Automotive

Stellantis, a Pomigliano si produrranno le e-car dal 2028

Il Gruppo anticipa i progetti per il rilancio della produzione in Italia - Filosa: «I clienti chiedono il ritorno di auto di piccole dimensioni»

di Filomena Greco

A logo on the exterior of a Stellantis office building in Poissy, near Paris, France, May 4, 2026. REUTERS/Benoit Tessier REUTERS

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A poche ore dalla presentazione del Piano industriale a Detroit, con una convocazione urgente dei sindacati al mattino, i vertici di Stellantis anticipano le linee guida per il rilancio produttivo degli stabilimenti italiani. Al centro del piano c’è il progetto E-Car, per la produzione di vetture elettriche di piccole dimensioni, compatte, innovative ed economicamente accessibili.

L’E-car a Pomigliano

L’E-Car «rappresenta un concetto profondamente radicato nel Dna europeo di Stellantis, in continuità con la tradizione di successo delle vetture compatte» ha sottolineato l’amministratore delegato di Stellantis, Antonio Filosa, commentando il lancio del progetto. «I clienti - ha aggiunto - chiedono il ritorno di auto di piccole dimensioni dal design distintivo, prodotte con orgoglio in Europa, accessibili ed ecologiche. Stellantis risponde a questa richiesta con modelli entusiasmanti per diversi brand».

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L’uscita delle prime E-Car dalle linee di produzione è prevista nel 2028 nello stabilimento di Pomigliano d’Arco. I modelli E-Car di Stellantis «saranno dotati di tecnologie Bev di alto livello, sviluppate in collaborazione con partner selezionati per garantire maggiore accessibilità economica e accelerarne il time-to-market» annuncia l’azienda.

Durante la call con i sindacati, Emanuele Cappellano, numero uno del Gruppo in Europa, ha parlato di una produzione di E-car in diversi modelli e per più marchi, con un posizionamento di mercato sotto i 15mila euro. Per i sindacati - Fim, Fiom e Uilm, con Fismic, Ugl e Quadri - il progetto a regime «dovrebbe consentirci di arrivare finalmente alla piena occupazione di tutto il personale, che resta il nostro obiettivo fondamentale». Ma i tempi, evidenziano i rappresentanti dei lavoratori, restano lunghi e servirà un monitoraggio attento a partire dalle ricadute sulla componentistica.

I nodi e il ruolo dei partner cinesi

La notizia relativa al piano per lo sviluppo delle E-car e il ruolo dell’Italia lasciano sul tavolo almeno altri due problemi: il nodo del piano di rilancio per lo stabilimento di cassino, dove si aspetta l’ok del ministero del Lavoro ad un altro anno di Contratti di solidarietà, e il peso che in Italia avranno i partner cinesi di Stellantis, Leapmotor e Dongfeng.

I sindacati evidenziano «la modifica parziale del precedente piano con un tentativo da parte di Stellantis di penetrare il segmento più economico, che fino ad ora è rimasto scoperto», e aggiungono: «non ci meraviglierebbe peraltro se fosse annunciato che ciò sarà fatto in collaborazione con altri costruttori extra-europei». Anche perché in questa fase a occupare la parte di mercato delle city car economiche, a fronte anche degli incentivi assegnati a ottobre, sono soprattutto modelli made in Cina, con Byd e Leapmotor in testa, come evidenzia anche il picco di importazioni di auto dalla Cina evidenziato dagli ultimi dati Istat.

Quanto allo stabilimento di Pomigliano, da quello che riferiscono i sindacati, un piano ancora non c’è ma si parla di un potenziale accordo con Dongfeng per affiancare alle produzioni in corso - Alfa Romeo Giulia e Tonale oltre alla Grecale di Maserati - nuove produzioni dei cinesi con i quali Stellantis ha da pochi giorni concluso un accordo per produrre in Cina due modelli a marchio Jeep e Peugeot per i mercati globali.

«La Direzione di Stellantis ci già detto che sullo stabilimento di Cassino non sono ancora pronti a esporci un piano operativo - sottolineano i metalmeccanici - ma chiediamo un impegno molto forte poiché non accetteremo la dismissione di nessun sito italiano. Chiediamo che il 21 sia l’inizio di un confronto sul futuro di tutti gli stabilimenti italiani finalizzato al loro effettivo rilancio».

La strategie dell’Ue

Il segmento ad alto potenziale delle E-car, destinato a essere prodotto in Europa e destinato al mercato interno, è stato riconosciuto dalla Commissione europea per la sua capacità di sostenere l’occupazione nel settore automotive, dalla produzione al design, e rappresenta la risposta europea a un duplice problema: contenere la concorrenza dei player cinesi e andare incontro alla domanda di mercato rispetto a modelli sostenibili e economicamente accessibili.

Con l’assegnazione dell’E-Car a Pomigliano, è la riflessione dell’azienda che parla di «volumi significativi», Stellantis valorizza la tradizione dell’industria italiana da sempre vocata al mass market e alla produzione di auto popolari, come la Fiat Panda che è oggi il primo modello, per volumi di produzione e di vendita, in Italia, storicamente prodotto in Campania.

La società da tempo aveva allo studio il progetto E-Car. Già l’anno scorso anche il presidente John Elkann aveva parlato della necessità di creare una nuova categoria di micro-vetture elettriche ed economiche, simili alle kei car giapponesi, prodotte in Europa e per l’Europa.

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