra i soggetti o l’attività storica o gli obiettivi dichiarati. Tra i sorvegliati speciali, le operazioni da o verso l’estero e quelle espletate con denaro contante sono le più frequenti, mentre le giurisdizioni più interessate sono in Europa. Per 73 volte la spia d’allarme si è accesa per attività con Paesi ad alto rischio, ma in 71 casi l’Asif ha poi autorizzato l’operazione sospesa in via preventiva. Rispetto al 2023 e al 2024 l’incremento è stato significativo, ma si spiega considerando l’aumento dei legami con il Myanmar, dovuto a un evento sismico che ha aggravo la crisi umanitaria che già interessava il Paese.

Nel 2025 è cresciuto il numero di segnalazioni ricevute dall’Asif da parte di Stati stranieri, mentre le venti segnalazioni inviate rappresentano il minimo storico dal 2021.

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