Stellantis Fastlane 2030: 60 miliardi per rafforzare il gruppo. Filosa: non chiuderemo impianti in Italia e in Europa
Il piano quinquennale punta su innovazione, piattaforme globali e riorganizzazione dei marchi per guidare la crescita e la redditività del gruppo automobilistico.
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L’era di Antonio Filosa entra nel vivo con la presentazione di Fastlane 2030, piano industriale quinquennale da 60 miliardi di euro per accelerare crescita e redditività, semplificare il modello operativo e indirizzare il capitale verso le aree a maggiore rendimento. Perché dopo l’addio di Carlos Tavares avvenuto a dicembre 2024 e la successiva nomina dell’italiano Antonio Filosa, analisti, azionisti e dipendenti erano in trepidante attesa di scoprire come sarà il futuro del quarto gruppo automobilistico al mondo. Dopo aver detto addio a quanto annunciato nel 2022 dal piano Dare Forward 2030, Stellantis fa una chiara inversione di marcia in materia di 100% elettrico e mostra ad Auburn HIlls un futuro basato su sei pilastri: gestione più mirata dei marchi, investimenti in piattaforme e tecnologie globali, partnership, ottimizzazione dell’impronta industriale, eccellenza nell’esecuzione e rafforzamento delle regioni.
60 nuovi veicoli e 60 miliardi di investimento
Inversione di marcia in materia di 100% elettrico non significa addio alle auto a ioni di litio ma al contrario ad una reale strategia multi-energia, eliminando follie del passato come pick-up elettrici e addio allo storico V8 Hemi per il mercato americano. Complessivamente entro il 2030 Stellantis prevede oltre 60 nuovi veicoli e 50 aggiornamenti significativi: 29 elettrici a batteria, 15 plug-in o range extender, 24 ibridi e 39 termici o mild hybrid. Passando all’investimento complessivo, pari a 60 miliardi di euro, il 60% degli investimenti, pari a 36 miliardi, sarà destinato a marchi e prodotti, mentre il restante 40%, pari a 24 miliardi, andrà a piattaforme globali, propulsori e tecnologie. “Fastlane 2030 è il risultato di mesi di lavoro disciplinato in tutta l’azienda ed è progettato per guidare una crescita redditizia a lungo termine”, ha detto Filosa. “Ogni marchio di Stellantis svolgerà un ruolo chiaro nel rispetto dei nostri impegni Fastlane 2030”, ha aggiunto il ceo, sottolineando centralità del cliente, valore, accessibilità e partnership “win-win”.
Quattro marchi globali, Jeep, Ram, Peugeot e Fiat
Il piano ridefinisce la gestione del portafoglio marchi. Jeep, Ram, Peugeot e Fiat diventano i quattro marchi globali del gruppo, destinatari insieme a Pro One del 70% degli investimenti in brand e prodotti. Chrysler, Dodge, Citroën, Opel e Alfa Romeo saranno marchi regionali, mentre DS e Lancia saranno sviluppati come marchi specializzati, gestiti rispettivamente da Citroën e Fiat. Maserati resterà nel lusso puro, con due nuovi modelli di segmento E ed una roadmap dettagliata attesa a Modena entro dicembre 2026. Tra le novità in arrivo negli Stati Uniti anche la tecnologia Range Extender su suv e pick-up di taglia grande e il ritorno del V8 Hemi.
E-Car prodotta a Pomigliano d’Arco
L’impianto campano ospiterà le future E-Car del gruppo Stellantis, tra cui la Fiat Pandina e la Citroen 2 Cavalli. Per ora nessuna informazione se non un prezzo di partenza inferiore ai 15 mila euro e la motorizzazione completamente elettrica.
Tre piattaforme globali
Sul fronte industriale e tecnologico, Stellantis investirà oltre 24 miliardi in piattaforme globali, powertrain e nuove tecnologie. Entro il 2030, il 50% dei volumi annuali globali sarà prodotto su tre piattaforme globali, tra cui la nuova STLA One: progettata per massimizzare sinergie e competitività. Prima piattaforma di Stellantis ad integrare STLA Brain, STLA SmartCockpit e la tecnologia steer-by-wire, la piattaforma STLA One sarà compatibile con tecnologia 800 volt, accoglierà più batterie Litio ferro fosfato per supportare l’accessibilità e ridurre l’esposizione a materie prime critiche e avrà una struttura cell-to-body con batteria integrata nella struttura del veicolo per ridurre costi, peso e complessità, ottimizzando la capacità. Entro il 2030, quasi il 50% dei volumi annuali globali sarà dotato di soluzioni di propulsione multiregionali, con flessibilità energetica integrata nel portafoglio prodotti.
