Stellantis rimbalza in Borsa, gli analisti aprono al piano
Il ceo Filosa: non verranno chiusi siti in Italia o in Europa: «Saremo in grado di migliorare la nostra capacità produttiva, riducendola di 800mila unità, senza chiudere alcuno stabilimento»
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Stellantis rimbalza in Borsa (+3,19%) il giorno dopo il piano industriuale. Per il mercato, il 2030 è praticamente un’altra era e gli obiettivi finanziari del piano “FastLane 2030” di Stellantis poco sono apparsi interessanti agli occhi degli analisti. Più utili, i target a più breve scadenza: bene la conferma della guidance 2026 e gli obiettivi intermedi al 2028, superiori al consensus, come il ritorno a un flusso di cassa positivo nel 2027. Tutti fattori che potrebbero portare a un apprezzamento del titolo.
I target del piano
Tuttavia, in un contesto in cui, in diverse aree del mondo, i volumi complessivi resteranno pressoché stabili nei prossimi anni, il centro dell’attenzione è sulla capacità dell’amministratore delegato Antonio Filosa di portare a compimento l’ambizioso progetto di lanciare 60 nuovi modelli, di espandere la presenza in segmenti dove i marchi del gruppo non sono presenti e di vedere crescere le vendite. Considerando anche che i due principali poli del gruppo, Nord America ed Europa, si muovono a velocità diverse. Filosa ha assicurato che non verranno chiusi stabilimenti in Italia o in Europa: «Saremo in grado di migliorare la nostra capacità produttiva, riducendola di 800mila unità, senza chiudere alcuno stabilimento, né in Italia né in altri paesi europei, semplicemente perché siamo in grado di condividere la capacità con i nostri partner», a partire da Leapmotor e DongFeng, cui potrebbero aggiungersene anche altri. Leapmotor potrebbe trovare spazio in Messico e forse in Canada, sicuramente no negli Stati Uniti, dove «la crescita si verificherà attraverso un ampliamento della gamma, introducendo prodotti in segmenti dove non ne abbiamo». Se gli Stati Uniti viaggiano spediti, con la crescita di Ram considerata una delle chiavi di riuscita della nuova strategia, l’Italia assiste – con l’apprezzamento del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, e le preoccupazioni dei sindacati - all’esecuzione del piano specifico. Secondo Filosa, «è tutto a posto, e stiamo raddoppiando, fondamentalmente ad Atessa con grandi investimenti, con un’ulteriore Alfa Romeo e a Pomigliano» con il progetto e-car, ha specificato Filosa, sottolineando che «abbiamo riportato una produzione di massa a Mirafiori con la Fiat 500 ibrida» che sta avendo «una salita produttiva», e «abbiamo migliorato la produzione con nuovi modelli a Melfi, tra cui la Jeep Compass, la Lancia Gamma e un modello Ds». Per Alfa Romeo, mentre sono in corso di finalizzazione in progetti sulle nuove Stelvio e Giulia – con le attuali versioni in produzione fino al 2027 - ci saranno il C-Suv che sarà prodotto a Melfi, la nuova fuoriserie e anche un terzo modello da realizzare sulla piattaforma Stla One. Su Cassino, che «ha un futuro», sarà necessario aspettare il piano Maserati a dicembre 2026, perché lo stabilimento laziale è legato alle prospettive del Tridente.


